📌 In questo approfondimento
La storia vera dietro Surviving Hurricane Otis su Netflix nasce dalle testimonianze dei marinai di Acapulco Marlon Valdez e Jonathan Chico, sopravvissuti all’uragano di categoria 5 del 2023 mentre svolgevano la pericolosa pratica del velar per fare la guardia agli yacht di lusso. Separare i fatti reali dalla finzione cinematografica mostra come la loro vicenda sia stata adattata per raccontare le disuguaglianze sociali in Messico, inserendo legami familiari inventati e una finta trama di estorsione. Analizzare il disastro reale aiuta a capire cosa sia successo davvero in mare e le ragioni dietro le modifiche introdotte dalla produzione.
Questa analisi è disponibile anche in inglese: The True Story Behind Netflix’s Surviving Hurricane Otis: What’s Real and What’s Fiction
Catastrofi naturali, storie vere, ed eroi che abitano alla porta accanto. La nuova produzione Netflix messicana è Surviving Hurricane Otis e ha tutti gli elementi per suscitare interesse generale. Il film ci presenta un’avventura inserita in una vicenda reale, l’uragano che ha distrutto Acapulco nel 2023, e la intreccia con temi che riguardano le diseguaglianze sociali, le dinamiche familiari e le tante cose che la gente è costretta a fare a causa della povertà dilagante.
I protagonisti di questo dramma sono Wirpul e Candi, e visto che il film è dichiaratamente tratto dalla storia vera, è naturale chiedersi cosa è reale e cosa è finzione nei fatti che vediamo nel film. È vero che lo yacht supervisionato da Wirpul è affondato e i due sono sopravvissuti in acqua fino alla fine del ciclone? E quanto c’è di vero nei fatti che vediamo nel finale, con la finta scomparsa di Candi e il risarcimento pagato dal proprietario dello yacht per coprire la faccenda?
Come sempre, distinguere i fatti reali dagli elementi aggiunti dalla produzione ci aiuta a capire il vero messaggio del film.
La storia vera di Surviving Hurricane Otis: l’uragano e la guardia agli yacht
L’uragano Otis è stato 100% reale ed ha davvero devastato l’area intorno ad Acapulco, generando danni per miliardi di dollari e costando la vita a decine di abitanti del luogo. È stato l’uragano più potente mai registrato fino a quel momento sulla costa pacifica dell’America del Nord e centrale, il primo uragano di categoria 5 che abbia mai toccato la terraferma. E le cose sono in effetti andate come ce le mostra il film su Netflix: all’inizio, l’uragano Otis era stato annunciato come una tempesta tropicale che non avrebbe dovuto arrivare alla costa, per poi trasformarsi nel disastro più grosso di sempre in quell’area.
Il passaggio dell’uragano ha causato 52 morti, 32 dispersi, e 12-16 miliardi di danni in totale. La storia di Wirpul e Candi è tratta da quella raccontata in prima persona da Marlon Valdez e Jonathan Chico a El Pais, alcuni mesi dopo il disastro: l’articolo che racconta il modo in cui i due sono sopravvissuti è ancora online sul sito messicano di El Pais e riflette abbastanza fedelmente quel che vediamo in Surviving Hurrican Otis: i due marinai erano stati pagati per fare la guardia a uno dei tanti yacht di proprietà dei ricchi dell’area, cercando di proteggerli dalla tempesta. All’arrivo dell’uragano, lo yacht è affondato, rendendo vano ogni sforzo da parte loro. Marlon e Jonathan sono finiti in acqua e sono riusciti a sopravvivere nell’occhio del ciclone, aggrappandosi ai resti che galleggiavano in acqua e riuscendo a raggiungere la costa, mentre molti altri marinai hanno perso la vita.
