Appunti di un chitarrista: Drigo, l’anima introspettiva dei Negrita

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“Andare in tour inizialmente mi spaventava un sacco perché ero abituato soltanto alla tratta Arezzo – Marina di Grosseto e viceversa. Ma poi ho capito che viaggiare è importante, ti dà delle storie da inserire nelle canzoni.”

Enrico, in arte Drigo, è uno dei chitarristi dei Negrita, la rock-band italiana che ha per nome un brano dei Rolling Stones: “Hey! Negrita”. Tra le poche band italiane Alternative Rock che fanno davvero Alternative Rock.

Drigo è un’artista a tutto tondo. Ama scrivere, dipingere e ovviamente, suonare. Quella chitarra che fin da quando era ragazzino lo spinge alla ricerca del suono perfetto, di quella nota che distingue un musicista dall’altro. Un’identità musicale.  Un musicista che preferisce lo spazio intimo, i piccoli palchi ai grandi stadi. Adottando un sound privo di virtuosismi ma con tanto sentimento, con le note giuste al momento giusto, mai scontate, mai uguali. Mi ricorda un certo John Frusciante. Questa sua attitudine al dettaglio, alle emozioni pure, è un tratto distintivo della sua personalità. Da sempre porta con sé un taccuino in cui annota tutto ciò che gli capita. Forse definirlo taccuino è troppo “formale”, meglio chiamarlo diario. Un pezzo di sé stesso ricco di riflessioni, spunti, disegni e soprattutto ricordi. Un dietro le quinte della sua vita.

Dalla nascita del gruppo, dal lontano 1991, il mondo di ascoltare musica è cambiato. Adesso il digitale sostituisce la performance del musicista – del chitarrista in questo caso – prima invece l’elemento fondamentale era proprio quello: la performance di chi suona. Le varie piattaforme digitali hanno cambiato la concezione di “musica” stessa, e se da un lato hanno aggiunto questo tratto negativo – magari da altri punti di vista così negativo non è – dall’altro lato hanno permesso diverse cose belle. Dal primo approccio con i social, Drigo decise di pubblicare alcune parti del suo diario per far conoscere parti intime di sé stesso e per creare un legame forte con chi lo circonda. Per far capire ai fan come si sente:

“Il disegno ti fa capire come ti senti e cosa ti passa nella testa, non a caso è usato dagli psicologi per capire i comportamenti dei bambini e la stessa cosa avviene quando sei solo in casa e prendi la chitarra”.

Da qui, come sempre, il suggerimento è di approfondire da voi, guidati dala vostra curiosità. Il 6 giugno 2006 viene pubblicato “Rock Notes. Appunti di viaggio del chitarrista dei Negrita”. Questa volta oltre alla ricerca su Google fatevi un regalo, perché merita tanto.

Per me disegnare ed esercitarmi con la chitarra sono la stessa cosa. Il disegno è improvvisazione e frutto di ispirazione estemporanea. Il tratto corrisponde al tocco sulla chitarra, mentre il colore si riferisce al suono”.

 

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