Cloud Atlas: trama, spiegazione completa e analisi del film

Posted by

Questo articolo rivela elementi importanti della trama e della spiegazione di Cloud Atlas di Lana e Lily Wachowski, svelandone il significato, gli eventi e le prospettive migliori per apprezzarne i pregi. Se ne suggerisce dunque la lettura solo ed esclusivamente dopo aver visto il film, e non prima, per evitare di perdervi il gusto della prima visione.

“Ora voi orecchiatemi attenti, e io vi chiacchiero della prima volta che ci siamo visti occhio a occhio”

È difficile provare a spiegare un racconto quasi inspiegabile. Cloud Atlas è un film che poteva nascere soltanto da un incontro di menti fuori dal comune: tratto da un romanzo cult del 2004 scritto da David Mitchell (in seguito co-sceneggiatore del quarto capitolo di Matrix), che venne regalato a Lana Wachowski da Natalie Portman durante la lavorazione di V for Vendetta, il film è stato realizzato dopo una lunga fase di gestazione dagli allora fratelli Wachowski (Andy non era ancora Lily) in collaborazione col regista tedesco Tom Tykwer (Lola Corre; Profumo – Storia di un assassino) ed è probabilmente il film più corale degli ultimi anni, in ogni senso, dal cast ricchissimo alla moltitudine di storie raccontate (e di significati trasmessi) fino alla factory di talenti dietro la macchina da presa che lo ha reso possibile.

Per provare a capire chi sono e come lavorano le oggi sorelle Wachowski è utilissimo guardare Cloud Atlas: un film suddiviso in sei diverse epoche che ricoprono un arco temporale di oltre cinquecento anni, dal 1800 al 2300 e oltre, nel corso delle quali assistiamo a sei diverse storie (corrispondenti ad altrettanti generi cinematografici), ognuna connessa con l’altra, tutte interpretate dallo stesso cast (con minime differenze) e con gli attori che, di episodio in episodio, riappaiono nei ruoli più disparati, cambiando sesso ed etnia, talvolta in ruoli positivi e talvolta in ruoli negativi. Un film transgender nel senso più vero del termine, che attraversa vari generi e al cui interno gli elementi costitutivi si mescolano: tutto si trasforma e cambia, eppure rimane sempre un filo invisibile che connette ogni cosa.

Le sei storie di Cloud Atlas

1. Il diario dal Pacifico di Adam Ewing (1849) – Dramma storico

“Che cos’è l’oceano se non una moltitudine di gocce?”

Adam Ewing (Jim Sturgess) è un giovane avvocato americano che compie un viaggio in nave da San Francisco alle Isole Chatham per stringere un accordo commerciale per conto del suocero Haskell Moore (Hugo Weaving) con il Reverendo Giles Horrox (Hugh Grant), commerciante di schiavi. Arrivato a destinazione, Ewing fa conoscenza del dott. Henry Goose (Tom Hanks), mentre questi è intento a recuperare sulla spiaggia un piccolo bottino di denti umani, unici resti di antichi riti cannibalici avvenuti sull’isola. Mentre assiste alla fustigazione di uno schiavo di nome Autua (David Gyasi), Ewing incrocia lo sguardo con l’uomo ed è colpito da un lieve malore.

Il dott. Goose, che lo ha in cura, comunica al giovane che è vittima del verme polinesiano, un parassita che si annida nel cervello divorandolo lentamente, ma gli assicura di essere in grado di curarlo. Durante il viaggio di ritorno, Adam (le cui condizioni stanno peggiorando) scopre che Autua si è imbarcato clandestinamente sulla nave: lo schiavo, che in passato ha viaggiato e conosce troppo bene il mondo per vivere una vita in catene, implora Adam di convincere il capitano (Jim Broadbent) a farlo lavorare sulla nave come marinaio anziché ucciderlo.

Grazie all’intercessione di Adam e alle incredibili doti di marinaio di Autua il capitano si convince ad assumere l’ex schiavo. Questa sarà la fortuna di Adam perché Autua, che ormai considera l’avvocato suo amico, scopre l’inganno del dott. Goose, che stava lentamente avvelenando il giovane uomo (il quale non era vittima di alcun parassita) al fine di rubare l’oro che quest’ultimo aveva con sé. Dopo essersi ricongiunto con l’amata moglie Tilda (Doona Bae) a San Francisco, Adam distrugge il contratto stretto con Horrox sotto lo sguardo attonito di Haskell Moore e, nonostante i rimproveri del suocero (“C’è un ordine naturale a questo mondo e coloro che tentano di capovolgerlo non finiscono bene”), decide di unirsi al movimento abolizionista, dopo essersi reso conto degli orrori dello schiavismo.

