Interstellar: spiegazione breve del film di Christopher Nolan

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Christopher Nolan ha per certi versi sostituito David Lynch nel ruolo di regista dai film più difficili da comprendere, quelli che necessitano un giro sul web alla ricerca di qualcuno che ti pieghi in maniera semplice cosa si è visto. Con Nolan succede spesso: film come Memento, Inception e, appunto, Interstellar sono dei piccoli capolavori del cinema moderno in grado di mettere in gioco le capacità di comprensione dello spettatore, oltre che sfidarlo ad apprezzare un film anche quando non si capisce alla perfezione ogni aspetto della trama.

Con Interstellar la faccenda è anche più complessa, perché include teorie scientifiche avanzate non alla portata di tutti, estrapolandone i concetti ai fini cinematografici. È normale dunque, dopo averlo visto, accorgersi di non aver capito tutto con precisione. Ed è dunque naturale cercare aiuto. A seguire vi spiegheremo quegli elementi cruciali del film che vi aiuteranno a inquadrare quanto visto in maniera generale, senza scendere troppo nel dettaglio delle singole vicende esposte nella trama.

Interstellar parla in sostanza di un lungo e concertato tentativo (alla fine riuscito) di salvare la razza umana da una sicura estinzione, dopo che le risorse e le condizioni della vita sulla Terra stanno progressivamente deteriorandosi. I protagonisti sono Cooper, un ex-ingegnere della Nasa, e sua figlia Murphy. La bambina, da piccola, riceve dei messaggi criptici da una sorta di fantasma presente nella sua stanza. Uno di questi messaggi viene interpretato come delle coordinate geografiche, che conducono lei e il padre in una base segreta della Nasa, in cui il professor Brand studia un modo per salvare l’umanità. Brand convincerà dunque Cooper a prendere parte alla missione in un ruolo fondamentale, che però comporterà l’abbandono della figlia.

Nella sua spiegazione, Brand espone a Cooper la necessità di entrare in un wormhole apertosi 48 anni prima nei pressi di Saturno, probabilmente opera di una civiltà aliena superiore intenzionata ad aiutare il genere umano. Anni prima, infatti, quello stesso wormhole era stato usato da missioni spaziali apposite per verificare l’esistenza di pianeti lontani che possano accogliere la vita umana. Con risultati promettenti: tre dei pianeti esplorati sembrano abitabili, almeno secondo i dati inviati dagli astronauti NASA. Bisogna dunque tornare a ispezionarli e trovare quello giusto, ed è questa la missione di Cooper. Il professor Brand, intanto, resterà sulla Terra tentando di risolvere gli ultimi problemi legati alla gravità e alla teoria del tutto per permette la costruzione delle stazioni spaziali necessarie per lo spostamento massiccio di uomini e risorse fuori dal nostro pianeta.

Il wormhole, secondo gli studi teorici che hanno origine dalle ricerche di Einstein, è una sorta di passaggio spazio-temporale in grado di trasportare chiunque lo attraversi in un luogo lontanissimo, dall’altra parte dell’Universo. È quello che farà Cooper, nel tentativo di trovare il pianeta destinato ad accogliere la vita dal pianeta Terra. Ciò dovrà però allontanarlo dalla figlia, che vedrà partire il padre senza spiegazioni e si rifiuterà di salutarlo, in uno dei momenti più struggenti del film.

L’evolversi della trama si sviluppa a quel punto intorno alle visite ai pianeti. Uno di essi è molto vicino a un enorme buco nero, e l’effetto gravitazionale del buco fa in modo che lo scorrere il tempo sulla superficie del pianeta è molto più rapido rispetto al tempo terrestre. Anche questo fenomeno ha basi scientifiche all’interno della teoria della relatività di Einstein. La visita a quel pianeta (che alla fine si rivelerà inospitale) fa così in modo che Cooper tornerà sull’astronave parecchi anni dopo, seguendo il tempo terrestre.

A un certo punto nel film si scopre una realtà dolorosa: le ricerche del professor Brand sono in realtà arrivate al termine e la conclusione è che non possono permettere la realizzazione delle stazioni spaziali per trasportare il genere umano. Questo Brand lo sapeva già alla partenza di Cooper, e la vera natura della missione era in realtà il cosiddetto piano B: fare arrivare nell’eventuale pianeta ospitale un campione sufficiente di embrioni per far rinascere la specie umana da nuove generazioni, rinunciando a salvare la popolazione terrestre. È quello che scoprirà Murphy, che sulla Terra nel frattempo è diventata adulta e scienziata alla Nasa. Sarà proprio Murphy a comunicarlo a una delle basi nei pianeti lontani, in un messaggio che verrà ascoltato da Cooper, convincendolo a tornare sulla Terra. Cosa che comunque gli risulterà impossibile: nelle peripezie della sua missione spaziale, ostacolata dallo scienziato Mann che tenterà di sabotare l’intera missione, Cooper sarà costretto a sacrificarsi, staccandosi dall’astronave e lasciandosi inghiottire dal buco nero.

Ciò però, invece di ucciderlo, lo conduce in un tesseratto, un altro concetto di fisica avanzata estratto da teorie vere: il tesseratto sarebbe uno spazio penta-dimensionale creato da “loro”, gli stessi che hanno dato origine al buco nero. Cooper scoprirà che attraverso tale costrutto sarà in grado di viaggiare nello spazio-tempo, ritrovandosi proprio nella stanza della figlia piccola. Scopriamo così che il fantasma era in realtà il Cooper del futuro, che cercava di comunicare con loro. Allo stesso modo, Cooper comunicherà alla Murphy adulta una serie di dati che la aiuteranno a risolvere la teoria abbandonata dal professor Brand.

Diventa così chiaro che l’intera storia e sequenza di avvenimenti, dalla presenza del wormhole alle varie tracce che hanno portato Cooper e Murph a salvare l’umanità, sono state in realtà costruite, predisposte e comunicate dall’umanità del futuro, tecnologicamente avanzata al punto da esserne capace e intenzionata ad aiutare i propri antenati a salvare la specie. Cooper si ritroverà così, estremamente invecchiato, in una stazione spaziale nei pressi di Saturno, stazione che è stata costruita proprio grazie al lavoro della figlia e ai dati che le aveva mandato: la missione di Cooper era stata alla fine un successo e aveva permesso di raggiungere lo scopo ultimo, ossia quello di trasportare il genere umano nel pianeta ospitale.

Interstellar aggiunge a una trama piena di concetti scientifici e viaggi spaziali anche l’amore, come mezzo tangibile in grado di supportare le relazioni tra gli uomini. Tramite esso, e tramite uno scambio rocambolesco di informazioni tra esseri umani distanti tra loro nel tempo e nello spazio, l’umanità si salverà e conoscerà una nuova vita in uno dei pianeti scoperti come accoglienti per gli organismi terrestri.

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