Si tratta di una pratica amaramente nota come “velar,” che può essere utile in casi di tempeste di potenza minore, ma che rivela tutta la sua assurdità in caso di uragani come Otis. I ricchi proprietari delle imbarcazioni lussuose ormeggiate sulla costa pagano dei marinai locali per “fare la guardia” (questo è il significato del verbo velar in spagnolo) durante le tempeste. In questo modo, per una paga relativamente bassa, quei marinai possono mitigare i danni che le tempeste possono causare, operando costantemente sulle cime per evitare che si spezzino, spostando la barca quando la tensione sulle cime è troppo forte, e garantendo che lo yacht non imbarchi acqua. Senza quelle costanti azioni di contenimento, è molto più probabile che le imbarcazioni vadano alla deriva e affondino. Per i ricchi proprietari, dunque, è un basso costo da sostenere per essere sicuri che le loro proprietà non subiscano danni troppo grossi durante una tempesta di media intensità.
Il problema emerso durante l’uragano Otis, però, riguarda il modo in cui la potenza di quell’uragano era stata sottostimata. Tutti i proprietari avevano agito come hanno sempre fatto per tempeste minori, e molti marinai si sono diretti verso le imbarcazioni sui moli prima dell’arrivo dell’uragano. Presto, però, è diventato chiaro che l’uragano sarebbe stato così potente che nessun marinaio avrebbe potuto farci nulla. La loro presenza in mare nel bel mezzo dell’uragano, dunque, si è rivelata inutile: il risultato è stato che molti poveri marinai del luogo hanno perso la loro vita, pagati dai ricchi proprietari per l’impossibile compito di salvare le loro imbarcazioni.

Il film Surviving Hurricane Otis, dunque, non è solo una testimonianza dei danni provocati dall’uragano del 2023, ma anche un ritratto delle difficili condizioni del Messico, con livelli di disuguaglianza sociale che provocano grosse ingiustizie. È un tema da sempre molto caro alla produzione cinematografica messicana, che abbiamo visto più volte su schermo, e che, in questo caso, serve per arricchire i contenuti di un film basato su un disastro naturale. Come ha spiegato lo stesso regista, il cattivo del film non è l’uragano, che è un semplice fenomeno naturale, ma chi ha causato livelli di povertà tali da costringere gli abitanti del luogo a mettere a rischio la propria vita per pochi pesos.
La parte di finzione e il finale del film
In quest’ottica, il film Surviving Hurricane Otis ha introdotto degli elementi di finzione intorno alla storia vera di Marlon e Jonathan. I due marinai hanno partecipato alla realizzazione del film, lavorando a stretto contatto col regista e prendendo perfino parte dentro la storia (la loro voce è quella che risponde alle richieste di soccorso inviate da Wirpul durante l’uragano). Nella storia vera, però, non ci sono legami familiari tra i due: quella di usare due fratellastri come protagonisti del film è un modo per far luce su dinamiche particolari che avvengono sul serio in Messico, sempre per via della povertà. Nel film, Wirpul e Candi sono figli di madri diverse ma dello stesso padre, la cui morte fa emergere le difficoltà di dover convivere nella stessa proprietà sebbene appartengano a nuclei familiari fondamentalmente differenti.
Anche le vicende che vediamo nel finale di Surviving Hurricane Otis fanno parte della narrazione cinematografica: non è vero che Wirpul ha finto la morte di Candi per strappare un risarcimento cospicuo da parte dei proprietari. Ma è una componente verosimile che si adatta facilmente alle condizioni economiche in cui i marinai del luogo si ritrovano: sfruttati, sottopagati e costretti a pratiche rischiose per piccoli guadagni. E se accade qualcosa di grave, chi sta in cima alla scala economica della società ovviamente pagherà prontamente chi di dovere per coprire la faccenda ed esonerarsi da qualsiasi responsabilità.
Nella storia vera, Marlon e Jonathan sono stati fortunati abbastanza da sopravvivere all’uragano Otis mentre molti altri hanno perso la vita. I due non hanno più fatto ritorno sul mare, hanno intrapreso carriere differenti (Marlon lavora in un hotel e Jonathan è diventato un programmatore), e ovviamente non hanno provato a truffare i proprietari che li avevano pagati per proteggere lo yacht. Quando raccontarono la loro storia a El Paìs, la giornalista espresse un commento che sapeva di profezia: “aspettate che Netflix venga a sapere di questa storia, e vedrete.” Tre anni dopo, la loro storia è effettivamente diventata un film.

