Audioslave: quando l’hard rock tornò a fare la voce grossa

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Nel settembre del 2002 le radio iniziarono a trasmettere Cochise, primo singolo dell’imminente album di debutto degli Audioslave. La formazione era nata solo l’anno prima, dopo lo split di Zach de La Rocha dai Rage Against The Machine (gruppo tra i più influenti negli anni ’90), che aveva lasciato il resto della band spiazzata e alla ricerca di un nuovo progetto: Chris Cornell (cantante di un’altra grande band del decennio precedente, i Soundgarden) riuscì a darne loro uno.

Cornell convince Tom Morello, Tim Commerford e Brad Wilk a seguirlo nell’esplorazione di un sound dalla forte impronta hard rock, senza porre particolari limiti alle scelte stilistiche: il progetto viene gradito soprattutto da Morello, che per la prima volta può anche dedicarsi a canzoni meno politicizzate rispetto ai tempi con Zach de le Rocha, che alla lunga aveva portato a consunzione il resto della band a causa dei suoi testi e di certi suoi atteggiamenti.

Audioslave, l’album omonimo, mette in mostra fin da subito le intenzioni del super gruppo e riesce a smentire gli scetticismi della critica che per mesi circondarono la band (comunque capace anche di metterci del suo e già sull’orlo dello scioglimento pochi mesi prima del rilascio del disco): il produttore Rick Rubin riesce a valorizzare le capacità di ognuno dei componenti e a rendere omogeneo e solido il carattere delle canzoni. Le principali fonti d’ispirazione sono i Led Zeppelin e i Black Sabbath, come lasciano intendere, nella loro tempesta di chitarre e sezione ritmica martellante, canzoni come Cochise, Show Me How To Live, Set It Off, Gasoline e Shadow Of The Sun.

La graffiante voce di Chris Cornell si sposa alla perfezione con i riff debordanti di Morello, che appare ispirato come non mai e si lascia andare a scorci di devastante rock, apparentemente più libero di esprimersi rispetto ai tempi con il suo vecchio gruppo. Il connubio riesce anche a regalare brani melodici e dal forte impatto come Getaway Car, I Am The Highway e Like A Stone.

I Soundgarden e i Rage Against The Machine sono un ricordo sullo sfondo e nessuno dei componenti vuole che si faccia particolare riferimento a loro, soprattutto per non sentirsi legati per sempre a un passato glorioso. Gli Audioslave sono indubbiamente un’altra cosa, una storia diversa che si riallaccia alla grande tradizione rock degli anni ’70 e la trasporta dentro questo folgorante debutto, dove l’unica vera protagonista è la musica e nient’altro. Da consumarsi, però, ad altissimo volume.

Il primo album degli Audioslave è su Amazon.

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Luca Divelti scrive storie di musica, cinema e tv su Rock’n’Blog e Auralcrave. Seguilo su Facebook e Twitter.

 

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