Le migliori canzoni per (ri)scoprire Lucio Dalla

Posted by

A pensare ad un artista italiano poliedrico e versatile, imprevedibile e carismatico, può venire in mente un nome solo: quello di Lucio Dalla. Lui, Bolognese di formazione jazzista, che si è ritrovato addosso la fortuna di una voce con la quale, unita alle sue abilità da polistrumentista, poteva fare e raccontare tutto: le emozioni più intime, gli angoli oscuri della società contemporanea, i rapporti più romantici e quelli più tetri e difficili, sempre con il costante bisogno di sperimentare, di andare oltre i propri limiti, tanto da imparare, strada facendo, ad essere un cantautore a 360 gradi: dopo le collaborazioni con i grandi parolieri (tra tutti Roberto Roversi), Dalla, a partire da uno dei suoi lavori di spicco, Com’è profondo il mare (1977), diventa uno dei grandissimi non solo per la sua tecnica vocale e strumentale, ma anche lirica, arrivando a consolidare un genere unico in tutto il cantautorato italiano, infarcito di quelle innumerevoli influenze musicali che Lucio unisce e mischia in un prodotto musicale sublime, in grado di movimentare zone del proprio cuore sconosciute o assopite, narrando sentimenti e visioni con il suo tocco delicato, ma netto, mai scontato.

Quel che ha creato questo cantautore, unico nel suo genere, è un universo fatto di poesia, di fantasia, di voce per i reietti e, soprattutto, di un quotidiano senso di solitudine e malinconia, da sempre alla ricerca di un giusto sfogo, da ritrovare poi nella scrittura di brani che, dalla fine degli anni ’70, fino ai primi del 2000, hanno continuamente regalato, pur permettendosi qualche basso tra gli innumerevoli alti, magnificenze della musica e poetica nostrana, senza dimenticare le tante collaborazioni (Ron, Morandi, Bersani) e la grande ed eterna amicizia con Francesco De Gregori, presi a braccetto da Banana Republic (1979) fino a Work in progress (2010).

Dalla ha dato vita ad un’imponente discografia che rappresenta un prezioso tesoro culturale, da cui è davvero difficile selezionare dei brani piuttosto che altri: ma per omaggiare il ricordo di un artista scomparso precocemente a 68 anni per infarto (1 Marzo 2012, con i funerali tenutisi proprio nel suo 4 Marzo) a cui tanti musicisti e cantanti contemporanei devono influenza ed ispirazione, ecco qui 10 pezzi (più una traccia bonus) per raccontare, riscoprire, riascoltare il sempre caro, grande ed attuale Lucio Dalla:

4/3/1943 (da Storie di casa mia, 1971)

Dalla presentò la canzone che richiama la sua data di nascita a Sanremo ’71 insieme agli Equipe 84: fu un successo di critica e commerciale (nonostante i tentativi di censura). La paroliera Paola Pallottino, che scrisse la canzone con Dalla, disse: Voleva essere un mio ideale risarcimento a Lucio per essere stato orfano dall’età di 7 anni. Doveva essere una canzone sull’assenza del padre, ma poi è diventata una canzone sull’assenza della madre. Fu il suo primo grande successo, ma Lucio ne rimase anche un po’ prigioniero.

E benché non sapesse il nome e neppure il paese, m’aspettò come un dono d’amore fino all’ultimo mese

Com’è profondo il mare (dall’omonimo album, 1977)

Dall’omonimo disco in cui Dalla è, per la prima volta, autore totale dei testi, è uno dei pezzi che farà capire la grandezza lirica del cantautore: la storia dell’umanità e della sua deriva, in un mare che racconta di una visione collettiva pessimista, dovuta alla violenza dell’uomo moderno contro i suoi simili, contro la sua natura e quella a lui intorno.

Il pensiero come l’oceano, non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare

Disperato erotico Stomp (da Com’è profondo il mare, 1977)

Canzone autobiografica che lo stesso Dalla racconta così: La scrissi come risposta a una sorta di moralismo della sinistra. Io ho un rispetto sacro per l’essere umano, non per l’aspetto istituzionale di esso. Per cui “Disperato Erotico Stomp” era una canzone-provocazione sia nel linguaggio sia nella ragione stessa della canzone. Qui un approfondimento sul brano.

Ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale.

Anna e Marco (da Lucio Dalla, 1979)

Storia di Anna, ragazza che ogni giorno perde qualcosa della sua vitalità, e di Marco, giovane oppresso da una stantia quotidianità: entrambi, però, quasi di nascosto, continuano a sognare. E questo sogno diventa una possibilità di fuga dalla realtà al loro incontro. Una delle più poetiche rappresentazioni dell’amore libero e capace di rimetter le ali ai propri desideri, anche se impossibili.

