Andreas Gursky: perché è sua la fotografia più costosa al mondo

Il mercato dell’arte è governato da strategie di marketing e influenzato dai suoi protagonisti: gli artisti, i critici, le gallerie, i musei, le fiere, le case d’ asta. Stabilire il valore di un’opera è un’esercizio complesso, cui concorrono diversi fattori: nome dell’artista, formato dell’opera, mezzo espressivo, rarità, provenienza e bibliografia dell’opera. Per chi può permetterselo è un ottimo investimento e offre grandi guadagni.

La fotografia ha iniziato gradualmente dagli anni ’70 a essere accettata come forma d’arte e molte fotografie sono oggi esposte, collezionate e valutate come qualsiasi altra opera. Più di ogni altra cosa, una buona fotografia è stimolante dal punto di vista visivo, e quindi provoca una reazione di interesse nell’osservatore.

Per quanto le immagini possano essere costruite, soprattutto in studio, la grande forza della fotografia è che il mondo intorno a noi a fornire la materia prima.

La fotografia contemporanea è complessa con metri di valutazioni diversi e concorrenti. L’enorme numero di immagini, di cui internet è inondata, tende a confondere il giudizio di eccellenza. Inoltre, la maggior parte delle idee creative, anche in fotografia, discende da altre: l’originalità autentica è davvero rara. L’eccellenza di solito deve vincere la prova del tempo, come in qualsiasi arte. Il pubblico, grazie a Internet, contribuisce sempre più a definire gli standard secondo cui viene giudicata la fotografia.

La più costosa fotografia della storia è la gigantesca fotografia Rhein II.

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Realizzata nel 1999 dal fotografo Andreas Gursky, è stata battuta all’asta di Christie’s nel 2001 per 4.3 milioni di dollari.

L’immagine, che misura 3 metri di lunghezza, ritrae in modo asettico le acque del fiume Reno.

Gursky lo descrive come il posto dove spesso andava a correre, vicino casa e che dunque conosceva bene. Un giorno scopre che la corrente del fiume, con un’inclinazione particolare della luce, produceva dei riflessi particolari, la massa di acqua formava un tessuto agitato e complesso che fluiva come un corpo all’unisono.

Gursky è un sociologo e artista contemporaneo, figlio e nipote di fotografi, che stampa in grande formato unendo diversi fogli.

I grandi formati presentano due aspetti. Il primo è la visione complessiva a distanza, mentre il secondo investe i dettagli minuti di tante piccole unità, simili le une alle altre, che formano l’insieme. Stare lontano, avvicinarsi e tornare indietro crea una particolare esperienza visiva, che tende ad annullare un senso chiaro di prospettiva e punto di vista.

Quando l’osservatore arriva a studiare i minuscoli dettagli, da pochi centimetri di distanza, è ormai immerso nella scena.

Lo stesso si nota nella foto 99 Cent, in questo celebre dittico che ritrae l’interno di un negozio “tutto a 99 centesimi”. La foto, scattata nel 2001, è stata battuta a Sotheby’s, Londra, nel febbraio 2007 per 3.3 milioni di dollari.

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