The Universal dei Blur: vivi il tuo presente, costruisci il tuo futuro

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The Great Escape è un album che può segnare una vita. Uno dei brani più significativi è The Universal. Sarà per la strofa saltellante e il wall of sound di archi nel ritornello o per l’atmosfera che ondeggia tra una malinconia paradisiaca e uno straniamento surreale, tra impennate epiche e tonalità minori, tra pizzicati di violini e magia delle trombe.

Uno sfondo musicale mai banale per un testo distopico, ingannevolmente ottimista ed estremamente profondo per il messaggio che porta.

This is the next century
Where the universal’s free
You can find it anywhere
Yes, the future has been sold

It really, really, really could happen
Yes, it really, really, really could happen
When the days they seem to fall through you
Well just let them go

No one here is alone, satellites in every home
Yes the universal’s here, here for everyone
Every paper that you read
Says tomorrow is your lucky day
Well, here’s your lucky day

Questo è il secolo prossimo
Dove l’universale è libero
Lo puoi trovare ovunque
Sì, hanno venduto il futuro

Potrebbe davvero succedere
Sì, potrebbe davvero succedere
Quando i giorni sembrano caderti addosso
Beh, tu lasciali andare

Nessuno è solo, i satelliti sono in ogni casa
Sì, l’universale è qui, per tutti
Ogni foglio che leggi
Dice che domani è il tuo giorno fortunato
Beh, questo è il tuo giorno fortunato

Non siamo mai felici. Felici davvero. Pensiamo al passato e al futuro senza mai concentrarci nel vivere il presente. Sogniamo sempre che la nostra condizione migliori, che il nostro prato sia più verde di quello del vicino, ma molto spesso quello che il destino scrive dipende da noi… questo sembra volerci cantare malinconicamente Damon. Preferiamo affidare tutti i nostri sogni al biglietto di una lotteria o di un gratta e vinci. È la cosa più semplice. Quella che richiede meno sacrificio.

Tutto può accadere. Tutto è possibile. Ma non grazie a una lotteria. Queste speranze non sono solo ridicole ed effimere ma anche dannose perché ci distaccano dalla nostra vita reale. Immaginiamo, sogniamo e non viviamo il tempo e la nostra esistenza per quello che davvero è, cercando con le azioni quotidiane e l’impegno di migliorare la nostra condizione, di scrivere il nostro destino. Più facile immaginare che tutto possa cambiare cadendoci dall’alto. Progettiamo la nostra “Grande Fuga” ma non ci conosciamo veramente, non sappiamo né dove andare né qual è il nostro punto di partenza esistenziale.

 

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