Proviamo a comprendere Twin Peaks 3

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Questo articolo rivela la trama e la spiegazione dettagliata della terza stagione di Twin Peaks, diretta da David Lynch, svelandone i significati e gli eventi descritti. Se ne suggerisce dunque la lettura solo ed esclusivamente dopo aver visto la serie, e non prima, per evitare di perdervi il gusto della prima visione.

Dopo così tanta attesa, possiamo finalmente lasciar andare un sospiro di sollievo e tracciare le linee di questa terza stagione della serie tv Twin Peaks, del maestro David Lynch.


Come ci eravamo lasciati

Anche se per molti il ritorno di Lynch alla direzione di Twin Peaks è stato un colpo di scena, questo era stato annunciato quasi esplicitamente dallo stesso regista nell’ultima puntata della seconda stagione. Laura Palmer, intrappolata nella Loggia Nera, dirà a Cooper che si rivedranno tra 25 anni e la sua previsione si è rivelata all’incirca azzeccata se consideriamo che questa puntata è andata in onda nel giugno 1991, per poi riprendere con la terza stagione nel maggio 2017.

Lynch aveva, nell’ultima puntata, lasciato tutti noi di stucco, impedendo a Cooper (quello originale) di venir fuori dalla Loggia Nera e mostrando già i primi segni di cambiamento dati invece dalla comparsa del suo Doppelgänger.

Per 25 anni dunque Cooper resterà intrappolato e nella terza stagione inizialmente le cose non sembrano cambiare: il vero Cooper tornerà completamente (e pienamente in possesso della sue facoltà mentali, tra poco vedremo perché questa precisazione) solo negli ultimi episodi. Prima di questi Cooper ritorna, seppur non pienamente cosciente, nel corpo di Dougie Jones. Nonostante un deficit cognitivo di una certa rilevanza (guardare la prossima foto per ricordare), Dougie riesce, spesso con un bel pizzico di fortuna, a rimettere a posto la sua situazione familiare e lavorativa.

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A spiegare come funzioni la faccenda dello “sdoppiamento” fisico ci pensano gli agenti delle FBI, mettendo luce anche su cosa fosse questa misteriosa unità chiamata Blue Rose. Questa era nata proprio per studiare alcuni di questi casi di sdoppiamento. E data l’esperienza ormai acquisita, assieme all’aiuto di Diane (che acquisisce finalmente un volto), non ci metteranno molto a comprendere che c’è qualcosa che non va nel Cooper che hanno di fronte.

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La vicenda del doppio cooperiano si intreccia a questo punto intrinsecamente con quella di Audrey Horne. Sappiamo che nelle prime due stagioni Dale ha sempre respinto le avance di Audrey, ma è possibile che le cose siano cambiate dopo il ritorno dalla black lodge. La stessa Diane aveva confidenzialmente rivelato un abuso che lei ha subito dallo stesso Cooper, che ci porta dunque ad ipotizzare un qualcosa di simile con la Horne. Il figlio di Audrey segue infatti un percorso parallelo a quello del presunto padre, anche se manca in lui l’autocontrollo e la sicurezza del malvagio Cooper, quasi per dimostrare che lui non è male autentico al 100%, ma quest’ultimo ha comunque in lui il sopravvento.

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La stessa Horne sembra essere frustrata, spenta, persino malignamente dispettosa e una conferma ci viene data nella puntata numero sedici, quando le cose acquistano senso con una esteticamente informale Audrey (senza trucco, capelli raccolti) rinchiusa in una stanza bianca.

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La fine della terza stagione

Passiamo alle puntate finali dell’ultima stagione. Il Bob/Cooper ha cercato delle coordinate, che rappresentano, come sapremo solo verso la fine, il luogo nel quale egli si incontrerà con gli altri personaggi principali: lo sceriffo e il suo staff. L’originale Dale Cooper, una volta ripresosi, consapevole del suo doppio in circolazione dopo i “colloqui” (se così possiamo chiamarli) della loggia, lascia la sua famiglia (che lo conosce come Dougie) con una promessa di ritorno e si avventura verso il luogo di incontro. Sarà decisiva una chiamata di Cooper allo sceriffo Truman, che nel frattempo era impegnato in una conversazione con il malvagio doppio e che rivela la reale identità del personaggio. Il malvagio Cooper dunque spara un colpo, mancando lo sceriffo e viene fatto fuori non dallo sceriffo, ma dalla segretaria del dipartimento Lucy.

