Bela Lugosi’s Dead: il glorioso inno gothic rock firmato Bauhaus

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Ci sono band che riescono ad entrare nella storia già a partire dal primo singolo pubblicato: questo è successo ai Bauhaus, paladini indiscussi del gothic rock, che con la loro Bela Lugosi’s Dead non si sono solamente limitati a consegnare alla storia della musica una canzone straordinaria ed innovativa, ma hanno anche scritto un vero e proprio manifesto per quell’intero sottogenere che, specialmente nel corso degli anni ’80, ha portato nel mondo del rock un immaginario che fino a quel momento era appartenuto prima alla letteratura e poi al cinema.

Nato ufficialmente verso la fine del 1978 con il nome iniziale di Bauhaus 1919, in omaggio alla scuola di architettura ed arti tedesca Staatlitches Bauhaus (fondata appunto nel 1919), il gruppo di Peter Murphy (voce e chitarra), Daniel Ash (chitarra), David J (basso) e Kevin Haskins (batteria) comincia a muovere i primi passi all’interno di quel gigantesco calderone chiamato New Wave alla ricerca di un proprio stile caratteristico che non tarda ad arrivare: dopo appena sei settimane dalla formazione del gruppo, il 26 gennaio 1979, i Bauhaus (tutti poco più che ventenni) entrano ai Beck Studios di Wellingborough per una leggendaria sessione di registrazioni che produrrà una manciata di demo, tra le quali spicca un brano dalla durata di nove minuti e mezzo, registrato in una sola take, che farà immediatamente colpo presso la piccola casa indipendente Small Wonder che deciderà qualche mese dopo di pubblicarlo come singolo senza ulteriori modifiche.

Bela Lugosi’s Dead è dedicata naturalmente alla figura di Bela Lugosi (Béla Blaskó, 1882-1956), l’attore di origini ungheresi che, prima in teatro negli anni ’20 e poi al cinema nel 1931, ha dato il volto al sanguinario Conte Dracula rendendo il personaggio immortale nella memoria collettiva, tanto da non riuscire più ad uscire da quel ruolo (che in realtà ha interpretato in soli due film, tra i quali una parodia del 1949). La leggenda vuole che l’attore fosse così a suo agio nei panni del conte vampiro da pretendere di essere sepolto con addosso il suo storico mantello, cosa che durante i funerali avrebbe strappato al suo amico e collega Peter Lorre la frase: “Siamo sicuri di non dovere prima piantargli un paletto nel cuore?”.

Per i Bauhaus Lugosi è un simbolo: è il volto umano del gotico, di quella lunga stagione di cinema dell’orrore ormai finita da qualche anno (negli anni ’70 il cinema horror comincia infatti a subire radicali trasformazioni rispetto al passato) e di una tradizione fatta di lugubri castelli infestati da fantasmi e mostri più o meno romantici che da qualche tempo cominciava a (ri)vivere sotto forme completamente nuove (come nel caso del celeberrimo Rocky Horror Picture Show), contaminandosi con la musica rock. Tutto questo è oro per i Bauhaus che, muovendosi nell’ambito del post-punk, mescolano una nuova estetica gotica con il gusto per i travestimenti del glam rock di qualche anno prima e la nuova sferzata di energia sonora arrivata col Punk e i suoi derivati: il risultato è un cabaret degli orrori mai visto prima, condotto dal frontman Murphy nei panni di un perfetto Ziggy Stardust d’oltretomba e destinato a segnare un’epoca.

