The Sopranos: spaccato di un gangster attraverso la sua colonna sonora

Posted by

La serie cult The Sopranos è stata lo spartiacque che ha introdotto una nuova forma narrativa. “David Chase ha distrutto tutte le regole del piccolo schermo” scrivono su Rolling Stone, presentando un linguaggio crudo, realista, per affrontare temi che prima erano tabù, come l’adulterio, la violenza, il sesso. Un linguaggio diametralmente opposto a quello sottile, onirico, rappresentato da Twin Peaks di David Lynch.

In quella che il New York Times definisce “la più grande opera della cultura pop americana dell’ultimo quarto di secolo” emerge sin da subito qualcosa di straordinario. Così come in Dexter (come abbiamo analizzato in un articolo precedente), anche qui troviamo un protagonista “spaccato” in due: il gangster Tony Soprano, spietato nei suoi affari, pronto a tutto pur di realizzare i suoi desideri (in particolare quelli libidici con la sua amante, figura tipica che accompagna l’immaginario televisivo del mafioso). Ma Tony Soprano non è solo questo. Questa è l’originalità della caratterizzazione di questo personaggio. Vi è una seconda faccia della medaglia: una persona sensibile, affettuosa, alla ricerca di un dialogo soddisfacente, di un rapporto autentico (che non riesce a trovare con la sua amante, né con sua moglie, né con sua madre, con la quale c’è un rapporto conflittuale ed irrisolto), ma piuttosto con la sua psicoanalista, con la quale è in cura per degli attacchi di panico.

Piccola curiosità: attacchi di panico cominciati con la fuga di alcune anatre, di cui lui si prendeva cura, dalla sua piscina. Una metafora della dissoluzione familiare.

È proprio il tentativo di recuperare questo rapporto autentico il fil rouge della prima stagione. Ma c’è un problema: quella vita quotidiana criminale, con cui dover convivere. Lo squilibrio tra queste due esistenze, tra bene e male che si confondono in questo personaggio, è proprio ciò che ci fa apprezzare Tony Soprano: la sua rappresentazione della condizione umana, sospesi tra l’etico e l’anti-etico, ma alla ricerca sempre di un senso. Strano che sia un mafioso a prendersi questa responsabilità, questo peso, no?

La colonna sonora della serie è superba nell’accompagnare e marcare questo tema: The Beast In Me di Nick Lowe (poi ripresa anche da Johnny Cash), che chiude la prima puntata, porta in sé la consapevolezza di un mostro dentro di noi, ingabbiato da fragili sbarre e che ci induce ad invocare l’aiuto di Dio (di un senso, di un fine) che ci liberi da quella bestia in noi.

Un mostro che “fuori tutti vedono, vestito nei miei abiti”, in quei momenti di violenza, egoismo ed orgoglio, che oscurano l’angoscia del doppio. Quei momenti in cui Tony si sente quasi pre-destinato, segnato a quella vita, come mostra il testo della sigla che apre ogni puntata:

Well, you woke up this morning
Got yourself a gun
Your mama always said you’d be the chosen one
She said, you’re one in a million, you’ve got to burn to shine
But you were born under a bad sign with a blue moon in your eyes
And you woke up this morning
All that love had gone
Your papa never told you about right and wrong

Ma ciò che Tony dovrà fare, e noi con lui, è andare in direzione opposta: recuperare il peso della scelta, di essere chi vogliamo essere e non fermarci a giustificare ciò che accade come una necessità quasi genetica del tempo.

 

No votes yet.
Please wait...

Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.