Sapore di Sale: amori proibiti e malinconia nell’Italia anni ’60

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Sapore di Sale ha rappresentato un importante spartiacque per la carriera di Gino Paoli, nonostante sia segnata dalla fine della relazione tra il cantautore e Stefania Sandrelli.

Nel 1963 l’Italia era approdata finalmente al benessere e aveva ormai superato i gravi problemi della ricostruzione seguiti alla Seconda Guerra Mondiale. La voglia di ricominciare a divertirsi e di mettersi alle spalle tragedie e macerie era presente da anni nell’animo degli italiani, ma solo con la fine degli anni ’50 si era potuta concretizzare finalmente quasi per tutti.

Cambiavano i costumi e le abitudini, con l’ingresso nelle case dei primi elettrodomestici e la possibilità di potersi concedere una vacanza, facendo intravedere i benefici del consumismo che si erano solo visti nei film americani.

Rilassarsi sotto l’ombrellone, ascoltando e canticchiando le canzoni alla radio, diventava una consuetudine: nascono proprio in quegli anni i tormentoni estivi, brani che durano il tempo di una stagione e ne segnano il ricordo.

Gino Paoli all’epoca era uno dei più conosciuti e importanti cantautori italiani, con Il cielo in una stanza, La Gatta e Senza fine che ne testimoniavano la grandezza, ma che non raggiunsero mai l’appeal commerciale di Sapore di sale.

Il brano apparentemente sembrava una canzone spensierata, adatta al clima rilassato delle vacanze, ma che invece conteneva (come in quasi tutte le canzoni di Paoli) segnali di un’imminente fine di qualcosa di bello e irripetibile.

Contraddistinta da pochi accordi arrangiati da Ennio Morricone e dal sax di Gato Barbieri, Sapore di sale rapisce fin dal primo ascolto.

Gli italiani amarono fin da subito Sapore di sale, forse perché la consideravano una bella canzone d’amore e basta e non volevano vederci niente di più, oppure perché avvertivano in qualche modo che così bene come all’inizio degli anni ’60 non sarebbero più stati.

Gino Paoli in quegli anni aveva una relazione con Stefania Sandrelli e si dice che la canzone fosse dedicata a lei e al loro amore clandestino. La voglia di vedersi e di dimenticare tutti i problemi, di stare “lontano da noi, dove il mondo è diverso, diverso da qui” descrive come meglio non si può la situazione che si era venuta a creare tra il cantautore e la giovanissima attrice.

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Stefania Sandrelli e Gino Paoli

Sapore di sale parla di un amore proibito, reso difficile dalle costrizioni della società dell’epoca e dalle differenze d’età e di vedute, che si sarebbe comunque protratto per anni e avrebbe portato in dote alla coppia una figlia, Amanda.

Paoli proprio in quell’estate del 1963, quando la canzone suonava da tutte le radio e juke-box, tentò il suicidio sparandosi al cuore: la pallottola rimase conficcata nel petto e la difficile estrazione fece sì che il proiettile non potesse essere rimosso.

Sapore di sale con quel suo tono più che malinconico, quasi di presagio della fine della storia d’amore tra Paoli e la Sandrelli, non sembrava adatto a diventare una delle canzoni più rappresentative dell’estate italiana, ma nonostante tutto (e con manifesta incredulità dello stesso autore) ci riuscì.

Sapore di sale
Sapore di mare
Un gusto un po’ amaro
Di cose perdute
Di cose lasciate
Lontano da noi
Dove il mondo è diverso
Diverso da qui

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Luca Divelti scrive storie di musica, cinema e tv su Rock’n’Blog e Auralcrave. Seguilo su Facebook, Twitter e Telegram.

 

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