Il giovane Freud di Netflix e il mondo che gli gira intorno

Il Freud giovane di Netflix è cupo, monoespressivo, (aiuto)detective “vittoriano”, ignorato, vilipeso, mobbizzato, tossicodipendente, tormentato, testimone spesso impotente di tragedie.

La vicenda, ambientata in una Vienna da cartolina gotica, ruota intorno alla figura affascinante/inquietante di Fleur Salomé, una giovane ungherese i cui poteri soprannaturali, opportunamente gestiti dai “cattivi”, dovrebbero e potrebbero minare al cuore l’Impero, restituendo la libertà ai Magiari oppressi.

L’Eroe, un Don Chisciotte tragicamente irrisolto, è l’Ispettore Alfred Kiss (mirabilmente assistito, e spesso salvato, dal suo assistente Franz Poschacher /Sancho Panza, pesantemente leggero). Egli è combattuto e combatte contro tutto e tutti, alla ricerca di utopica giustizia e impossibili verità.

Il principe ereditario Rudolf è il ritratto della decadenza a corte, punto debole della dinastia e possibile veicolo dell’”infezione” che dovrebbe distruggere l’Impero.

Franz Joseph è Franz Joseph, e “Sissi” compare in una sola scena, di spalle.

Edipo: presente.

Arthur Schnitzler è lì per rimandare lo spettatore a Eyes Wide Shut forse? Le scene di sesso sono selvagge, le scene di violenza violentissime con abbondante spargimento di sangue e altro.

Ma torniamo a Freud. Tutto ha inizio dai suoi insuccessi nel tentativo di rendersi credibile nel mondo accademico: parte col piede sbagliato e gliela faranno pagare. Nella sua mente però c’è già, in nuce, la visione del mondo che, nel secolo successivo, cambierà il mondo. Ed è la sua mente la protagonista della serie: lì tutto si preconizza e avviene, lì dimorano i problemi e le soluzioni, lì i sogni si avverano e la verità si fa sogno.

“Language Is a Virus”, cantava Laurie Anderson.
“Il pensiero è un virus”, dico io.

Ora allarme spoiler: non proseguite se non avete visto la serie.

Lieto fine: la fidanzata e promessa sposa lo accoglie e perdona, rimproverandogli solo di aver sopravvalutato, con Fleur, “il potere dei genitali”; la madre, e sottolineo la madre, lo accoglie e protegge.

La terapia è conclusa. Avanti il prossimo.

Ma l’Ispettore Kiss…

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One comment

  1. Io l’ho vista e sinceramente sembrava una serie su un personaggio che non era Freud. Non dico che dovessero rispettare la realtà storica o medica di Sigmund. Ma trasformare la sua vita in un quasi porno mi è sembrato un pò troppo. Poi troppo scontata la figura dell’avvenente tentatrice e il suo adulterio. Possibile che non sanno scrivere di meglio? 😒

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