Caro Luca: il significato del brano degli Zen Circus

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A modo suo, quello che potrebbe essere definito l’album più alternative del circo zen, trova una pausa in un brano di spessore e pieno d’intensità: Caro Luca. Il lavoro in questione riflette l’intento ultimo di questo progetto, la rappresentazione dell’ardore, di quel fuoco che appunto si va a creare nelle nostre stanze.

Un’intensità di passioni, di affetti e di ricordi che trovano riposo in quelle quattro mura paradossali, che ci proteggono da tutto e allo stesso tempo hanno il potenziale per farci male più di ogni altra cosa. Come una lettera conservata e allo stesso tempo nascosta, da noi stessi e per noi stessi, nel cassetto di fianco al letto.

Sta sempre lì, vicino, ma quel che manca è il coraggio di rievocare determinate circostanze e la forza per sopportarle a distanza di anni. Caro Luca, in concreto, non è altro che questo: una lettera scritta da Appino a un suo amico caro, in cui quest’ultimo assume le sembianze di uno specchio; sembra che Andrea parli a sé stesso. Credo che questo sia l’esempio perfetto dell’amicizia che si tramuta in complicità, di quel legame così forte che va al di là di tutto.

Caro Luca ti scrivo una lettera perché sono ancora un grande egoista
Non scrivo per sapere come stai
Piuttosto per fare i conti col mio passato
E trovarci un po’ di ispirazione

Il testo, conservato nel computer del leader degli Zen Circus, viene definito dallo stesso come uno dei più importanti de Il Fuoco in una Stanza”, e ciò avviene per due motivi: il primo è chiaro ed è sottolineato dal legame tra Andrea e Luca, mentre il secondo coincide con la libertà che la canzone ha dato alla formazione: “l’inizio di un percorso che possiamo fare e che ci può portare dove vogliamo”. Con un’impronta diversa certo, ma con la stessa energia e passione evocata dall’alternative-rock che li identifica da anni.

Luca, grande amico di tutta la formazione e componente della comitiva ai tempi in cui si comportavano da molestatori seriali nelle piazzette di Pisa, è un ragazzo che a un certo punto della sua vita si è allontanato da tutto e da tutti per delle delusioni. Un classico, un evento comune, ognuno di noi è in grado di dire: “anch’io ho avuto un Luca nella mia vita”. Le circostanze cambiano, le compagnie mutano e gli amici spesso e volentieri vanno via. Per questioni serie, per futili motivi, per scherzi del destino, ma vanno via. Se il risultato è lo stesso, che senso ha quindi riflettere incessantemente, dannandoci anche, sulle motivazioni iniziali? Lasciamo scorrere, le cose cambiano di senso e, lo stesso senso, non esiste: quanta paura fa la neutralità delle cose? Ma non andiamo fuori contesto… Andrea, insieme a tutta la sua band, ha avuto il coraggio di aprire quel cassetto e di rileggere quella lettera, rievocando ricordi mutati successivamente in musica e soprattutto in energia. Il risultato è un brano malinconico, apparentemente lontano dal sound degli Zen Circus e molto old: direi anni’70-80. Un involucro di emozioni sprigionate con il doppio della potenza che normalmente viene creata da quel rock crudo e ormai distintivo della formazione Pisana. Insomma, Caro Luca è un brano che merita attenzione e quanto detto è abbastanza per catturare la vostra. Credo.

Ti scrivo per sapere davvero
Il senso di tutto questo
Tu che eri più intelligente, ma non cercavi il successo
Piuttosto la verità che per sua natura odia i riflettori
Piuttosto la volontà di non vedere più nessuno e tagliare i ponti
La gloria è bastarda, per averla alla fine devi piacere a tutti
Ma a tutti no, a noi tutti, Luca, non ci sono mai piaciuti

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