David Bowie allo specchio: gli autoritratti del Duca Bianco dal 1978 al 1996

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Qualche tempo fa è stata messa in vendita all’asta la collezione privata di opere d’arte di Bowie, e in quell’occasione a noi è venuta anche in mente la sua collezione personale di dipinti. Per chi non lo sapesse, mentre era in vita David Bowie è stato anche un prolifico pittore: se siete interessati potete dare uno sguardo a questo sito, che raccoglie tutte le opere artistiche realizzate a partire dagli anni 50.

Scorrendo tra le sue opere ci siamo soffermati sui suoi autoritratti. L’autoritratto è la più narcistica delle rappresentazioni ma anche la più intima, dove ci si può rendere irreali o scavare nel più profondo inconscio. In entrambe le direzioni c’è comunque una rivelazione di sè, in termini di ciò che si è voluto nascondere (magari esaltando la propria immagine) e ciò che si è deformato. Guardando questi autoritratti, possiamo scorgere Bowie con i suoi occhi, senza trucco.

Il primo autoritratto risale al 1978, gli anni del Duca Bianco, e si ispira alla copertina del celebre Heroes pubblicato l’anno prima, mentre l’ultimo è senza data, e a noi piace pensare che sia lo studio per Life On Mars. Alcuni di loro hanno un aspetto vagamente vampiresco, quasi a confermare quella strana teoria che vi avevamo raccontato, sulla possibilità che Bowie sia in realtà un essere immortale. Noi ve li proponiamo tutti qui di seguito, in ordine cronologico, così da vedere l’evoluzione dell’immagine percepita da lui stesso durante gli anni. Un modo diverso, il più privato e profondo, di conoscere David Bowie.

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Autoritratto. 1978
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Autoritratto, 1980 (anno della hit Ashes To Ashes)
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Autoritratto, 1994
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The Dhead – Outside, Autoritratto, 1995 (utilizzato nella copertina dell’album Outside)
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Autoritratto, 1995
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Autoritratto, 1996
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Autoritratto, 1996
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Autoritratto, 1996
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Autoritratto / schizzo, senza data
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