Tool, Lateralus: la sequenza di Fibonacci e il significato del testo

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Mentre attendiamo l’uscita del nuovo album dei Tool ed il loro ritorno in Italia dopo ben dodici anni (saranno in Italia il 13 Giugno al Firenze Rocks), proviamo ad aprire una digressione su uno degli album più complessi della loro carriera musicale, ossia Lateralus. Esaminandone la title track.

Lateralus esce il 15 maggio del 2001 ed è l’album che segna la svolta sonora della band. I loro primi album, Undertow (1993) ed Aenima (1998), sono contrassegnati da sonorità tipiche del mondo del Grunge, dello Stoner Rock e dell’Alternative Rock pur mantenendo delle atmosfere psichedeliche. Il sound di Lateralus invece richiama i King Crimson di Larks Tongues in Aspic e di Discipline, alcuni paesaggi sonori tipici dei Pink Floyd e il lato più sinistro, cupo ed aggressivo dei Led Zeppelin e dei primi Black Sabbath, ma allo stesso tempo la band sviluppa lo stile sonoro già intrapreso in Aenima.

I Tool hanno sempre prestato una particolare cura per le copertine dei loro dischi creando degli oggetti artisticamente rilevanti. Nel caso di Lateralus, la copertina è stata realizzata dall’artista statunitense Alex Grey, già autore di alcuni importanti lavori per musicisti del calibro di David Byrne (Visible Man), Nirvana (In Utero) ed anche i Bastie Boys (III Comunication). In seguito curò anche la copertina di 10,000 days, altra perla discografica dei Tool.

Sul libretto dell’album non vi sono incisi come di consueto i testi dei brani ed altre notizie relative alla produzione, bensì vi è stampata su sfondo trasparente la figura di un busto umano, e man mano che si sfogliano le pagine si penetra al suo interno così da vedere in successione i muscoli, lo scheletro, gli organi ed infine, voltata la penultima pagina, si trova la chiave di accesso al mondo spirituale. Da notare come nel penultimo strato del busto, all’interno del cervello vi compaia la parola “GOD”.

Una volta inserito il disco nel lettore CD non resta che premere il tasto “Play” per varcare “le porte della percezione” che separano lo Spirito dalla Materia, entità ricongiunte nella nona traccia dell’album, Lateralus: il brano dell’equilibrio.

Il sussurro di una chitarra richiama l’attenzione dell’ascoltatore. Lo avverte che sta per immergersi nel brano chiave dell’album. La dinamica della chitarra aumenta progressivamente e vi fa il suo ingresso in scena la batteria che scandisce una pulsazione cadenzata. Si ha la sensazione che qualcosa sta per compiersi. La tensione generata nell’intro del brano infatti sfocia in un riff veemente costituito da un ritmo inconsueto.

Dopo l’esplosione sonora il clima del brano si stabilizza ed esordisce la voce di Maynard James Keenan che canta “Black, then, white are, all I see, in my infancy”. In tale sillabazione si intuisce un ordine che se si analizza attentamente corrisponde alla sequenza numerica scoperta del matematico pisano Leonardo Pisano, meglio conosciuto come Leonardo Fibonacci, vissuto a cavallo tra il XII e il XIII.

Nella sua opera intitolata “Liber Abaci” del 1202 Fibonacci, studiando la riproduzione dei conigli, sostiene che in natura vi sia una sequenza numerica tendente all’infinito da cui è ricavabile la sezione aurea.

Fibonacci spiega che i conigli divengono fertili nel loro secondo mese e procreano costantemente una coppia di conigli ogni mese. Da tale esperimento emerge quindi la seguente progressione numerica delle coppie di conigli, in cui ogni numero relativo a un dato mese (numero di conigli in vita) corrisponde alla somma dei due numeri dei due mesi precedenti (conigli già in vita più nuovi nati da ogni coppia). È la celebre sequenza di FIbonacci, appunto: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21…

Tale sequenza risulta calcolando le sillabe del testo di Lateralus, disposte nel brano in questa modalità da Maynard J. Keenan:

Black (1)
Then (1)
White are (2)
All I see (3)
In my infancy (5)
Red and yellow then came to be (8)

E così via…

Il testo di Lateralus è interamente strutturato secondo le regole matematiche del Fibonacci, già utilizzate nei secoli precedenti da artisti come Leon Battista Alberti, Leonardo, il movimento artistico della Section d’Or, Piet Mondrian, il pianista Claude Debussy, Mario Merz e tanti altri, per conferire alle proprie opere un ordine strutturale derivato dalla presenza del Divino nella Materia. Infatti sin dalla sua scoperta, la sezione aurea, numero irrazionale da cui è possibile ricavare un ordine geometrico, è stata interpretata come l’intervento di Dio in natura.

Seppur nel corso dei secoli sono mutati i connotati, il concetto di base della sezione aurea nelle arti è tuttavia rimasto invariato nell’immaginario collettivo. Essa infatti è associata al concetto di Spirito che regola e conferisce alla Materia un Ordine superiore. È il simbolo dello Spirito che governa la Materia.

