At The Door: introspezione e presa di coscienza nel singolo degli Strokes

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Prodotto dal leggendario Rick Rubin, At The Door è il singolo che segna il ritorno degli Strokes, disponibile come primo anticipo dell’atteso sesto album in studio The New Abnormal in uscita in aprile. La rock band statunitense è finalmente tornata con questa bellissima e struggente ballata dove il protagonista sembra essere immerso nella solitudine e in una dimensione impalpabile, sospesa e ultraterrena. ‘Alla porta’… si ma quale? Le porte sono tante e tante sono le simbologie presenti in questo brano. 

Il titolo potrebbe essere un riferimento alla credenza cristiana in cui le persone vanno alle porte del cielo quando muoiono. A questo cancello, le anime saranno giudicate nel bene e nel male e potranno entrare in paradiso se buone o condannate all’inferno se cattive. 

O magari la porta è un’altra e non è sopra di noi ma dentro di noi. Inseguiamo frivoli obiettivi e traguardi effimeri fin dall’infanzia e continuiamo a correre dietro di loro per tutta la vita. Ci smarriamo e così tornare a bussare alla porta della nostra coscienza è difficile e faticoso.

Un viaggio introspettivo è il percorso più difficile da compiere anche perché mentre ci impegniamo nel compierlo, le esigenze del mondo e della società intorno a noi non si fermano. Anche loro bussano a una porta, la nostra, chiedendoci risultati e risultati. Non c’è davvero scampo da tutto questo? Certo che c’è, altrimenti cosa ci rimarrebbe alla fine?

Run at the door
Anyone home?
Have I lost it all?

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