SKYGGE: la musica composta dall’intelligenza artificiale è ora realtà

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Quello che tutti sanno è che la musica, prima di diventare tormentone alla radio o in TV, viene scritta dal compositore e poi viene mandata in produzione. È un lavoro duro per un compositore alle prime armi. Cosa succederebbe, però, se questo duro lavoro lo facesse una intelligenza artificiale? Questo è quello che si è inventato Benoît Carré, musicista francese che nel 2016 pubblicò il suo primo pezzo composto con l’IA “Flow Machines” di produzione Sony.

Flow Machines è una IA disponibile potenzialmente a tutti, open source e con un sito ufficiale di riferimento proprio perché vuole dare a tutti i musicisti un nuovo modo per comporre musica. Quello che fa questa intelligenza artificiale è prendere pezzi musicali diversi che derivano da singoli artisti e metterli insieme creando un qualcosa di sbalorditivo e nuovo tramite un algoritmo. È un progetto di ricerca della Sony che ha come scopo quello di “trasformare l’ispirazione che ci viene data dalla musica in musica vera. Un nuovo strumento per dare emozioni.”

SKYGGE, in danese significa “Ombra”, tributo che il musicista ha voluto fare, ricordando la fiaba di Hans Christian Anderson ma che ha anche un significato.Benoît afferma che SKYGGE è il suo alter-ego, la sua ombra, appunto ed è stato il primo a comporre tramite una IA; Egli stesso affermò che quando ha comprato il suo primo sintetizzatore intuì che qualcuno lo sapeva sicuramente usare meglio di lui, perciò quando gli si presentò l’opportunità di usare Flow-Machine per creare un jingle musicale, non esitò. Sapeva che sarebbe stata la sua fortuna. Sapeva di poter essere il primo.

Ad ogni modo, SKYGGE vanta la collaborazione con numerosi artisti, quali Kiesza (che ricordiamo tutti per Hideway e Giant In My Heart) ma anche artisti tipo Stromae. Daddy’s Car è la prima canzone conosciuta di SKYGGE, composta utilizzando lo stile dei Beatles, con il testo scritto da Carré mentre tutto il resto è fatto dall’intelligenza artificiale.

Molti potrebbero pensare che la carriera dei musicisti potrebbe finire grazie a queste tecnologie, ma la verità è che per la musica si apre un nuovo mondo. Ascoltando Magic Man (sopra) vi viene subito voglia di ballare, ha una buona base dance, un ritmo catchy, per utilizzare un nuovo termine. Ti prende ed esce difficilmente. I testi, prevalentemente, non hanno senso a causa dell’algoritmo di arrangiamento ma vi assicuro che canterete parole senza senso.

Ci stiamo avviando verso una nuova era musicale, le cui conseguenze complete non sono ancora chiare. Dobbiamo solo aspettare che arrivino.

“I guess you guys aren’t ready for that yet. But your kids are gonna love it”

Ritorno al futuro, 1985, Robert Zemeckis

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