2. Lettere da Zedelghem (1936) – Racconto epistolare

“Cercami sotto le stelle della Corsica, dove ci siamo dati il primo bacio. Tuo in eterno, R. F.”

Edimburgo. Robert Frobisher (Ben Winshaw) è un giovane compositore inglese proveniente da una famiglia nobile (che lo ha diseredato) che stringe una relazione omosessuale con il futuro scienziato Rufus Sixsmith (James D’Arcy), dal quale è costretto a separarsi per non creare scandalo. Fuggito in treno, Frobisher raggiunge presso la località di Zedelghem la villa di Vyvyan Ayrs (Jim Broadbent), eccellente compositore cui una malattia impedisce da anni di fissare su carta musicale le idee. Ospite di Ayrs e di sua moglie Jocasta (Halle Berry, qui bionda e di carnagione chiara), della quale diventa amante occasionale, Frobisher inizia a lavorare come copista per dar vita alle ormai vaghe intuizioni dell’anziano compositore e nel frattempo lavora alla sua prima opera, il Sestetto dell’Atlante delle Nuvole, che si sta rivelando un capolavoro.

Durante la permanenza in casa di Ayrs, Frobisher trova il diario di Adam Ewyng (sul quale è narrata la cronaca del segmento precedente), che nel frattempo era stato pubblicato da un editore, ma metà del libro risulta fisicamente mancante in tutta la casa (si scoprirà poi che Ayrs se ne serviva per bilanciare un mobile dondolante) e questo sconvolge il giovane compositore perché “un libro lasciato a metà, dopotutto, è come una storia d’amore incompiuta.” Quando Ayrs si rende conto della bellezza della nuova composizione di Frobisher cerca di ricattarlo, minacciando di rivelare pubblicamente la sua bisessualità se non gli verrà ceduta la paternità dell’opera. Durante un tentativo di fuga, Frobisher colpisce Ayrs con un colpo di pistola, senza ucciderlo. Rifugiatosi in un albergo ad Edimburgo, Frobisher ha modo di completare in solitudine la sua opera e di vedere di nascosto (senza essere visto) per un’ultima volta il suo amato Sixsmith. Dopo avergli scritto un’ultima e appassionante lettera, Frobisher si uccide con un colpo di pistola nella sua camera d’albergo, pochi secondi prima di essere ritrovato da Sixsmith, cui non resta altro che abbracciarne il corpo esanime in un momento di pura disperazione.

3. Mezze vite – il primo caso di Luisa Rey (1973) – Thriller

“Ieri la mia vita andava in una direzione, oggi va verso un’altra. Ieri credevo che non avrei mai fatto quello che ho fatto oggi. Queste forze, che spesso ricreano tempo e spazio, che possono modellare e alterare chi immaginiamo di essere, cominciano molto prima che nasciamo e continuano dopo che spiriamo”

San Francisco. Luisa Rey (Halle Berry) è una giovane e agguerrita giornalista di Spyglass Magazine che per una pura coincidenza fa la conoscenza di Rufus Sixsmith (sempre James D’Arcy, invecchiato), che ora è uno stimato fisico nucleare e si è rifatto una vita e una famiglia. L’uomo, che lavora per un’importante compagnia che sta per aprire una potentissima centrale nucleare, è turbato da qualcosa di molto grave e contatta la giornalista per farle alcune importanti rivelazioni. Purtroppo Sixsmith è raggiunto prima da Bill Smoke (Hugo Weaving), killer a pagamento, che lo uccide con un colpo di pistola in bocca (stessa modalità con cui si era tolto la vita il suo innamorato Frobisher anni prima).

Rinvenuto il cadavere di Sixsmith (insieme alle lettere di Frobisher, che aveva sempre conservato), Luisa inizia ad indagare sulla compagnia per la quale lavorava l’anziano amico e tenta di intervistarne l’amministratore delegato Lloyd Hooks (Hugh Grant), che però svicola e la affida al più innocuo dott. Isaac Sachs (Tom Hanks). Sachs, rimane profondamente colpito dall’incontro con Luisa Rey: non sa bene il motivo, ma ha la sensazione di essere strettamente legato a quella donna e decide di aiutarla, facendole trovare di nascosto una copia del famigerato “Rapporto Sixsmith” prima di partire in aereo per Seoul.

