La sfida creativa tra Beatles e Beach Boys degli anni ’60

Siamo a metà del 1965 e Brian Wilson – caschetto strafatto di droghe dal precario status psicoemotivo – ha già deliziato pubblici di ogni età scrivendo da solo, o in collaborazione, oltre ottanta canzoni per i Beach Boys, e per diverse altre per altre formazioni. Wilson è il vero deus ex machina della band: scrittore ma soprattutto compositore di livello, incatenato al pop e al surf che ha fatto le fortune dei Ragazzi Spiaggia.

Sì, perché alla veneranda età di 23 anni, Brian Wilson è considerato un genio Pop alla stregua dei suoi idoli Phil Spector e Burt Bacharac. Un’etichetta che anziché gratificarlo, soffoca le proprie ambizioni conducendolo all’esaurimento nervoso: “Ho bisogno di tornare a casa e riprendermi, ragazzi” (lo immaginiamo con lo stesso tono di Forrest Gump dopo i tre anni di corsa). Meglio quindi tirare i remi in barca e lasciare che siano gli altri Beach Boys a proseguire il tour.

Durante questo periodo di clausura, un’epifania di nome Rubber Soul, si palesa in casa Wilson. È il disco che indica la via ad un Brian in totale estasi.

Terminato l’ascolto del microsolco, Wilson va da sua moglie Marylin e le confida euforico:

 “Farò il più grande album! Il più grande album rock mai concepito!”.

L’album, ovviamente, era Pet Sounds.

Aldilà che Pet Sounds risulta tutto fuorché rock, Wilson è sconvolto dalla compattezza che il disco dei Beatles presenta, un monolite con piena amalgama tra tutti i brani. Caratteristica che mutua in Pet Sounds.

Rubber Soul è probabilmente il più grande disco di sempre! Non solo per i testi e per le melodie, ma per la produzione e l’armonia”.

Ciò che passa sottotraccia è la semplicità con la quale Brian (basti pensare che God Only Knows è stata scritta a quattro mani con Tony Asher in mezz’ora) ha sviluppato tessiture musicali eccelse che nella maggior parte dei casi vanno oltre le capacità del resto della band.

La realizzazione delle tracce vocali e strumentali agli Studi Western – scelti per il riverbero che contraddistingue le tracce dell’album – ha visto l’inserimento di una serie di rumori e strumenti nuovi mai sentiti prima nelle canzoni pop come: güiro, campanellini, lattine di coca cola, bottiglioni di succo vuoti utilizzati come jug, becchi d’oca, attache, forcine, su tutti il theremin (che ritroviamo anche su Good Vibrations)… alla ricerca di un suono equilibrato e ricco per avere la pienezza tipica del Wall of sound di Phil Spector.

“La produzione mi sembrava un capolavoro. Pet Sounds era nato dalle tecniche di produzione di Phil Spector. È per questo che ne sono tanto orgoglioso, perché siamo riusciti a realizzare tracce con un suono maestoso. Non era un album innovativo dal punto di vista dei testi…era un album innovativo dal punto di vista della produzione.”

La sensazione è che qualcuno sia corso a riparo nel mondo della musica, abbia recepito ed elevato le idee dei Beatles… ma gettare il guanto di sfida ai Fab Four in questo periodo storico equivale a contribuire attivamente alla stesura di Sgt. Pepper.

Le parole di Wilson trasmettono la consapevolezza raggiunta dal leader dei Beach Boys e corrispondono all’idea di Paul McCartney, che in God Only Knows ha il suo brano preferito di sempre

“Ho fatto ascoltare Pet Sounds a John così tante volte che credo fosse difficile fuggire dalla sua influenza. Se fosse possibile identificare all’interno dell’album un regista tra i membri della band, direi che io ho diretto Pepper. E la mia influenza è stata Pet Sounds

Quanto affermato da Paul lo si denota facilmente dalla struttura e dalle armonizzazioni di With A Little Help From My Friends, Getting Better o She’s Leaving Home.

“Brian usava note che non erano così scontate. Inserendo le melodie nella linea di basso”

I Beatles hanno chiuso con i concerti dal vivo, uno sciogliete le righe che fertilizza la creatività del quartetto di Liverpool, donando loro più tempo per dedicarsi ad altre attività e allo studio, da questa situazione nasce Sgt. Pepper.

Sgt. Pepper è Paul dopo un viaggio in America. Quei gruppi dal nome lunghissimo della West Coast stavano venendo di moda […] improvvisamente si era Fred and His Incredible Shrinking Grateful Airplanes. Penso che Paul sia stato influenzato da questa tendenza. Voleva stabilire una distanza tra i Beatles e il pubblico, così nasce la figura di Sgt. Pepper“.

Prende così forma il capolavoro dei Beatles, tra Pet Sounds e la necessità di alzare l’asticella dimostrando di essere i migliori (sperimentando nuovi orizzonti musicali e droghe), che chiude di fatto la sfida tra i Fab Four e Brian Wilson.

Mentre Rubber Soul è stato carburante nel motore per Brian e il suo processo creativo, Sgt. Pepper ne ha di fatto stroncato ogni velleità.

Leggenda narra che, dopo Revolver, Wilson si sia buttato a capofitto su un nuovo progetto (di nome Smile) sicuro di poter controbattere nuovamente ai Beatles.

È il Febbraio del 1967 e la radio trasmette le note di Strawberry Fields Forever – singolo che anticipa l’uscita sul mercato di Sgt. Pepper. Brian Wilson ascolta sorpreso, accosta bruscamente l’auto che sta guidando, e scoppia in lacrime amare.

“Sono arrivati prima…”

Insomma, i Beatles hanno calato il jolly annichilendo Wilson e rompendo bruscamente il gioco virtuoso che si era instaurato tra il compositore statunitense ed i Fab Four.

Smile viene sospeso (incompleto vedrà la luce solamente nel 2011)  perché a detta di Wilson “non sarò mai in grado di fare qualcosa di così grandioso come Sgt. Pepper”.

Game, set, match.

Rating: 5.0/5. From 3 votes.
Please wait...

Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.