La Sera dei Miracoli: il significato del testo di Lucio Dalla

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Capita di riscoprire una canzone ascoltata in passato e rimanerne folgorati tanto tempo dopo, perché solo in quel preciso istante si ha l’attenzione e la maturità per immergersi consapevolmente nella sua magia.

A noi è capitato con uno dei tanti capolavori di Lucio Dalla, La sera dei miracoli, riscoprendola in età più matura grazie alla toccante interpretazione della giovane e talentuosa artista Camilla Musso. Un’interpretazione che ha fatto parlare tutti e che è riuscita a commuovere. Sarà che la voce di Camilla è riuscita a restituire perfettamente l’immagine di Roma, della sua anima e delle sue voci, sarà che probabilmente è riuscita a far rivivere a molti certi momenti della vita di ognuno di noi: i primi amori, le notti cariche di magia, dove suoni, luci, passi, si confondono in una dimensione onirica. Quel senso di ingenua confidenza nel futuro che si ha quando ancora non ci si è scontrati con la vita, quando ci si sente in qualche modo invincibili, dei Picari eterni, dei pirati di terra con tutta l’esistenza davanti per esplorare.

“Anch’io mi sono sentito un poco zingaro, ho vissuto per un’estate a Roma dormendo sulle poltrone di vimini in un bar”. Così scriveva Lucio Dalla nel libro Bella la vita, e forse in quella singola frase c’era davvero molto di quello che per lui poteva essere la vita e di quello che forse un po’ tutti noi abbiamo immaginato o voluto che fosse. All’aperto e il più libera possibile.

Dalla era un grande osservatore e un grande conoscitore delle emozioni che animano il cuore dell’uomo.

“Ho cambiato tante case da allora a oggi ma non ce ne è stata una che non avesse una finestra, uno straccio di cielo qualunque che si affacciasse sui tetti delle città dove ho abitato e da dove ascoltavo, controllavo, cercavo i battiti del vostro cuore, i vostri respiri, le vostre bestemmie, il rumore dei vostri sogni, i misteriosi piccoli delitti quotidiani e le miracolose nascite che tutti i giorni Dio ci manda e che avvengono sotto i cieli di tutti i paesi e delle città nelle notti coperte di stelle”.

Le stelle e il mare. Il cielo. La luna. La meraviglia continua e lo stupore per la vita. Per quel miracolo appeso a un palpitare di cuori, a qualche moltiplicarsi di cellule, nel posto giusto e nel momento giusto.

È l’ora dei miracoli che mi confonde
Mi sembra di sentire il rumore di una nave sulle onde

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