Pubblicata come singolo il 6 agosto 1979, Bela Lugosi’s Dead non riesce ad entrare in classifica ma diventa ben presto un brano di culto nel circuito underground inglese, tanto da spingere i Bauhaus a firmare un accordo con l’etichetta leggendaria 4AD che li porterà di lì a poco a pubblicare altri due singoli (l’altrettanto grandiosa Dark Entries e Terror Couple Kill Colonel) prima di arrivare nel 1980 all’uscita del loro primo (e migliore) album, lo splendido In The Flat Field. La copertina del singolo Bela Lugosi’s Dead è degna di una canzone destinata ad entrare nella storia: un fotogramma in bianco e nero tratto dal film di David Wark Griffith del 1926 L’angoscia di Satana (in cui NON appare Bela Lugosi!) con il nome del gruppo nella parte inferiore e, sotto, il titolo della canzone scritto a mano. Il vinile dell’edizione 12” è bianco e contiene Bela Lugosi’s Dead sulla prima facciata, mentre la seconda è occupata da Boys (un brano in cui lo stile post-punk del gruppo è molto più marcato) e da poco più di un minuto della demo di Dark Entries.

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La cover del singolo

Il brano inizia col ritmo incessante della batteria di Haskins, cui si aggiunge presto un giro di basso sepolcrale ad opera di David J seguito dagli effetti particolarissimi della chitarra di Ash, vagamente influenzata dal dub. L’orgia sonora crea un’atmosfera che può ricordare quella di un’oscura evocazione: sembra di assistere in prima persona al risveglio del Conte Dracula nel suo castello, col rumore del vento in lontananza e i sinistri ululati dei lupi sempre più vicini. Questo sabba infernale potrebbe prolungarsi all’infinito finché, dopo quasi tre minuti, entra in scena la voce di Murphy che rimbomba nella notte e sembra provenire da una dimensione ultraterrena:

White on white, translucent black capes
Back on the rack
Bela Lugosi’s Dead
The bats have left the bell tower, the victims have been bled
Red velvet lines, the black box
Bela Lugosi’s Dead
Bela Lugosi’s Dead
Undead, undead, undead
Undead! Undead! Undead!

La voce si trasforma in ululato mentre declama le scene del funerale del Conte, tra spose verginali e fiori morti, prima che il tutto rallenti. Chitarra e basso si fermano per qualche istante, per poi riprendere in crescendo insieme alla voce di Murphy:

Oh Bela
Bela’s Undead

Fino al finale, dove rimangono solo la batteria e la voce di Murphy che ripete la parola “undead”. Il Conte si è risvegliato ed è l’inizio di una nuova stagione del rock.

Di lì in avanti la popolarità dei Bauhaus (che si sciolgono nel 1983) sarà in continua ascesa, così come quella del loro primo e leggendario brano. Nel 1982 Murphy e soci omaggiano David Bowie con la pubblicazione come singolo della loro cover di Ziggy Stardust (che contiene la loro versione di Third Uncle di Brian Eno nella seconda facciata) e l’artista inglese decide di ricambiare il favore convincendo il regista Tony Scott ad inserire Bela Lugosi’s Dead e una performance live dei Bauhaus sui titoli di testa del film Miriam si sveglia a mezzanotte (The Hunger), nel quale Bowie e Catherine Deneuve sono vampiri moderni che sopravvivono alla luce del sole e ai freddi e tetri castelli della Transilvania preferiscono scintillanti appartamenti nel cuore di New York. Non c’è più spazio per l’elemento gotico nei nuovi film di vampiri, ma la presenza dei Bauhaus e di quel brano in particolare in apretura crea sia un ponte ideale con il passato che un clamoroso punto di rottura con esso.

Dopo anni di compilation e ristampe poco soddisfacenti, per festeggiare il quarantennale della nascita dei Bauhaus e della canzone, a partire dal prossimo 23 novembre sarà disponibile sul mercato il prezioso disco The Bela Sessions, prima edizione ufficiale dell’intera sessione di registrazioni del 26 gennaio 1979 che, in aggiunta a Bela Lugosi’s Dead in apertura, conterrà anche gli altri quattro brani incisi lo stesso giorno, dei quali tre risultano tuttora mai pubblicati ufficialmente. Questa la tracklist del disco:

  1. Bela Lugosi’s Dead
  2. Some Faces
  3. Bite My Hip
  4.  Harry
  5. Boys (Original)

Un’occasione unica per riscoprire un capolavoro assoluto della storia del rock e, cosa rara, poterne assaporare per intero la genesi.

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