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The Perfect Lie: chi ha spinto Hanneke, il mistero del finale e le differenze con il libro

📌 In questo approfondimento

Il thriller psicologico di Netflix The Perfect Lie trasforma il romanzo del 2004 The Dinner Club di Saskia Noort in un intreccio di incendi dolosi nei quartieri alti, riciclaggio di denaro e finti incidenti. Se da un lato la morte di Evert nasce dal disperato tentativo di Babette di tenere sotto controllo il suo matrimonio, dall’altro la serie lascia il destino di Hanneke su un calcolato finale sospeso. Questa analisi svela chi ha spinto Hanneke dal balcone, fa luce sull’intruso nella stanza d’ospedale nel finale e mostra le differenze fondamentali rispetto al libro originale.

Questa analisi è disponibile anche in inglese: The Perfect Lie: Who Pushed Hanneke, the Ending Mystery, and How It Differs From the Book

Storicamente, la trama di The Perfect Lie è sempre stata considerata particolarmente complessa. La serie è tratta dal libro The Dinner Club, pubblicato dall’autore olandese Saskia Noort nel 2004, ed era già stato tratto un film da quella storia, diretto da Robert Jan Westdijk nel 2010. Una vicenda ben nota nei Paesi Bassi, dunque, che il pubblico scopre oggi attraverso una serie distribuita nel palcoscenico internazionale da Netflix.

La complessità della trama originale resta, e anzi viene persino portata più in là. Differenze sostanziali sono state introdotte alla storia per The Perfect Lie, e dietro queste si nascondono le risposte a tutte le principali domande che abbiamo: sappiamo chiaramente come è morto Evert, ma chi ha spinto Hanneke dal balcone di casa? Chi è l’oscura figura che entra nella sua stanza di ospedale nel finale della serie, e in che modo questo dettaglio differisce dalla storia originale?

The Perfect Lie: la guida ai personaggi principali

The Perfect Lie si apre con l’evento cruciale che scatena gli eventi: l’incendio che distrugge la casa di Evert e lo uccide. Da lì, attraverso i flashback, scopriamo che Evert fa parte di un gruppo di amici affiatati che include in tutto quattro coppie. Ecco il dettaglio di ognuno dei personaggi principali:

  • Evert: l’uomo che muore all’inizio della serie. È il proprietario di una palestra insieme a Simon, e come scopriremo più avanti, aveva dei problemi di coppia con sua moglie Babette.
  • Babette: la moglie di Evert, con cui ha due figli.
  • Simon: co-proprietario della palestra con Evert, e responsabile della circolazione delle sostanze stimolanti illegali all’interno della palestra. È sposato con Patricia.
  • Patricia: figlia di un ricco imprenditore con le mani in pasta nella criminalità.
  • Hanneke: Sposata con Ivo, con cui sembra esaurita la scintilla della passione. È attratta da Evert, che si confida con lei dei suoi problemi personali
  • Ivo: il marito di Hanneke, di cui si fida Babette. Anche lui ha un segreto: un lato omosessuale che sfoga in palestra, all’oscuro di sua moglie.
  • Karen: la protagonista con cui da spettatori condividiamo il punto di vista. È l’ultimo arrivo nel club, una giornalista recentemente vittima di uno scandalo mediatico che l’ha (ingiustamente) dipinta come una leader tossica. Cerca di scoprire la verità su quanto acccaduto e, tra le varie vicende, sviluppa una breve storia con Simon
  • Michel: marito di Karen, commercialista che rispetta strettamente la legge. A causa della perdita del lavoro di Karen e del conseguente scandalo, però, si sente costretto ad accettare la proposta di Simon, mascherando il riciclaggio di denaro che avviene nei conti della palestra.

Le vicende degli otto personaggi di The Perfect Lie si intrecciano costantemente, e ognuno di essi lascia emergere un lato oscuro e dei segreti che li rendono ricattabili. È per questo che la verità fa così fatica a venire a galla.

Come è morto Evert?

Dall’incendio all’inizio della serie, Evert ne esce fuori morto, e scopriamo che sia la moglie Babette che i due figli avevano tracce di sonnifero nel sangue. Dopo una breve investigazione della polizia, viene stabilito che è stato Evert ad agire intenzionalmente, cercando di uccidere l’intera famiglia. Apparentemente, una tragica conseguenza della depressione conseguente alla decisione di divorziare che lui e Babette avevano preso.

