📌 In questo approfondimento
La serie Netflix Il Problema Finale adatta il romanzo di Arturo Pérez-Reverte trasformandolo in un omaggio a Sir Arthur Conan Doyle, collegando i personaggi di Basil ed Elisa direttamente alla mitologia classica di Sherlock Holmes. Rileggendo i delitti dell’isola attorno all’eredità di Irene Adler, l’adattamento crea un ponte tra la narrativa gialla dell’Ottocento e la serialità mystery moderna. Questa analisi esplora la spiegazione del finale di Il Problema Finale, sviscerando le sottili differenze con il libro e il significato più profondo dell’ultimo scambio di nomi del finale.
Questa analisi è disponibile anche in inglese: Netflix’s The Final Problem: The Series Ending, Book Differences, and the Conan Doyle Legacy
A un certo punto, mentre guardavamo Il Problema Finale su Netflix, non era più chiaro dove finivano i personaggi e dove iniziavano gli attori. L’ultimo episodio inizia e la serie si mantiene furbamente sul vago, senza dire esplicitamente dove si svolgono quei fatti. Vediamo i protagonisti parlare ancora della stessa storia vista nei primi tre episodi, ma da un luogo diverso, dentro situazioni parallele, mentre nel frattempo i personaggi diventano attori e le scene sembrano sul punto di essere girate da zero.
Sì, Il Problema Finale è una visione complessa, una di quelle che richiede una spiegazione dettagliata. E accanto a questa, c’è tutta una serie di informazioni che rendono la storia ancora più affascinante, a partire dal libro da cui è tratta e dall’eredità di Sherlock Holmes che impregna gli eventi dall’inizio alla fine. Insomma, questo è l’articolo definitivo su questa serie. Mettetevi comodi.
Che è successo nell’episodio finale de Il Problema Finale?
Per i primi tre episodi, la storia è chiara: Benjamin Basil, un attore famoso per avere interpretato Sherlock Holmes in passato, finisce bloccato nell’albergo di una piccola isola, Santa Águeda, insieme ad una manciata di altri individui, mentre una tempesta interrompe connessioni e comunicazioni col resto del mondo per giorni. In quei giorni avranno luogo tre omicidi, e Basil cercherà di risolvere il mistero e scoprire chi è stato l’assassino. Ma non ci riuscirà: dopo che la tempesta è passata, la polizia arriva e non trova prove sufficienti per arrestare nessuno. L’investigazione resta aperta e i protagonisti lasciano l’isola.
Il quarto episodio si svolge alcuni mesi dopo. I personaggi stanno girando un film basato sugli eventi accaduti a Santa Águeda qualche tempo prima: Basil è l’attore protagonista, Francisco Foxá lo scrittore e Fonseca il produttore. Simpaticamente, nella versione scritta da Foxá, l’assassino è Basil, che era proprio il sospetto espresso da lui nell’isola. È per questo che l’episodio finale si apre con la scena in cui Basil recita la parte dell’assassino che uccideva Klemmer. Come sottolinea lo stesso Basil, la scrittura è molto grossolana e ha grande margine di miglioramento.
In base a come comincia l’ultimo episodio, Basil ha convocato agli studios Adela Figueroa, la signora per cui lavorava la donna uccisa per prima nell’isola, Elisa Mander. Come spiega Basil, ha finalmente risolto l’ultimo problema e ora sa chi è l’assassino. Il problema finale era il classico enigma dell’omicidio in una stanza chiusa dall’interno (in inglese “locked-room mistery”), un contesto classico della letteratura di mistero che anche Conan Doyle trattò con Sherlock Holmes ne L’avventura della banda maculata. Una persona morta dentro una stanza chiusa a chiave, senza altre vie d’uscita: come si spiega?
Nel caso dell’omicidio di Elisa Mander, la spiegazione l’ha data Basil proprio nel set del film che sta girando: Elisa è stata uccisa, poi il suo scialle è stato steso per terra, la sedia posta sopra, la porta chiusa, poi l’assassino ha tirato lo scialle da sotto la porta e messo in scena la porta bloccata dall’interno. Dopo quell’omicidio, verranno uccisi anche Seruya, il dottore che aveva analizzato il corpo di Elisa, e Klemmer, un visitante tedesco presente nell’albergo. Basil convoca Adela lì per raccontarle la spiegazione del mistero: l’assassino è proprio lei, che non è Adela ma Elisa, mentre la donna morta è Adela.
La spiegazione de Il Problema Finale: Adela Figueroa ed Elisa Mander, chi è l’assassino e chi la vittima?
Adela Figueroa è una donna facoltosa, mentre Elisa Mander è la sua amica, che la segue ovunque come assistente personale. Entrambe le donne sono single e condividono spesso momenti insieme. Le due si somigliano anche molto fisicamente. Come scopriremo nell’ultimo episodio de Il Problema Finale, Adela chiedeva spesso a Elisa di scambiarsi: in questo modo, Adela poteva permettersi attività socialmente inaccettabili per una donna del suo prestigio, mentre la umile Elisa si godeva i privilegi dell’alta società. Questo però ha fatto sviluppare del rancore in Elisa, che si sentiva usata.
