Il messaggio di Banksy sui migranti nei nuovi murales apparsi a Parigi

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Non è stato sicuramente un caso che la nuova serie di opere di Banksy è stata scoperta a Parigi a partire dallo scorso 20 Giugno, il World Refugee Day, e ad escludere definitivamente la possibilità di una coincidenza basta il luogo in cui è apparso il più significativo tra i suoi nuovi graffiti, vicinissimo a un ex-centro di prima accoglienza per migranti nell’area di Porte de la Chapelle: lo street artist più famoso (e discusso) al mondo è tornato a dire la sua, sempre in modo segreto e senza preavviso, e lo fa stavolta su un tema come quello dell’immigrazione, che sta infiammando il dibattito politico europeo proprio in questi giorni.

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AFP/Getty Images

L’opera che più ha colpito i passanti è quella della bambina che copre la svastica: su uno sfondo di quelli che sembrano vestiti da bambini, accanto a un orsacchiotto di peluche, una bambina coi riconoscibili tratti di una rifugiata è impegnata a coprire una svastica sul musro, col motivo di una tappezzeria rosa disegnato con una bomboletta spray, motivo molto simile a quello dell’opera Go Flock Yourself realizzata a Bristol nel 2009. Il viso della bambina è rivolto verso l’osservatore e lo sguardo è quello pietoso di una vinta che si prende sulle spalle il fardello di rendere il mondo un posto migliore. La foto qui sopra diventa ancora più significativa per la presenza di un giovane passante di pelle nera, a rappresentare la comunità di immigrati di prima e seconda generazione che vivono da lungo tempo in Francia.

Il dipinto fa parte di una serie di sette graffiti scoperti a Parigi a Giugno 2018, tra cui appaiono anche altre due opere dal forte impatto: un uomo d’affari che offre a un cane zoppo quello che sembra l’osso che lui stesso gli ha tagliato con la sega dentata che nasconde dietro le spalle, e una ardita reinterpretazione del Napoleone che attraversa le Alpi di Jacques-Louis David, in cui il cavallo è cavalcato da una figura avvolta da un velo molto simile a quelli d’uso comune nelle comunità medio-orientali.

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Una serie di lavori che ribadiscono temi noti dell’estetica di Banksy: la denuncia del capitalismo e dei poteri forti verso i deboli e la necessità di propugnare i diritti delle fasce sociali meno protette, nel segno di una giustizia più equalitaria, orientata alla solidarietà e a ciò che ci rende tutti umani allo stesso modo. I muri delle città-simbolo della società occidentale restano il palcoscenico migliore per un messaggio di questo tipo.

L’identità di Banksy resta ancora segreta, sebbene recentemente ci siano stati una serie di forti indizi che lasciavano intendere una possibile identificazione in Robert Del Naja, il leader dei Massive Attack. La teoria resta tutt’ora la più accreditata tra quelle che circlano intorno alla sua identità. Non esistono però conferme definitive.

Tra le ultime recenti attività che hanno fatto discutere c’è stata l’apertura del prestigioso Walled Off Hotel in Palestina, a pochissimi metri dal muro di separazione israeliano, decorato con opere dello stesso Banksy e capace di ospitare artisti del calibro di Elton John, Hans Zimmer, Tom Waits e lo stesso 3D dei Massive Attack nello speciale pianoforte del bar dell’hotel.

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