L’annientamento però effettivo di Bob, che fuoriesce come una sfera nera dal corpo di Cooper, avverrà per mano (e che mano) di un marginale Freddy, il nuovo amico di James Hurley, che compie il suo destino attraverso il guanto che non sembrava voler venir via dalla sua mano destra. Improvvisamente la ragazza dagli occhi barrati scopre il suo mistero: lei è la vera Diane. Dallo schermo emerge in sovraimpressione una seconda immagine di Cooper che rivela che viviamo dentro un sogno, frase che pronunciò anche Philliph Jeffries (interpretato da David Bowie) prima di scomparire.

Quest’immagine scompare quando viene focalizzata una porta in un ambiente sconosciuto, che Cooper aprirà, invitando l’agente Cole e Diane a non seguirlo, con la chiave della sua stanza del Green Northen Hotel.

Ed eccoci tornare indietro con Cooper, ai momenti che precedono la morte di Laura Palmer: lo sfogo su James, il bacio d’addio. L’incontro che però sarebbe dovuto avvenire con Jacques Renault e Leo Johnson, prima dell’omicidio commesso da suo padre Leland, sembra essere interrotto dalla presenza di Cooper che Laura percepisce. Laura, anche non conoscendo personalmente Dale (che sarà incaricato del suo caso solo dopo la sua morte), ricorda di un sogno (in Fuoco Cammina Con Me) nel quale una sanguinante Annie, che giace affianco a lei, nel suo letto, le rivela che Cooper è intrappolato nella loggia nera e di annotare questo sul suo diario. Cooper prende per mano Laura per riaccompagnarla a casa. Lo dimostra la scomparsa del cadavere di Laura, che ha segnato la primissima puntata della serie, dal luogo del delitto. Ma le cose non vanno a buon fine, perché Laura scompare e la puntata si conclude con il suo urlo straziato.


Il significato dell’ultima puntata

Tra tutti quelli che si sono lanciati nella paradossale missione di rimettere a posto i pezzi (paradossale perché lo stesso Lynch chiede allo spettatore di non cercare di comprendere razionalmente e cronologicamente gli eventi e rifiuta per questo di dare qualsiasi spiegazione dei suoi lavori), alcuni hanno ipotizzato che le puntate 17 e 18 siano due finali che debbano essere posti su due linee parallele. Qualcosa di simile avvenne in Eyes Wide Shut (trasposizione del romanzo Doppio Sogno di Schintzler) di Kubrick, nel quale le scene del bizzarro convito orgiastico rappresentano oniricamente l’invito alla festa alla quale i due personaggi partecipano.

Personalmente non credo sia così e vi spiegherò perché: come è stato fatto notare, il rumore che si sente prima che sfugga la mano di Laura è lo stesso che il Gigante fa ascoltare a Cooper nella prima puntata della terza stagione, chiedendogli di ricordare i numeri 4 3 0 (le coordinate del luogo che raggiungerà con la macchina, insieme a Diane, nel quale avverrà una sorta di slittamento in un nuovo mondo), i nomi Richard e Linda (i nomi di Dale e Diane una volta avvenuto il salto spazio-temporale). Una volta letta la lettera d’addio di Diane (firmata con il nome di Linda), Dale comprende di aver fatto tutto nel modo giusto. È come se dunque il gigante avesse fornito all’agente Cooper una seconda alternativa, nel caso la prima (quella della puntata 17) non avesse dato i frutti sperati (anche se ci era andato molto vicino).

Dale riesce dunque a trovare, grazie all’aiuto di una collega, una cameriera del locale Judy’s (Judy è l’entità malvagia per eccellenza che ha catturato Philliph Jeffries): il corpo è quello di Laura Palmer, anche se lei non sembra riconoscere questo nome. Cooper vuole riportarla a casa della madre e dopo qualche insistenza ci riesce. All’arrivo però ci sono delle sorprese: i proprietari sono sconosciuti e affermano che gli ex inquilini non erano i Palmer. Quando Cooper però, in un lampo di genio, si chiede in che anno sono, Laura riesce a sentire le grida disperate della madre. Le urla tornano, così come nella puntata precedente e chiudono, almeno per ora, la serie. Difficile comprendere se dunque il tentativo di Cooper di entrare in un nuovo ciclo temporale per salvare Laura sia riuscito. Sembrerebbe di no. Tocca a Lynch smentirci.

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