Essere Tom Araya: il botta e risposta sulle uscite social del leader degli Slayer

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Tom Araya è una figura che in certi ambienti assume le fattezze di un feticcio semidivino, da dover adorare ponendosi poche domande per evitare che egli possa riversare la sua funesta ira sull’umanità tutta.
Qualcosa tipo il culto di Cthulhu per intenderci.
Ok, forse sto esagerando. O forse no.

Fin dagli anni ’80 Araya è stato il frontman implacabile di quel cavallo da guerra chiamato Slayer, fra gli ultimissimi baluardi della linea estrema del metal nato negli anni ’80 e (un po’ troppo) genericamente detto Thrash. Occhio che qui si riferisce al verbo To Thrash, cioè battere, picchiare, randellare, non alla spazzatura. Non sbagliate, sempre per la furia, quella che citavo qui sopra.

Negli ultimi tempi Tom sembra aver assunto la forma di un classico nonnino: barbone bianco e la chioma una volta indomabile che, pur conservando il suo spirito selvaggio, ora si rivela canuta ed adorabile nel senso meno metal possibile. E proprio quando anche il buon vecchio Tom sembrava esser diventato merce da nipotini eccolo tornare prepotentemente a farsi spazio fra le cronache.

Andiamo con ordine.

Qualche mese fa il profilo Instagram degli Slayer (si, hanno un profilo Instagram) ha postato una bella foto vintage del gruppo.
Bianco e nero, Kerry King con tutti i capelli, il compianto Hanneman e tanti bei ricordi.
Unica piccola aggiunta: Donald Trump photoshoppato proprio nel centro della bella cornice.

Apriti cielo (e Rainin’ Blood aggiungerebbe qualcuno).

In poche ore ha ricevuto migliaia di likes ed almeno lo stesso numero di commenti infuocati.
Unico rivendicatore del post: Tom Araya, manco a dirlo.

Il post è stato misteriosamente cancellato, evidentemente non da Araya che qualche giorno dopo ha caricato di nuovo la foto dichiarandosi sorpreso di avere a che fare con così tanti fiocchi di neve che hanno sentito il bisogno di fare commenti eufemisticamente critici sul loro nuovo presidente.
Un altro tornado di likes e odio, manco a dirlo.

Non pago, in una recente intervista con una stazione radio cilena ha rincarato: “Ecco cosa è diventata l’america. Un manipolo di persone che non avendo potuto avere ciò che volevano è furiosa. Non sanno neanche ridere di se stessi. Ho condiviso una immagine che ritenevo divertente ed è incredibile che si sia arrivati a questo. Siamo una nazione di frignoni”.

Well done.

Cosa rimane di tutto questo?
Ha veramente senso chiedersi se Araya sia un fascista o se sia solo un buontempone che ho fatto uno scherzo di dubbio gusto? O se veramente abbia perso lo smalto e stia facendo la figura del vecchio che scopre l’internet e si mette a fare del trolling neanche troppo ricercato?

E ancora: possiamo aspettarci delle spiegazioni e dei comportamenti retti da un gruppo così visceralmente votato a provocare reazioni e che ha dimostrato ancora una volta di saperlo fare molto bene dopo più di 30 anni di carriera?
E’ incoerente commentare stizziti di non essere più fan di una band che negli anni ha saputo orripilare praticamente tutte le categorie politically correct mondiali solo perché stavolta ha toccato qualcosa che si riteneva di primaria importanza.
Solo chi non ha mai ascoltato gli Slayer potrebbe essere così frettoloso da trarre un giudizio unicamente da questo ultimo episodio, chi non ha capito quanto le contraddizioni ed i conflitti siano le solide mura che hanno reso i californiani una pietra miliare del loro genere e perché no: della musica rock, che lo vogliate o meno.

Una strofa per tutte.
Tratta da Disciple, brano contenuto nell’ album God Hates us All, uscito l’11 Settembre del 2001, prodotto da quel mostro sacro di Rick Rubin:

I got my own philosophy
I Hate everyone equally,
You can’t tear that out of me.

Ruggito rabbiosamente per voi da Tom Araya, un cristiano che evidentemente è abbastanza sicuro di ciò in cui crede da non sentire il bisogno di reprimere chi non la pensa come lui.

Se cercate rassicurazioni (o begli assoli) negli Slayer siete fuori strada.

Continuiamo ad abboccare, che nonno Tom si diverte e continuerà ad essere più true di parecchi  ragazzini supponenti della musica Heavy odierna.

Ah, tanto per dire, persone seguite da @slayerbandofficial: 0
Rifletteteci.

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