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Girigo e il Ciclo dell’Odio: la App Reale e il Significato Sociale della Maledizione

Sì, la app di Girigo esiste davvero: scopriamo come funziona, il significato sociale della maledizione nella serie e come la sofferenza genera un ciclo di odio infinito.

Le serie provenienti recentemente dal Sud Corea hanno un fascino tutto particolare. C’è sempre qualcosa di estremo nelle loro storie, che sia un desiderio di vendetta che sopravvive per anni (The Glory), un’ossessione per la fama che sovrasta ogni cosa (Celebrity), o le pieghe più crudeli della struttura sociale (Squid Game, Bloodhounds, As You Stood By). E anche quando arriva una serie puramente horror come Girigo (If Wishes Could Kill), ci accorgiamo ben presto che nella trama non c’è solo una maledizione alimentata da uno spirito malvagio: c’è anche una profonda analisi su odio, sul dolore umano e sulle loro conseguenze ultime per l’umanità.

Gli otto episodi di Girigo possono a tratti diventare complessi da seguire, ma sono tutti fatti da elementi vicini a noi. Prima su tutte, la app Girigo, che riflette perfettamente la fascinazione moderna per i fenomeni virali. In un momento storico in cui la tecnologia è così avanzata che sembra poter risolvere qualsiasi cosa, il passo è breve ad immaginare una app che realizzi i nostri desideri come una versione digitale della lampada di Aladino. Eppure, nell’astratta fantasia di tale concetto, il dubbio se la app Girigo sia reale è stato legittimamente diffuso per Internet, e la sorprendente risposta è sì: la app esiste, ma riflette un’altra affascinante prospettiva sui tempi moderni.

Eppure, la parte più reale di Girigo è la maledizione, come simbolo estremo dell’effetto dell’odio sull’umanità e sulla vita sociale. Un legame causa-conseguenza che non risulta ovvio all’inizio, ma che-se compreso appieno-può diventare una lezione di importanza vitale sul ruolo che ognuno di noi ha nel costruire la società in cui viviamo, in base al modo in cui reagiamo al nostro dolore e alle ingiustizie.

Una serie horror che ci insegna come vivere? Sembra proprio di sì.

La maledizione di Girigo: come è nata e il suo significato

All’inizio di Girigo, vediamo questi cinque studenti interagire con una app che promette di realizzare i nostri desideri se li esprimiamo con la giusta intensità su video. Ma nel classico spirito “stai attento a ciò che desideri” che ha sempre affascinato il mondo cinematografico, dopo che la app realizza i desideri dei protagonisti, parte un timer di ventiquattro ore che termina con la morte di chi ha espresso il desiderio.

Per gran parte della serie, a noi spettatori non è chiaro come questa maledizione sia nata: faceva parte del codice di Girigo fin dall’inizio, o è la natura malvagia della maledizione stessa che usa la app come mezzo per realizzarsi? Nei primi episodi, l’esperto informatico del gruppo, Ha-joon, analizza il codice di Girigo e si rende presto conto che non c’è nulla in quel codice circa un timer o eventuali indicazioni sull’uccidere gli utenti. Ciò, senza volerlo ci dava già un indizio nelle fasi iniziali di Girigo.

GIRIGO (2026) | Trailer italiano della serie misteri horror coreana | NETFLIX

Il prologo della serie, invece, è un perfetto esempio di come gli indizi possano ossessionarci e confonderci per tutta la visione: nella scena iniziale di Girigo vediamo una giovane studentessa-che poi scopriamo essere Hye-ryung-desiderare ardentemente alla app Girigo che “tutti voi moriate.” È chiaro a tutti che si tratta di un rituale maledetto bagnato nel sangue, ma quello che non è chiaro, almeno all’inizio, è chi sia il destinatario del desiderio di Hye-ryung e quanto sia collegato alla maledizione della app che poi vediamo durante la serie.

