Pictures of You, i Cure e il potere oscuro dei ricordi

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Nel maggio del 1989 all’apice del successo, Robert Smith, iconico leader dei The Cure, regalò al mondo discografico il suo ottavo album, il più importante della propria carriera: Disintegration. Negli ultimi dischi pubblicati fino a quel momento la vena dark, che aveva caratterizzato gli inizi della carriera, aveva lasciato spazio ad un sound più pop, decisamente meno gotico. Disintegration è un ritorno alle inquietudini esistenziali.

La seconda traccia del disco è Picture of you, e l’interpretazione classica del significato di quella canzone gira intorno alla necessità di perdere la memoria per mettere via il passato, evitando così i danni causati dalla malinconia e dal ricordo, o dalla pretesa di volere trattenere ciò che in realtà è perso per sempre. Robert Smith, in un’intervista dell’epoca, ha ammesso che il testo è ispirato ad un saggio scritto da Myra Poleo, intitolato Il potere oscuro delle foto: una foto che ritrae un momento del passato rappresenta un legame, un vincolo, dal quale è difficile sfuggire, cosicché se ne diventa schiavi ed incapaci di svincolarsene. Schiavi di una foto equivale a dire schiavi di un ricordo.

Dopo aver letto quel saggio, Robert decide di distruggere tutte le foto personali della sua cineteca privata, nel tentativo vano di “strofinare via il suo passato”. È proprio lo Smith ad ammettere che dopo aver strappato tutte quelle foto avrebbe provato un forte senso di rimorso.

C’è anche un’altra ipotesi più semplicistica sul senso di Pictures of you: Smith in alcune interviste ha dichiarato che questa canzone trae ispirazione dopo un incendio scoppiato nella sua casa. Tra i resti dell’abitazione, trovò il proprio portafogli che conteneva delle foto di sua moglie, Mary. La copertina del singolo ritrae una di queste fotografie.

Pictures_of_You

Il video della canzone venne girato da Tim Pope in Scozia, a Ballachulish, nel febbraio del 1990. Pope riprende la band che suona durante una tormenta, con una stravagante scenografia fatta di palme e la presenza di un orso bianco che scorrazza libero nel set. Tutto è ricoperto da una spessa coltre di neve, simbolo della purezza, come se volesse rappresentare l’azzeramento delle reminiscenze e il ritorno alla primordiale memoria scevra di ricordi.

I’ve been looking so long at these pictures of you
That I almost believe that they’re real
I’ve been living so long with my pictures of you
That I almost believe that the pictures
Are all I can feel

Ho cercato così a lungo le tue fotografie
Che ho quasi creduto fossero reali
Ho cercato così a lungo le tue fotografie
CHe ho quasi creduto che quelle foto
Fossero tutto ciò che posso sentire

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One comment

  1. È sbagliata la traduzione: quella corretta è “ho guardato così a lungo le tue fotografie”, non “ho cercato”. Ciao!

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