Ora legale e ora solare: perché esiste il cambio dell’ora?

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Per capire le ragioni del cambio d’ora dobbiamo tornare indietro nel tempo, fino all’epoca preindustriale. Come viveva ai tempi la popolazione, in particolare quella dei contadini? Per farla molto breve: ci si alzava al sorgere del sole e si interrompevano le attività al tramonto. Sappiamo però che, nel corso dell’anno, il sole non sorge sempre nello stesso momento: l’orbita della terra intorno ad esso e l’inclinazione assiale del nostro pianeta sono il motivo per cui ogni anno abbiamo il cambio delle stagioni e, con esso, l’anticipo del sorgere del sole nelle stagioni più calde e, viceversa, il suo ritardo in quelle più fredde. Se vivessimo seguendo strettamente le regole dei contadini di un tempo, ci alzeremmo ogni mattina in momenti leggermente diversi. Inoltre, se misurassimo il tempo in base alla posizione del sole nel cielo, come avveniva secoli fa, potrebbe essere molto difficile (per non dire impossibile) condurre la nostra vita attuale, dato che avremmo un orario locale diverso in ogni punto della terra.

L’ora civile convenzionale ci permette di superare i limiti delle vecchie misurazioni del tempo, fissando i fusi orari e stabilendo un orario standard all’interno di ogni fuso. Quando l’ora civile convenzionale corrisponde a quella del meridiano che attraversa lo Stato, lasciandolo nel proprio fuso orario naturale, essa prende il nome di ora solare. Questo fa sì che, nel corso dell’anno, ci sia un orario fisso indipendentemente dal sorgere del sole e dalla sua posizione nel cielo. L’adozione di un orario standard, avvenuta intorno alla metà dell’ottocento, ha portato subito ad un problema pratico: com’era possibile ottimizzare lo sfruttamento della luce del sole? Com’era possibile indurre le persone ad alzarsi prima nei periodi estivi, sfruttando a pieno la luce nel corso della giornata e risparmiando il più possibile sui costi dell’illuminazione la sera?

La soluzione arrivò insieme alla Grande Guerra, intorno al 1916, con l’introduzione in alcuni paesi della c.d. ora legale. L’ora legale non aumenta la quantità di luce disponibile, ma si limita a regolare le nostre giornate in modo da sfruttare al meglio quella che c’è già. Quando entriamo nell’ora legale, poco dopo l’inizio della primavera, le lancette dei nostri orologi vengono mandate avanti di un’ora: questo ci permette (superato il piccolo jet lag iniziale) di adattare i nostri ritmi di vita e di lavoro al cambiamento nell’irradiazione del sole che avviene nelle stagioni calde. Grazie all’ora legale possiamo sfruttare meglio la luce del sole al mattino e, soprattutto, abbiamo un notevole risparmio di energia elettrica di sera, dal momento che cominciamo ad accendere le luci un’ora dopo. Questo risparmio, fondamentale in anni di guerra, è considerevole anche oggi.

Da anni l’Unione Europea adotta un calendario unico per l’ora legale e, in tempi recenti, è sorta una discussione riguardo la possibilità di abolire il cambio orario, che significherebbe adottare per tutto l’anno o l’ora solare o l’ora legale. Un sondaggio del Codacons risalente al 2008 mostra che l’80% circa dei cittadini italiani sarebbe favorevole all’adozione dell’ora legale per tutto l’anno. Una tale scelta ci permetterebbe sicuramente di spegnere le luci un’ora più tardi nei mesi invernali, ma tale risparmio sarebbe reso vano almeno in parte dal fatto che avremmo comunque un’ora di luce in meno al mattino, mentre i nostri ritmi rimarrebbero invariati.

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