Da desiderio punitivo a maledizione universale

La spiegazione di come è nata davvero la maledizione della Girigo app è mostrata nell’episodio 6 di Girigo. Probabilmente il capitolo più soddisfacente dell’intera serie: l’episodio comincia mostrandoci Hye-ryung come una giovane donna sorridente e felice, un’immagine che pone noi spettatori con una curiosità mista ad ansia sul come questo personaggio dall’aspetto così solare si sia trasformata nel concentrato d’odio in cui l’abbiamo vista all’inizio della serie.

Ciò che rende Hye-ryung felice è la sua amicizia con la sua compagna di scuola Kwon Si-won. Si-won è la figlia della famigerata sciamana locale, che tutti considerano una donna pericolosa da tenere lontana, ma i cui poteri attraggono in maniera naturale Hye-ryung. C’è un rapporto particolare tra Hye-ryung e la sciamana, che arriva a configurarsi come un’affinità elettiva. La sciamana vede in Hye-ryung una potenziale erede (arriva persino a chiamarla “figlia”) dei suoi poteri, cosa che in effetti affascina la giovane donna.

Questa fascinazione, però, manda su tutte le furie Si-won. C’è un dolore profondo nell’avversione di Si-won per tutto quello che gira intorno ai poteri della madre: in base a ciò che lei sa sugli eventi del suo passato, suo padre è morto a causa dell’uso incosciente dei poteri della madre. Si-won quindi prova un odio profondo nei confronti della madre e dei suoi poteri, che vede come un elemento destabilizzante per la sua vita. La ragazza semplicemente non può accettare che quei poteri facciano avvicinare Hye-ryung a sua madre: li vede come una minaccia a tutto quello a cui tiene, e l’odio che vediamo esplodere dentro di lei altro non è che la sua reazione scomposta e incontrollata a tale minaccia.

La verità è che Hye-ryung, per quanto affascinata possa essere dai poteri della madre di Si-won, mette comunque al primo posto la sua amicizia. È per questo che le due si riavvicinano e iniziano a lavorare insieme allo sviluppo della app Girigo per il progetto scolastico: Si-won è il genio informatico del gruppo e sta sviluppando questa app tutta da sola. Lì capiamo che la app nasce con uno spirito semplice: usare i desideri umani e trasformare il modo in cui li esprimiamo, dandogli una dimensione video e una catalogazione digitale.

The shaman's daughter and her darkest wish | If Wishes Could Kill | Netflix [ENG SUB]

Spinta da Si-won, Hye-ryung esprime il desiderio a cui tiene di più in quel momento: che il loro compagno Gi-tae si innamori di lei. Il video che esprime il desiderio viene salvato nella app Girigo, e quella notte le due amiche si addormentano sotto il segno di un’amicizia ritrovata.

Il giorno successivo, però, l’odio torna. Esplode dentro di Si-won, dopo aver beccato Hye-ryung a nascondere un talismano che le aveva dato la madre-sciamano, per proteggere sua figlia. Scoprire che Hye-ryung è ancora coinvolta nelle “magie nere” della madre fa esplodere la rabbia di Si-won, che rinnega l’amicizia una volta per tutte. Stavolta, però, quel dolore proveniente dal sentirsi tradita dalla sua migliore amica si trasforma prima in odio, poi in desiderio di vendetta. È così che Si-won decide di umiliare pubblicamente Hye-ryung, rendendo virale il video in cui confessava il proprio desiderio e persino chiedendo a Gi-tae di colpirla davanti a tutti.

È il primo momento della storia in cui uno dei protagonisti poteva scegliere di non dare seguito a odio, dolore e delusione con reazioni pratiche che avrebebro generato nuovo dolore. Da lì in poi, è la classica palla di neve che si trasforma rapidamente in una valanga distruttiva.