Una volta ritrovata la copia del rapporto sulla sua auto, Luisa è raggiunta e speronata da Smoke (che nel frattempo ha fatto saltare in aria l’aereo su cui volava Sachs), che la fa precipitare in mare. Salva per miracolo, Luisa è aiutata dal piccolo Javier Gomez (Brody Nicholas Lee) e da un ex uomo di sicurezza di Hooks di nome Joe Napier (Keith David), che ha combattuto in guerra a fianco del padre della donna (David Gyasi) il quale si era sacrificato per lui, spingendolo ora a ricambiare. Inseguiti da Smoke, Luisa e Napier sono salvati da un’immigrata clandestina messicana (Doona Bae), che colpisce alle spalle e uccide lo spietato killer, che poco prima le aveva ucciso il cagnolino. Ritrovata la nipote di Sixsmith, Meghan (Zhu Zhu), che le consegna una copia del rapporto, Luisa rivela al mondo il piano di Hooks: causare un disastro nucleare con la centrale per favorire le compagnie petrolifere.

4. La tremenda ordalia di Tomothy Cavendish (2012) – Commedia

“Passiamo e ripassiamo sulle nostre orme come pattinatori artistici, e proprio mentre leggevo un nuovo manoscritto, un fortissimo deja vu penetrò nelle mie ossa”

Timothy Cavendish (Jim Broadbent) è un editore londinese pavido e pieno di debiti. Di recente ha pubblicato il libro Sandwich di pugni, scritto da Dermot Hoggins (Tom Hanks), un delinquente locale e aspirante scrittore di scarso talento, che non ha venduto sostanzialmente nulla. Durante un evento mondano, dopo aver incrociato lo sguardo con una donna in abito rosso che lo ha colpito (Halle Berry), Hoggins fa precipitare dall’ultimo piano del palazzo un critico letterario che aveva demolito il suo romanzo. Le vendite di Sandwich di pugni raggiungono livelli record in poco tempo, per grande gioia di Cavendish, che però è presto raggiunto dai fratelli di Hoggins, determinati a battere cassa.

Costretto a trovare 50.000 sterline in un giorno, Timothy si rifugia a casa del fratello Denholme (Hugh Grant) e di sua moglie Georgette (Ben Winshaw in abiti femminili), con i quali i rapporti non sono molto sereni (quando spiega al fratello che se non vedranno i soldi, i fratelli di Hoggins lo riempiranno di botte, questi gli risponde “Bene, vedi di fare un video per noi eh? Ora vaffanculo”) e sembra convincere il fratello, che dice di aver trovato per lui un albergo a Zedelghem, in Scozia, dove nascondersi per un po’ mentre lui recupera il denaro.

Cavendish raggiunge Zedelghem in treno (sulla stessa ferrovia percorsa da Frobisher più di settant’anni prima) e, mentre legge un nuovo manoscritto ad opera di Javier Gomez (diventato adulto), dedicato alla scoperta di Luisa Rey di quarant’anni prima, gli capita di ripensare a Ursula (Susan Sarandon), l’unica donna che abbia mai amato e che vive da quelle parti. Purtroppo per lui, l’albergo di Zedelghem (la stessa villa di Vyvyan Ayrs) è in realtà una casa di riposo per anziani, guidata dalla cattivissima infermiera Noakes (Hugo Weaving, anch’egli in abiti da donna stavolta): suo fratello Denholme (tra i proprietari della struttura) ha infatti scoperto una passata scappatella tra Timothy e sua moglie Georgette e ora vuole vendicarsi del fratello tenendolo rinchiuso per sempre. In compagnia di tre anziani della struttura, Cavendish organizza un’esilarante piano di fuga, che riesce in pieno. Ritrovata la sua amata Ursula, che lo accoglie a casa sua per tenerlo lontano dalla famiglia Hoggins, Timothy comincia a scrivere le sue memorie immaginando che un giorno se ne possa trarre un film.

5. Il verbo di Sonmi~451 (2144) – Fantascienza distopica

“La nostra vita non è nostra. Da grembo a tomba siamo legati ad altri, passati e presenti. E da ogni crimine e ogni gentilezza generiamo il nostro futuro”

Neo Seoul. Il mondo è governato dall’Unanimità, una sorta di Grande Fratello che controlla ogni cosa. Sonmi~451 è una servente, un clone generato in laboratorio che ha l’unico scopo di lavorare come cameriera in un fast food di nome Papa Song (il terrificante bar sognato da Ayrs nel suo segmento) e di “onorare i consumatori”. Sonmi scopre i primi atti di ribellione quando la compagna servente Yoona~939 comincia a svegliarla nel cuore della notte per mostrarle uno spezzone di film basato sulla vita di Timothy Cavendish (interpretato da Tom Hanks), in cui si vede l’uomo pronunciare la frase “Io non sarò mai soggetto a maltrattamenti criminosi!” ai dipendenti della casa di riposo in cui è rinchiuso.