Qualcuno li ha visti tornare, tenendosi per mano

L’anno che verrà (da Lucio Dalla, 1979)

Icona del repertorio del cantautore di Bologna, che a riguardo spiega: Ho fatto una canzone tutto fuori che pessimista, non ci sono miracoli, l’unico che possiamo fare è quello su di noi, essere sempre funzionanti, non vedere sempre il nero, il terribile. Questa canzone è importante perché immagina una situazione così, di lontananza fra me e un amico, e al quale faccio un piccolo rapporto dettagliato su come stiamo vivendo oggi. Qui un approfondimento sul significato del brano.

Vedi caro amico cosa si deve inventare, per poter riderci sopra, per continuare a sperare

La sera dei miracoli (da Dalla, 1980)

La canzone che Lucio Dalla dedicò a Roma. Così raccontò lui stesso: Anch’io mi sono sentito un poco zingaro, ho vissuto per un’estate a Roma dormendo sulle poltrone di vimini in un bar…Mi meraviglio sempre più del rapporto che c’è tra me e Roma, una città unica al mondo, un palcoscenico straordinario che unisce tutte le classi sociali, in cui non c’è contrasto, c’è voglia di stare insieme. Tempo fa scrissi ‘La sera dei miracoli’, che è una celebrazione di Roma in festa. C’è un legame con Roma che va al di là delle canzoni.

Ma questa sera vola, le sue vele sulle case sono mille lenzuola

Cara (da Dalla, 1980)

Intitolata inizialmente Dialettica dell’immaginario, è una lunga lettera mai spedita, verso un destinatario, la protagonista della canzone, che rappresenta un sogno, un’utopia irraggiungibile: i dettagli del sentimento e della donna amata si intrecciano in una trama che sfocia in una dichiarazione sulla malinconica impossibilità d’amare, che trova sfogo, ed un po’ di pace, proprio con questa canzone.

Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento

Telefonami tra vent’anni (da Q Disc, 1981)

La capacità di Dalla di creare una contraddizione perfetta: un amore ai titoli di coda a cui, però, si vuole ancora bene, pur non potendo andare più avanti per via di una totale incomunicabilità. L’invito alla telefonata è un modo per allontanarsi e, al tempo stesso, un reclamo a non dimenticarsi, a risentirsi più avanti, magari tra vent’anni, quando tutto, e tutti, saranno cambiati.

Una delle prime lungimiranti visioni di come il sistema telefonico avrebbe poi influenzato le relazioni.

Io adesso non so cosa dirti, amore non so risponderti, e non ho voglia di capirti

Caruso (da DallAmeriCaruso, 1986)

Fu lo stesso Dalla a rivelare il significato della canzone: per un guasto della propria imbarcazione, il cantautore dovette soggiornare in un albergo a Sorrento, proprio nella stanza che, storicamente, ospitava il tenore Enrico Caruso. I proprietari dell’albergo gli raccontarono gli ultimi giorni di vita del tenore e del suo amore per una giovane a cui insegnava canto. Ed ecco che poi nacque Caruso.

Ma quando vide la luna uscire da una nuvola, gli sembrò più dolce anche la morte.

Canzone (da Canzoni, 1996)

Scritta insieme a Samuele Bersani, fu proprio quest’ultimo a spiegare la genesi della Canzone: Avevo appena scritto il testo di Canzone, dove comunque si capiva che ancora cercavo di ricostruire quella storia. Mi rivolgevo a quella figura, a quella ragazza, sperando che lei riascoltasse la canzone, glielo dicevo anche dentro al testo. Per questo il senso del brano è così significativo.

Non può restare indifferente, e se rimani indifferente non è lei

Bonus track: Piazza grande (1972)

Scritta insieme a più parolieri (tra cui Ron) e presentata a Sanremo ’72, il brano racconta di un bohémien, un senzatetto che sembra aver scelto quest’esistenza, orgoglioso nel suo non volerla mutare ma, allo stesso tempo, sottolineando come anch’esso sia un essere umano e, come tale, abbia bisogno di attenzioni, affetto e rispetto, come tutti. Rimane ancora il dubbio sulla piazza: Maggiore o Cavour? La certezza è che l’atmosfera è quella Bolognese.

A modo mio avrei bisogno di sognare anch’io

Per riascoltare con un abbraccio più ampio quelli che sono i punti fondamentali della carriera di Lucio Dalla, ecco una playlist essenziale a flusso temporale:

Rating: 5.0/5. From 6 votes.
Please wait...

Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.