Life On Mars: il significato del sogno di David Bowie

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Si può spiegare una poesia?

Forse no. Forse bisognerebbe solo godere del suono delle parole, anche se non si conosce la lingua o se ne comprende il senso e il messaggio. Lo stesso accade per le canzoni di Bowie e in particolare per Life on Mars, uno dei pezzi più “criptici” del Duca Bianco.

It’s on America’s tortured brow
That Mickey Mouse has grown up a cow
Now the workers have struck for fame
‘Cause Lennon’s on sale again

È sulla fronte torturata dell’America
Dove Topolino è diventato una mucca
Ora i lavoratori hanno raggiunto la fama
Perché Lennon è di nuovo in vendita

Ci sono varie teorie che ne spiegano il significato. Per alcuni parla di una ragazza rifiutata dalla società per le sue idee, che riflette sulla sua vita e su quello che sta succedendo attorno a lei (la lotta tra bande, gli show in tv, la beatlesmania, la cortina di ferro, ecc.) tanto schifata da pensare di andarsene via per sempre e si chiede se almeno su Marte c’è vita (forse Marte è l’ultima speranza per una vita migliore di quella che sta vivendo adesso…)

C’è anche chi ci ha cercato riferimenti politici come quello a Lennon/Lenin e a Marte, il pianeta rosso (dunque la Russia). In questo senso “C’è vita su Marte?” sarebbe una metafora per chiederci se vale la pena vivere sotto l’oppressione di un regime, di qualunque colore esso sia.

Noi preferiamo la prima versione. Più poetica, probabilmente più aderente alla normale bellezza dei testi di Bowie, e probabilmente più vicina alle sensazioni che la canzone comunica all’ascolto.

It’s a God-awful small affair
To the girl with the mousy hair
But her mummy is yelling no
And her daddy has told her to go

È una piccola, terribile cosa
Per la ragazza coi capelli castani
Ma la sua mamma sta urlando no
E il suo papà le ha detto di andare

“La ragazza dai capelli castani” è una ragazza come molte altre, delusa e tradita da una realtà vuota e deprimente che schiaccia i sogni, uccide le speranze e preclude la possibilità di guardare al futuro. E così, ci si autoesclude dal mondo intorno e in cui non ci si rispecchia e si cerca una via di fuga in una realtà fittizia, forse più glamour, più gradevole, dove tutto apparentemente sembra più semplice e bello, e poi con amarezza ci si domanda se questo pianeta Marte, questa alternativa alla realtà contingente, esiste davvero, e nell’eventualità che esista, se sia accessibile a tutti.

Forse, non lo è, ma perché non credere che possa esistere una realtà migliore e alternativa al mondo in cui viviamo? Perché non sognare una vita diversa da quella che si conduce, perché non sperare che qualcosa cambi? Forse, proprio le speranze e i sogni possono spingerci a cambiare qualcosa, a non accontentarci, a non assuefarci a una società liquida, priva di valori e punti di riferimento, che teme e schiaccia chi non si adatta ai suoi schemi né si riconosce nei suoi principi e ingenuamente vorrebbe trasformarli dalle fondamenta. Forse, vale la pena credere che in un luogo imprecisato, astratto o ideale, esista una vita migliore e più degna di essere vissuta di quella che stiamo vivendo.

La domanda della ragazza diventa così l’interrogativo di tutti noi, quello che nutre i sogni e tiene accesa la speranza. C’è vita su Marte? Camminiamo nel suo sogno sommerso, verso il posto con la visuale migliore per scoprire la risposta.

Take a look at the lawman
Beating up the wrong guy
Oh man, wonder if he’ll ever know
He’s in the best selling show
Is there life on Mars?

Guarda l’avvocato
Che prende a botte il tizio sbagliato
Dannazione, mi chiedo se saprà mai
È nello show più grosso
C’è vita su Marte?

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