In difesa di Luca Marinelli dopo Venezia 76 e l’attacco del Codacons

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Poco fa, tramite un comunicato stampa rilasciato sul proprio sito ufficiale, il Codacons si è scagliato contro l’assegnazione della Coppa Volpi come miglior attore protagonista a Luca Marinelli per il film Martin Eden, durante la 76^ Mostra del Cinema di Venezia. Di seguito un estratto del comunicato:

La Coppa Volpi come miglior attore a Luca Marinelli rappresenta una delle pagine più imbarazzanti della storia del cinema italiano. Lo afferma il Codacons che da 20 anni ospita al Lido commenti e stroncature presso l’ormai famoso muro di Gianni Ippoliti.

In questa edizione, anche dopo la chiusura della Mostra, continuano ad arrivare al sito del Codacons messaggi di protesta perché, in modo del tutto imprevedibile, il premio come miglior attore non è andato alla splendida interpretazione di Joaquin Phoenix per il suo ruolo in “Jocker” (a detta di tutti, pubblico e critica, miglior interprete tra i film in gara).

Anche questa volta, nonostante il prestigio che può recare un così importante premio non solo ad un grande attore come Marinelli ma anche a tutto il cinema italiano, si è persa l’occasione per fare un enorme plauso al talento nostrano. Perché diciamo la verità, questa esterofilia ci sta mangiando, sta mangiando la nostra arte e tutto ciò che il bel paese ha da offrire al mondo della cultura.

Luca Marinelli è un grande attore. Certo, non è paragonabile a Joaquin Phoenix, non ha lavorato con alcuni dei più grandi registi contemporanei come Paul Thomas Anderson o Ridley Scott, ma resta comunque l’attore di spicco di un cinema italiano moderno che sta via via (ri)conquistando i grandi palcoscenici dei festival e l’apprezzamento di una grande fetta di pubblico.

Perché, dunque, attaccare così duramente un più che onesto mestierante? Perché ostinarsi a tessere le lodi di ciò che non è italiano? Si è rimasti, purtroppo, a un’errata concezione del cinema italiano: questo comunicato del Codacons e di chiunque abbia mandato messaggi di lamentela è una piccola sconfitta, per tutti.

Viviamo in un epoca dove l’arte cinematografica è diventata un mero passaparola sui social network dei film che sono catalogabili – mi azzardo a definirli così – come isteria collettiva, ne è un esempio una frase stessa del comunicato: “il premio come miglior attore non è andato alla splendida interpretazione di Joaquin Phoenix per il suo ruolo in “Jocker” (a detta di tutti, pubblico e critica, miglior interprete tra i film in gara).” La domanda sorge spontanea ed è alquanto semplice, “tutti chi?”, quanti hanno visto Martin Eden? Quanti hanno visto Joker che – per inciso – ancora deve uscire nelle sale (la maggior parte delle quali lo proietteranno in versione doppiata)?

Bisognerebbe cominciare a riconquistare uno spirito critico separato da ciò che va di moda al momento, separare l’opinione della massa da quella soggettiva, affinché si riescano ad apprezzare, non solo le interpretazioni estere, ma anche quelle nostrane che in questi ultimi anni ci hanno regalato grandi soddisfazioni.

Come se non bastasse, il comunicato del Codacons è andato ad attaccare anche lo splendido discorso di ringraziamento di Marinelli:

Invece la Coppa Volpi è andata a Luca Marinelli il quale nel suo discorso di ringraziamento (leggendo un testo già pronto!) si è abbandonato ad un pistolotto politico sulla questione dei migranti.

“La politica non può entrare a gamba tesa nei verdetti della giuria” scrive uno spettatore di Torino; “Istituiamo la ‘Coppa Marinelli’ che andrà ogni anno ad eventuali altre decisioni bizzarre della giuria” scrive un altro da Sassari.

Il Codacons intanto si ripropone di consegnare alla prima occasione utile un riconoscimento di scuse a Joaquin Phoenix a nome di tutti i veri italiani appassionati di cinema.

Bisognerebbe separare la politica dall’arte anche nel caso opposto. Mandare alla gogna un attore perché ha sparato a zero su un grosso problema del nostro paese non è corretto, ne tantomeno metterne in dubbio le qualità. Se dovessimo attuare questo discorso, la maggior parte degli attori stranieri, i quali molto vicini al sociale, dovrebbe essere accusata in pubblica piazza.

In momenti come questi bisognerebbe solo tacere, alzare lo sguardo, e ringraziare di cuore chi, come Marinelli, ci ha messo la faccia.

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