I paesaggi dell’anima di Are You Real?

Produttore di se stesso e per gli altri (lo scorso anno ha dato vita ad una propria etichetta, “Beautiful Losers”), polistrumentista, musicista e regista di videoclip, di cui uno passato su MTV. Stiamo parlando di Andrea Liuzza, l’artista veneziano che sta dietro al progetto “Are You Real?”

L’anno in cui Andrea si è affacciato sul panorama musicale con l’album, Songs of Innocence, è stato anche l’anno che i Maya avevano designato come la fine dei tempi, il 2012. E chissà se sia un caso il fatto che, nel brano di apertura, un bambino reciti un passo biblico dell’Apocalisse, a fare da tappeto musicale solo un arcano arpeggio di chitarra acustica.

…e disse ai monti e alle rocce:
“Cadici addosso e nascondici
per il giorno che verrà
e chi sarà in grado di resistere?”

L’atmosfera che attraversa l’album è tesa, ci si sente come l’unica forma di vita umana sopravvissuta ad un’apocalisse, che vaga e ovunque scorge segni di morte e distruzione.

Andrea Liuzza ha un dono particolare: creare atmosfere. E attraverso la sua voce, nelle canzoni più intime simile a quella di Damien Rice, farle rivivere all’ascoltatore. A tratti Songs of Innocence, con le dovute distanze, ricorda la poetica di Leonard Cohen.

Impattosonoro dice di lui:

“Se queste canzoni fossero firmate da un gruppo blasonato verrebbero passate compulsivamente in radio e scalerebbero le classifiche.”

Non esiste affermazione più vera. Qui in Italia, non è facile trovare un talento con le caratteristiche di Andrea.

Nel 2019 è stato invece ristampato Songs From My Imaginary Youth, uscito originariamente qualche anno fa e presentato al MEI-Meeting Etichette Indipendenti.

Questa nuova ristampa, che esce precisamente nel giorno di Halloween e che a differenza del disco originale presenta una bonus track e nuovi arrangiamenti, vanta l’artwork curata da Mara Cerri.

A differenza di Songs of Innocence questo secondo lavoro lascia intravedere una luce, una speranza, un pezzo di cielo tra il grigio dei grattacieli alti che tolgono il respiro.

Le tracce che compongono l’album sono 9 più, come già accennato prima, una bonus track, Elepant Serenade.

Nove tracce, nove favole, nove paesaggi nell’anima. Ecco: più che storie, Are You Real? descrive paesaggi dell’anima. Uno dei pregi di Songs From My Imaginary Youth è quello di essere tridimensionale, ognuno può leggere, tra le righe del testo, riferimenti all’attualità, stati d’animo o racconti, simili a favole del folklore celtico.

Bambini in fuga,
Più giovani di Peter Pan
In questa generazione di sognatori senza sogni,
Noi siamo cose selvagge

Ascoltare le canzoni di Andrea è stata un’esperienza onirica, un po’ come leggere un racconto di H. P. Lovecraft.

Noi siamo qui, felici di aver conosciuto il talento di “Are you Real?”, in attesa di ascoltare nuove favole inquiete.

Are You Real?
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Songs From My Imaginary Youth
è in streaming su Spotify

Testo: Francesco Agrelli

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