Quel rancore è il movente che ha spinto Elisa a uccidere Adela, prendendo il suo posto. Quella sera le due si erano scambiate identità, poi Elisa aveva seguito Adela e l’aveva uccisa, mettendo in scena la porta bloccata dall’interno. Tutti i presenti avevano creduto che la donna morta fosse l’assistente, Elisa, ma non è così. Questo Basil l’ha potuto provare mesi dopo, grazie ai documenti inviati dalla RAF, la Royal Air Force britannica: la donna morta era Adela, che non aveva alcuna allergia alle fragole (il cadavere aveva tracce di fragola sulle labbra), mentre la sopravvissuta è Elisa, che dai documenti del RAF risulta essere allergica. E infatti non assaggia nemmeno la torta al ristorante con Basil.
Elisa uccide Seruya, che aveva capito tutto e stava provando a ricattarla, e poi uccide anche Klemmer, l’ex-ufficiale SS che aveva ordinato la morte di suo marito durante la seconda guerra mondiale, anni prima. Era tutto premeditato, pianificato da Elisa non appena l’occasione si è presentata. E mentre procedeva a uccidere quegli individui, lanciava in parallelo la sfida a Basil, che per lei rappresentava un altro uomo su cui vendicarsi: tanti anni prima, quando Elisa era una giovane donna che voleva diventare un’attrice, Basil ebbe una breve storia con lei e poi la lasciò, dimenticandosi di lei immediatamente.
La serie, dunque, si chiude con un finale amaro: Elisa prova a uccidere Basil ma non ci riesce, poi lei svela a Basil il loro passato in comune, e questo fa cambiare idea all’attore su cosa fare. Basil non chiamerà la polizia e permetterà a Elisa di fuggire. Nelle battute finali, la serie introduce un altro cambio che confonde gli spettatori: lei si rivolge a lui come “Mr. Holmes” e lui a lei come “Mrs. Adler.”
A questo punto, occorre affrontare i libri che hanno ispirato questa serie.
Il libro Il Problema Finale e la connessione con Sherlock Holmes
Il libro che ha ispirato la serie su Netflix è il romanzo El Problema Final, pubblicato dallo scrittore spagnolo Arturo Pérez-Reverte nel 2023. La serie su Netflix segue abbastanza fedelmente la trama del libro, con un paio di cambi in termini di location (il libro si svolge in una piccola isola greca, e il finale ha luogo nella villa di Elisa sul Lago di Garda) e di nomi dei personaggi. Il romanzo di Pérez-Reverte è ovviamente un omaggio a Sherlock Holmes, ma anche all’attore che lo interpretò nei film degli anni ’40, l’inglese Basil Rathbone.

Il Problema Finale, eppure, è anche un racconto di Conan Doyle. Pubblicato nel 1983, segue una storia del tutto differente, e doveva essere l’opera che poneva fine alla vita di Sherlock Holmes. È anche il racconto in cui Conan Doyle introduce per la prima volta il professor Moriarty, che poi passerà alla storia come il rivale storico dell’investigatore (ne abbiamo parlato di recente con l’uscita di Young Sherlock). Il racconto termina con Watson convinto che sia Holmes che Moriarty siano morti dopo una colluttazione sulle cascate Reichenbach, in Svizzera. Conan Doyle riporterà in vita Sherlock Holmes nelle opere successive, e anche Moriarty verrà citato più volte in futuro. Ecco perchè il riferimento a Moriarty è così presente nella serie su Netflix.
“Mrs Adler,” invece, si riferisce a Irene Adler, la protagonista femminile di un altro racconto della serie Sherlock Holmes, Uno Scandalo in Boemia. Irene Adler sarà l’unica donna che riuscirà a sfuggire alla giustizia e a Sherlock Holmes. Nel libro, Holmes finirà per sviluppare un profondo rispetto per lei, parlando di lei come “la donna” e chiedendo di tenere una sua foto, come ricordo dell’unico essere femminile capace di sconfiggerlo intellettualmente.
Nel finale della serie, Basil chiude dicendo “quindi non era Moriarty ad operare nell’isola. Era Irene Adler.” È il suo modo di ammettere che la persona che aveva fatto fallire il suo acume investigativo non era stato un rivale maschile, ma una donna, proprio come accaduto allo Sherlock Holmes originale in Uno Scandalo in Boemia. Elisa dimostra di conoscere bene quel racconto, e i due chiudono il cerchio salutandosi e chiamandosi con quei nomi: in questo modo, la serie termina con un filo conduttore invisibile che parte dai libri originali di Conan Doyle e termina su Netflix nel 2026, passando attraverso un romanzo spagnolo di qualche anno prima. E noi, lettori e spettatori, ringraziamo.
