Thom Yorke, Anima: il sogno, l’inquietudine, la lotta contro il mondo

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In un’intervista per la trasmissione di Apple Music, Thom Yorke ha spiegato che il titolo del suo nuovo album solista Anima è stato scelto perché ossessionato con tutto quello che riguarda il sogno. È nella dimensione onirica che il corpo si avvicina di più all’anima, in una sorta di mondo parallelo oscillante fra realtà e immaginazione.

Disco inquieto nelle sue distopie e nella smaterializzazione, contorsione e dispersione sonora data dai sintetizzatori a cui si aggiungono le schizofrenie e le angosce descritte nei testi. La musica, claustrofobica, chiusa, caratterizzata da ampi riverberi che cercano lo spazio là dove non c’è, trasferisce un senso di impotenza rispetto al mondo per come si sta configurando. Thom Yorke ha infatti dichiarato che il suo disco nasce dal “senso di ansietà” per una società giunta “al punto di non ritorno” e che avrà connotazioni distopiche.

Anche le parole più significative del disco richiamano questa sensazione: “I can’t breathe / There’s no water” con Thom Yorke ossessionato dal rapporto complicato con la tecnologia (“Goddamned machinery, why don’t you speak to me?”), da visioni oscure (“I have to find my way in the dark”) e da frasi frammentate che si ripetono.

Anima è sicuramente uno dei dischi più importanti di questo 2019, un album labirintico, accompagnato da un sorprendente cortometraggio visibile su Netflix.

Protagonista del video, della durata di 15 minuti, è un assonnato e malinconico cittadino/operaio (interpretato dallo stesso Yorke), intento a inseguire quell’unico amore capace di spazzare via la monotona solitudine e l’alienazione che domina l’incubo nel quale vive. Ambientato tra una Praga sotterranea e le suggestive mura del Castello di Les Baux-de-Provence, Anima avanza tra sussulti e movimenti meccanici che, sposandosi alla perfezione con i tre brani musicali composti da Thom Yorke, scandiscono il tempo dell’intero racconto.

Il sogno cosciente inizia con un primo piano di Thom che si addormenta all’interno del vagone della metropolitana. Al suo risveglio parte un flashmob allucinato. La sequenza è un viaggio per raggiungere una ragazza avvistata in fondo alla carrozza, l’attrice Dajana Roncione, compagna nella vita del cantante. Varie peripezie impediscono a Yorke di riportarle una borsa nera che la Cenerentola del nostro sogno dimentica a terra, e questi impedimenti visivi richiamano le paure espresse dai testi del disco. Un tornello non si apre e quasi lascia fuggire tra la folla la ragazza, suggerendo la sfiducia nei confronti della tecnologia che ci tiene separati invece che unirci. La folla stessa, che si muove come un esercito di zombie, rende l’avanzata di Thom una missione quasi irrealizzabile, segno che la società non è tra le cose preferite di questa modernità alienante, rappresentata da piani che si inclinano terribilmente, da venti che portano con se cartacce scagliate in faccia al nostro protagonista che viene ostacolato nel suo avanzare da questa tempesta di inutilità, notizie false e interpretazioni distorte. Ma il nostro eroe non demorde e alla fine raggiunge la ragazza, in superficie, alle luci delicate di un tramonto per le strade di Praga. Mano nella mano, insieme a altri innamorati, liberano la propria felicità sognando insieme con intensità, nella speranza di potersi svegliare, definitivamente, in un futuro migliore.

Un viaggio multimediale che richiama quello di Polifilo, protagonista del libro oscuro ed enigmatico l’Hypnerotomachia Poliphili, stampato a Venezia nel 1499. Un abnorme romanzo ritenuto – grazie anche alle mirabili xilografie che lo illustrano – il più bel libro della storia della stampa. Jung ne era un fervido ammiratore, ritenendo che le immagini oniriche, contenute fra le pagine, annunciassero la sua teoria degli archetipi.

Hypnerotomachia è una parola inventata composta dai termini greci hypnos (sonno), eros (amore), e machia (lotta). Poliphili è un nome latino e vuol dire “di Polifilo”. Il titolo quindi è, alla lettera, “La battaglia d’amore in sogno di Polifilo”.

Polifilo è il protagonista di una storia avventurosa e fantastica che si snoda lungo un percorso incredibile tra sogno e realtà. La battaglia d’amore di Polifilo, annunciata nel titolo, si concretizza in un viaggio iniziatico che il protagonista affronta alla ricerca della donna amata (rappresentazione simbolica dell’amore platonico, limpido e virtuoso). Per farlo dovrà liberarsi dai legami materiali, dagli istinti primordiali, carnali, che trattengono la sua anima al corpo.

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