Dopo la morte di Yoona~939, che si era ribellata ad un cliente che la molestava pronunciando le stesse parole di Cavendish, Sonmi viene liberata da Hae-Joo Chang (Jim Sturgess, qui con fattezze orientali) che la convince ad unirsi ad un fronte di liberazione per gli uomini artificiali. Quello che Sonmi non aveva mai intuito era che i cloni come lei sono trattati come semplici macchinari in quel mondo: quando il loro “contratto di lavoro” arriva a scadenza, essi sono uccisi, scuoiati e trasformati in un liquido nutriente utile per il sostentamento di altri cloni. Sconvolta dalla rivelazione, Sonmi (che si è innamorata di Hae-Joo Chang) si reca in una base alla Hawaii dove fa in tempo a trasmettere al mondo una sorta di manifesto della ribellione, prima che l’esercito dell’Unanimità faccia irruzione uccidendo tutti i ribelli e imprigionando Sonmi per studiarla. Incarcerata, Sonmi racconta la sua storia ad un archivista (James D’Arcy) ed incontra il consigliere Mephi (Hugo Weaving), che le ripete a distanza di secoli lo stesso discorso sull’ordine naturale pronunciato da Haskell Moore. Sonmi viene giustiziata, ma un moto di ribellione è già partito.

6. Sloosha Crossing e tutto il resto (106 anni dopo la caduta, 2321) – Fantascienza post-apocalittica

“Ponte che è rotto sotto andare, mani sanguinanti tenere e non mollare, nemico addormentato la gola non tagliare”

La ribellione di Sonmi~451 ha causato una serie di eventi che hanno portato all’Olocausto nucleare e l’umanità è ripartita quasi da zero. Zachry (Tom Hanks) è un pastore che fa parte di una tribù primitiva pacifica, che venera Sonmi come una divinità figlia del dio Darwin ed è costantemente minacciata da una tribù rivale basata sul cannibalismo. Ogni tanto la gente di Zachry riceve la visita di Meronyma (Halle Berry), una donna che fa parte della società dei Prescenti, un gruppo di persone molto avanzato tecnologicamente rispetto al resto del mondo. Zachry, che è perseguitato dalle visioni di un demone di nome Vecchio Georgie (Hugo Weaving), non vede di buon occhio la presenza di Meronyma (che comunque sembra attrarlo) e, dopo aver sognato frammenti delle storie precedenti, si reca terrorizzato dall’Abbadessa della tribù (Susan Sarandon), che gli pronuncia una strana profezia.

Dopo aver convinto Meronyma a salvare con le sue cure la vita di sua nipote (che stava morendo a causa del veleno di un pesce), Zachry accetta di condurre la donna sulla sommità di un monte dove la sua gente pensa vi sia la casa del diavolo. Sul monte c’è invece un vecchio osservatorio, dal quale Meronyma riesce ad inviare un segnale di soccorso diretto alle colonie oltremondo, luoghi incontaminati extra-terrestri dove pare vi si siano stabilite secoli prima alcune colonie umane. Le radiazioni sulla terra stanno infatti uccidendo gli ultimi superstiti (forse le visioni di Zachry sono conseguenza delle stesse radiazioni) e l’unica speranza è l’aiuto degli umani fuggiti tanto tempo prima. Tornato al villaggio Zachry scopre che i cannibali hanno ucciso tutti tranne sua nipote Catkin (Raevan Lee Hanan) e se non fosse per un tempestivo intervento di Meronyma, che uccide i cannibali che li stavano inseguendo, anche lui e la nipote sarebbero morti. Unitosi ai Prescenti, Zachry è comunque dubbioso riguardo una possibile salvezza dall’alto.

Epilogo – Fantascienza utopica

Zachry, ormai invecchiato, racconta le sei storie ai suoi nipoti e agli altri bambini della colonia oltremondo dove vive ora. Meronyma, sua moglie, si affaccia sulla soglia di casa e richiama dentro i bambini. Prima di rientrare Zachry dice a sua nipote che nonna Meronyma è stata la cosa migliore che gli sia mai accaduta in vita sua. Due lune risplendono nel cielo della nuova umanità.