La maledizione come metafora dell’odio nella società

Anche in Hye-ryung, ora ferita, tradita dalla sua amica e umiliata pubblicamente, l’odio assume una piega distruttiva. Il suo desiderio di farla pagare a chi le ha causato tanta sofferenza la spinge a usare per la prima volta gli insegnamenti della sciamana, mettendo in pratica una sanguinosa maledizione. Ecco il messaggio più simbolico di Girigo: se riuscissimo a evitare di agire sotto la morsa dell’odio, potremmo spezzare la catena di azioni che generano nuova sofferenza e nuovo odio negli altri. È qualcosa che ognuno di noi può fare come individuo: il nostro contributo naturale alla salute della società in cui viviamo.

Ma in Sud Corea, tutto questo è molto più difficile. Hye-ryung decide di farla finita e sacrificare il suo stesso sangue perché la maledizione abbia effetto. Il suo desiderio, il primo ufficialmente registrato nella app Girigo ormai rilasciata, è quello che vediamo all’inizio della serie: che “tutti voi” moriate. Ma adesso abbiamo capito che il “voi” era rivolto solo a Si-won e Gi-tae, le due persone che l’hanno tradita e ferita di fronte a tutti.

Il modo in cui il desiderio di Hye-ryung si trasforma nella maledizione sistematica legata alla app Girigo è invece il risultato dell’esplicito desiderio che Si-won esprime poco prima di morire: ancora guidata dal suo odio per Hye-ryung, desidererà che la sua maledizione non abbia fine, nella speranza che ciò ferisca ancor di più Hye-ryung. Un volere poco sensato, visto che Hye-ryung era già morta.

In questo modo, Girigo ci espone nella maniera più cruda possibile il vuoto significato dell’odio: una potenza che può essere distruttiva senza portare benefici a nessuno, né a chi lo prova né a chi ne subisce gli effetti. E se poco possiamo fare per filtrare le cause dell’odio che proviamo (spesso radicato nel dolore e nelle ingiustizie che subiamo), molto invece possiamo fare per amputarne gli effetti, impedendogli di trasformarsi in una valanga che inghiotte tutto e tutti.

Da Netflix all’app store: la app Girigo è reale (e scaricabile)

Al termine della visione di Girigo, in maniera quasi involontaria, la domanda sorge dentro di noi: la app Girigo esiste davvero? La risposta, sorprendentemente, è sì. Disponibile sull’App Store di Apple, la app è sviluppata dal team di marketing della produzione: lo sviluppatore riportato è KWONSIWON, precisamente la ragazza che ha sviluppato Girigo nella serie (Kwon Si-won). In questo modo, l’applicazione Girigo (기리고) ha letteralmente scavalcato i confini della finzione e può essere installata sui nostri smartphone.

Nella realtà, l’app non è ovviamente uno strumento di morte, ma una piattaforma di “commemorazione” (è proprio il significato di 기리고, il termine coreano Girigo deriva dal verbo “commemorare”). La versione scaricabile dall’app store è fedele allo spirito originale con cui Si-won la sviluppa nella serie, prima dell’arrivo della maledizione: un modo social di rendere omaggio ai nostri desideri, esprimendoli in una modalità ben preciso e permettendoci di salvarli per poterli rivedere in futuro.

In questo modo, la serie ci permette addirittura di installare la app Girigo e tenerla nei nostri smartphone, un po’ per essere trendy, un po’ come monito, in maniera simile al perché la stessa Se-ah della serie fatica a disinstallarla ad eventi conclusi: tenendola presente sul nostro home screen, possiamo ricordarci ciò che potrebbe accadere se cediamo all’odio, e ciò che è accaduto ai protagonisti che abbiamo accompagnato in quegli otto sanguinosi episodi.

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato è il fondatore e Direttore Editoriale di Auralcrave. Ingegnere di formazione con un background in psicologia e life coaching, è analista culturale e scrittore professionista dal 2008. Carlo è specializzato nell'estrarre significati nascosti e intenzioni umane dalle storie globali di tendenza, unendo il rigore scientifico a una lente umanistica per spiegare l'impatto psicologico dei nostri momenti culturali più significativi.View Author posts