Lateralus, per via della sua struttura, può quindi essere considerata la sezione aurea dell’intero album. È il momento in cui l’entità spirituale si manifesta nell’opera d’arte attraverso la spirale, la forma dell’equilibrio in quanto è allo stesso tempo finita ed infinita, razionale ed irrazionale, materiale e spirituale. La spirale è una forma geometrica ordinata derivata da un calcolo matematico ma è in grado di eludere la razionalità calcolante per via della sua tensione all’infinito.

Analizzando il testo si comprende come l’autore sia alla ricerca di un’Entità oltre la Materia:

Black then white are all I see
In my infancy
Red and yellow then came to be
Reaching out to me
Lets me see

Nero e poi bianco è tutto ciò che vedo
Nella mia infanzia
Poi sono arrivati il rosso e il giallo
Raggiungendomi
Lasciandomi vedere

Questa introduzione sembra ricondurre al processo alchemico costituito dalle fasi di Nigredo, Albedo, Citrinitas e Rubedo, ognuna associata rispettivamente ad un colore (Nigredo al nero, Albedo al bianco, Citrinitas all’oro e Rubedo al rosso). L’obiettivo di tale processo consisteva nell’estrapolare l’oro dalla materia, ossia lo Spirito insito nella Natura. La ricerca giungeva a compimento nella fase della Rubedo (materia al rosso), quando veniva raggiunta l’Essenza della Materia. Tale procedimento è stato studiato e adottato da Carl Gustav Jung nelle psicoanalisi.

Missing opportunities and I must
Feed my will to feel my moment
Drawing way outside the lines

Sto perdendo delle opportunità e devo
Nutrire la mia volontà per avvertire il mio momento
Di disegnare al di fuori dagli schemi

E’ necessario guardare oltre gli schemi, oltre la ragione, oltre la Materia e segnare uno squarcio in essa per attivare un’osmosi con l’entità situata oltre.

Red and yellow then came to be
Reaching out to me
Lets me see
There is so much more and
Beckons me to look through to these
Infinite possibilities

Poi sono arrivati il rosso e il giallo
Raggiungendomi
Lasciandomi vedere
Che c’è molto di più e
Mi attira guardare attraverso queste
Infinite possibilità

La prima metà del brano si conclude con la graffiante voce di Maynard che invoca un superamento della linea che separa Materia e Spirito, per ristabilire l’equilibrio primordiale.

Ora entriamo in una densa parte strumentale in cui permane la linea di basso di Justin Chancellor che scandisce il ritmo, su cui si aggiungono il charleston di Danny Carey in poliritmia rispetto al basso, la chitarra di Adam Jones e la linea vocale di Maynard James Keenan. I particolari incastri ritmici dei quattro musicisti e gli effetti sonori che arricchiscono il suono degli strumenti e della voce, creano un’atmosfera fluttuante. Si avverte la sensazione di entrare dentro il vortice di una spirale. Il brano ci sta trasportando oltre i limiti del mondo terreno. L’osmosi tra i due mondi si sta compiendo.

I embrace my
Desire to
I embrace my
Desire to
Feel the rhytm
To feel connected
Enough to step aside
And weep like a widow
To feel inspired
To fathom the power
To witness the beauty
To bathe in the fountain
To swing on the spiral
To swing on the spiral
To…
Swing on the spiral of our
Divinity and
Still be a human

Io abbraccio i miei
Desideri per
Io abbraccio i miei
Desideri per
Sentire il ritmo
Per sentirmi connesso
Abbastanza per farmi da parte
E piangere come una vedova
Per sentirsi ispirati
Per comprendere il potere
Per testimoniare la bellezza
Per fare il bagno nella fontana
Per ondeggiare nella spirale
Per ondeggiare nella spirale
Per…
Ondeggiare sulla spirale della nostra divinità e
Essere ancora umani

Ed un bridge strumentale ci indirizza verso l’outro del brano che riprende l’aggressività e la potenza sonora precedente seppur contraddistinta da un ritmo di batteria più lineare.

La trasmutazione alchemica è avvenuta e l’individuo ha acquisito la consapevolezza del Sè compiendo il suo viaggio interiore. Ora è possibile “Cavalcare la spirale fino in fondo” ed oltrepassarla per raggiungere il Macrocosmo attraverso il Microcosmo.

Spiral out
Keep going

Oltrepasseremo
La spirale

I suoni si dissolvono nel silenzio segnando la ricongiunzione tra lo Spirito e la Materia. L’equilibrio disperso nella Nigredo è stato ripristinato.

Il 26 agosto del 2005 uscì in formato LP (contiene 2 LP) una edizione limitata di questo magnifico album. La copertina è un’opera d’arte davvero suggestiva realizzata anch’essa da Alex Grey. I busti umani che nel formato CD si trovano nel libretto interno alla confezione, in questa edizione sono stampati su ogni lato dei due dischi in vinile.

Non resta che posizionare il disco sul piatto, abbassare la puntina, alzare il volume dello stereo e premere “Start” di nuovo…

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