L’analisi e la spiegazione del film 

L’amore è un fenomeno reale, che connette vite passate, presenti e future attraverso lo spazio e il tempo. Il tempo è circolare: i cannibali che affascinano Tom Hanks nei primi minuti del film lo terrorizzano nel finale, ma sono trascorsi cinquecento anni e i due personaggi sono differenti. La reincarnazione esiste e gli atti passati delle nostre vite, anche i più insignificanti, sono destinati a ripercuotersi in eterno in un butterfly effect senza fine. I nostri errori verranno scontati e il nostro amore si ripresenterà sempre.

Predestinazione, circolarità del tempo, reincarnazione e trasformazione sono i quattro temi chiave su cui i Wachowski e Tykwer costruiscono le tre ore di un film che è difficile dimenticare. Nel successivo Jupiter Ascending impariamo che si ha reincarnazione quando il patrimonio genetico di un individuo si ripresenta esattamente identico, generazioni e generazioni successive, in un altro individuo che apparentemente non ha alcun legame col primo: in questo film avviene la stessa e identica cosa, senza che ciò venga detto esplicitamente. Adam e Tilda si reincarnano in Hae-Joo Chang e Sonmi~451, che sono destinati sia ad amarsi nuovamente che a combattere ed addirittura sacrificare le proprie vite per la causa dei nuovi schiavi; Ayrs, che tanto ha fatto soffrire Frobisher nella sua villa, è destinato a reincarnarsi in Cavendish che nella stessa villa passerà da carceriere a carcerato; dopo essersi sfiorati per quattrocento anni in vite diverse, Zachry e Meronyma potranno finalmente amarsi e non solo: salveranno ciò che resta dell’umanità.

A parte i personaggi di Hugo Weaving (infinite variazioni del suo memorabile Agente Smith di Matrix), tutti i protagonisti del film cambiano di epoca in epoca, si trasformano esteriormente (cambiando sesso ed etnia) ed interiormente, passando da negativi a positivi e viceversa in attesa della redenzione finale.  Sebbene la regia dell’intero film sia progettata a sei mani dai Wachowski e Tykwer, gli episodi del 1848, 2144 e 2321 (prologo/epilogo compresi) sono diretti da Andy e Lana, mentre gli altri sono diretti da Tykwer, con l’utilizzo di una diversa troupe rispetto a quella dei fratelli. Il lavoro di montaggio per rendere omogeneo il tutto ha del fenomenale: le storie dei singoli episodi seguono un ordine cronologico, ma essi sono suddivisi in frammenti che vengono alternati interrompendo la continuità del racconto globale, che diventa chiara soltanto alla fine e soltanto se si è prestata costante attenzione durante il film.

Spiegare l’ordine del montaggio sarebbe impossibile senza redarre un trattato, ma è sufficiente capire che le sei storie possono essere suddivise in  tre coppie, dove ricorrono protagonisti e tematiche simili: 1849 – 2144 (lotta per gli schiavi) 1936 – 2012 (la prigionia individuale) e 1973 – 2321 (la minaccia nucleare). Il montaggio del film favorisce l’associazione di queste coppie. Per fare emergere chiaramente il protagonista di ogni racconto viene mostrata una piccola voglia a forma di cometa in una parte del suo corpo. 

Cloud Atlas è un film talmente complesso che non poteva che essere un flop al box office, ma un flop di cui andare fieri: contenere in un unico film qualcosa di così complesso (che potremmo definire quasi come una sorta di storia e spiegazione della natura umana) non era facile e i realizzatori ci sono riusciti in pieno, mescolando suggestioni di ogni tipo che vanno dalla vita turbolenta dello scrittore anticomunista russo Aleksandr Solženicyn (che visse in esilio a Cavendish, in Vermont e che viene citato nel film proprio da Timothy Cavendish) alle opere letterarie di Carlos Castaneda fino all’immaginario futurista di Blade Runner e di anime giapponesi come Ghost in the Shell tanto cari ai Wachowski che, fedeli alla loro poetica e al loro stile di vita, mescolano di tutto e di più (i massimi traguardi del pensiero filosofico del ventesimo secolo con le filosofie orientali più antiche, condendo il tutto con un immaginario pop da fumetto) senza mai nascondere la fortissima critica al capitalismo e al consumismo presente in tutta la loro filmografia.

Cloud Atlas è un film di cui è quasi impossibile spiegare ogni aspetto perché ogni spettatore può cogliere in esso sfumature differenti: un film difficile, non per tutti i palati e tecnicamente eccelso, uno specchio che riflette alla perfezione la poetica visionaria dei propri autori.

Rating: 5.0/5. From 11 votes.
Please wait...

Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.