La lista degli album preferiti di Tom Waits

Uno dei maggiori cantautori dei nostri tempi, Tom Alan Waits, con la sua poetica ha raccontato le sofferenze degli ultimi d’America, i difetti delle società moderne occidentali e la finzione del “sogno americano”.

Waits è una delle massime espressioni dell’ artista underground. È sempre stato anticonformista, antidivo e ribelle. Quando era adolescente, a causa delle difficoltà economiche, è costretto a fare lavori umili per guadagnarsi da vivere. Impara a suonare il pianoforte, ama la musica jazz e la letteratura beat.

Una sera, sotto l’effetto dell’alcol, comincia a suonare alcuni classici degli anni ’40 e ’50 con un vecchio piano nel ristorante in cui fa il lavapiatti. La gente ascolta le sue storie, partecipa, ride, si commuove e dialoga con la sua voce da vecchio bluesman. Il proprietario del ristorante ne comprende il talento e propone al giovane cameriere di intrattenere ogni sera il pubblico. Così si ritrova a suonare sempre più spesso sui palchi dei peggiori locali di Los Angeles, accompagnato da una band di jazzisti, e inizia a scrivere di quel mondo di disperati che vede ogni sera.

In uno di quei locali divenne amico di Charles Bukowski. Waits cantava con la sua chitarra, mentre Bukowski si cimentava in uno dei suoi reading.

La sua carriera ha inizio quando il produttore Herb Cohen, ne rimane impressionato e nel 1972 lo ingaggia per l’allora nascente etichetta Asylum. Tom Waits si applica e dà alle stampe Closing Time, un eccellente LP con alcune delle sue composizioni migliori, già contrassegnate da quel sound jazz che rappresenta una delle sue caratteristiche principali.

I brani sono apprezzati anche da molti cantanti in giro, che contribuiscono a diffonderne il suo nome. Nella sua lunghissima carriera musicale ha realizzato ventidue album ed è stato affascinato anche dal cinema, partecipando da attore a ventisette film. Su Spotify e Apple Music è disponibile una playlist di settantasei brani che ripercorre la sua carriera musicale, curata personalmente da Tom Waits e intitolata This is Tom Waits.

I musicisti hanno prodotto molti più dischi di quelli che possiamo ascoltare in una vita. Per questo motivo si deve imparare a selezionare e saper scegliere cosa ascoltare.

Quella qui sotto è la lista di album preferiti da Tom Waits, rilasciata da lui stesso qualche tempo fa. Dentro ci sono i “grandi classici” come In the Wee Small Hours di Frank Sinatra, Exile On Main Street dei Rolling Stones, Startime di James Brown, The Basement Tapes di Bob Dylan, ma anche qualcosa che non ti aspetti. Ascoltarli è indubbiamente una esperienza formativa. In ordine di uscita:

  • In the Wee Small Hours di Frank Sinatra (1955)
  • Solo Monk di Thelonious Monk (1965)
  • Trout Mask Replica di Captain Beefheart (1969)
  • Exile On Main Street di The Rolling Stones (1972)
  • The Sinking of the Titanic di Gavin Bryers (1975)
  • The Basement Tapes di Bob Dylan (1975)
  • Lounge Lizards di Lounge Lizards (1979)
  • Rum Sodomy and the Lash di The Pogues (1985)
  • I’m Your Man di Leonard Cohen (1988)
  • The Specialty Sessions di Little Richard (1989)
  • Startime di James Brown (1991)
  • Bohemian-Moravian Bands di Texas-Czech (1993)
  • The Yellow Shark di Frank Zappa (1993)
  • Passion for Opera Aria (1994)
  • Rant in E Minor di Bill Hicks (1997)
  • Prison Songs: Murderous Home Alan Lomax Collection (1997)
  • Cubanos Postizos di Marc Ribot (1998)
  • Houndog di Houndog ( 1999)
  • Purple Onion di Les Claypool (2002)
  • The Delivery Man di Elvis Costello (2004)
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