L’opinabile gusto estetico del merchanidising Daft Punk

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Uno non è che fa notare certe storture perché gli è venuto il ciclo. Uno lo fa perché qualcuno certe cose dovrà pur dirle.

E perché esistono gli intoccabili.

Al giorno d’oggi, soprattutto nel mondo del web e dei social network, essere intoccabili significa fondamentalmente potersi permettere di fare qualsiasi cosa senza che nessuno osi alcuna opinione fuori dal coro. Nessuno che ne metta in dubbio l’efficacia, l’opportunità o anche semplicemente il gusto. E non è che gli manchi il coraggio, eh. Non lo fa perché le condizioni a contorno non lo portano ad osservare le cose con sguardo critico. Certe cose si devono adorare e basta, e se per sfortunata combinazione sei uno che vuole muovere una critica, sei solo uno sfigato. Invidioso. Impopolare. Troll. Un essere disgustoso, insomma.

daftcanottiera

Quindi succede che una volta conquistata una fama e un rispetto incondizionati e globali, tu intoccabile puoi tranquillamente sederti a osservare la tua popolarità e testarne ogni giorno la resistenza. Ad esempio pubblicando un disco costruito a tavolino con gli stili degli ospiti chiamati a collaborare, aggiungendoci di proprio solo un vocoder e vincendo una vagonata di Grammy. Oppure affidando interamente la propria immagine social ai responsabili del merchanidising, facendo delle proprie pagine fan semplici bacheche con le foto di cappellini, magliettine e chincaglierie varie acquistabili sul proprio sito ufficiale. Sicuri di vincere a prescindere. Sganciando le bombe e guardando di nascosto l’effetto che fa. Perché io so’ Daft e voi nun siete un cazzo.

daftyoyo

Sì, stiamo parlando dei Daft Punk. Più specificamente delle simpatiche sponsorizzazioni che occupano gran parte della loro fanpage e del sito ufficiale. Che a volte son fighissime, eh. Come quella della mug col vapore a forma di chiave di sol. Ma che a volte sono delle cagate immani, sia come prodotto che come estetica. Tipo quelle che potete osservare qui. Tipo il ragazzino vestito da samurai che lancia il daft yoyo, che sembra preso direttamente dalla pagina di cinesate tarocchissime. O il wannabe David Hasselhoff con la maglia della salute e il muscoletto timido che risalta in tutta la sua omosessualità al chiarore del tramonto. O ancora quella uscita nei giorni scorsi, con gli anelli d’oro a forma di caschetto pronti per i rocker di tutto il mondo. Le meraviglie dei daft gadgets sono anche per loro.

daftring

De gustibus, certo. Ma fa strano che nessuno abbia mai avuto da ridire sul fascino indiscutibile dei loro prodotti. Anzi, proprio l’esatto contrario. Non soltanto un coro unanime di approvazioni da parte dei fan, ma anche una caterba di segnalazioni da parte di giornalisti professionisti su testate tipo Hypebeast, Highsnobiety o Wired, tutte ad esaltare lo squisito gusto retrò di tale estetica. Perché è così che funziona con gli intoccabili. Uno può pubblicare stampe di una bruttezza indecente e tutti in brodo di giuggiole perché “OH MIO DIO, È COSÌ MERAVIGLIOSAMENTE RETRÒ!“. E così il successo porta altro successo per inerzia e uno può insistere e proporre la pubblicità del nuovo frisbee con una grafica che sembra ispirarsi all’ultima linea di assorbenti Nuvenia. Così, senza che nessuno dica nulla.

daftfrisbee

Ecco, volevamo solo farvelo notare, giusto perché nessuno lo aveva fatto finora. E sempre W internet, ovviamente.

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