La spiegazione però non quadra per chi conosce bene Evert. Tutti lo vedono come una persona che stava lottando, e sembra strano che si sia tolto la vita. Hanneke, in particolare, aveva un rapporto molto stretto con Evert e lentamente scopre alcuni dettagli sospetti. Prima di tutto, Babette non è un angelo: si comporta con Evert in maniera manipolativa e aggressiva, e lo ha minacciato più volte fisicamente per la sua scelta di allontanarsi. Tra i due c’è una strana dinamica, girano registrazioni delle loro conversazioni private ed entrambi appaiono a tratti come estremamente aggressivi nei momenti difficili.

The Perfect Lie | Official Trailer | Netflix

E poi c’è la vicenca della palestra con Simon. I due sono co-proprietari, ma Simon si occupa dei conti in maniera esclusiva, e sta usando la palestra per riciclare i proventi delle sostanze che vende ai clienti. Evert ne è all’oscuro, e vuole vederci chiaro, cosa che sta scomoda sia a Simon, sia a Patricia, che sotto pressione del padre vuole che Evert sia rimesso a posto. Il padre di Patricia è un criminale che ha investito nella palestra quindi fa pressioni perché il suo investimento sia protetto: per questo inserisce suo figlio nello staff per osservare, e spinge Patricia a rivelare pubblicamente i problemi di alcolismo di Evert così che si prenda una pausa dalla palestra.

La verità la scopre Karen nell’episodio finale, attraverso quell’ultima registrazione ancora presente nello smartphone ora in possesso del figlio di Evert: quella notte Babette aveva invitato Evert in casa dandogli l’ultima possibilità di fare un passo indietro e tornare insieme. Evert, a malincuore, le dice che non può, e allora Babette dà inizio al suo piano: porta ai bambini il latte con i sonniferi, e mette il sonnifero anche nel té di Evert. Quando inizia a fare effetto, dà fuoco alla casa. Il figlio Beau, però, non ha bevuto il latte, e il fumo lo sveglia: cerca di salvare il padre, la polizia arriva, ma non c’è nulla da fare. Evert muore per l’incendio appiccato da Babette, originariamente un tentativo di uccidere l’intera famiglia, ma la cui unica vittima alla fine è Evert.

Tutto questo noi lo scopriamo man mano che la trama si evolve. Hanneke è stata un’amica fidata di Evert negli ultimi giorni prima della sua morte, quindi dobbiamo presumere che anche lei a un certo punto scopra tutto quello che stava capitando ad Evert, o perlomeno lo sospetti. Il che ci porta all’altro evento misterioso di The Perfect Lie

The Perfect Lie, la spiegazione del finale: chi ha spinto Hanneke dal balcone?

Qualche giorno dopo la morte di Evert, Hanneke ha un’incidente che quasi la uccide: è caduta dal balcone della casa di Patricia in cui stava, e la polizia capisce subito che qualcuno era in quella casa quella notte.

Chi ha spinto Hanneke dal balcone? Man mano che ci avviciniamo al finale di The Perfect Lie, sia noi sia i personaggi sviluppano il forte sospetto che sia stata Babette: la sua gelosia per la connessione che si sta sviluppando tra lei e suo marito Evert è un movente chiaro. Babette alla fine verrà arrestata per l’incendio, e viene spontaneo accusarla anche di aver tentato di uccidere Hanneke.

Babette però lo nega, sia ufficialmente alla polizia che privatamente alla sua amica Karen. E noi, in realtà dobbiamo crederle: quando Hanneke sta per svegliarsi dal coma in ospedale, appare una minacciosa figura che entra segretamente nella sua stanza d’ospedale, e che ovviamente è lì per finire il lavoro ed evitare che Hanneke parli. La serie termina nel preciso istante in cui quella figura attraversa la porta, quindi non abbiamo risposte esplicite dalla serie. Ci tocca lavorare sugli elementi a nostra disposizione per fare le naturali deduzioni.

Se diamo per scontato che quella figura misteriosa sia la stessa che abbia spinto Hanneke e che sia ora lì per ucciderla definitivamente, abbiamo la prova che non si tratti di Babette, che nel finale della serie è in prigione. Ci sono tre persone che hanno mentito al momento di fornire i loro alibi per la notte dell’incidente di Babette: Karen, Simon e Patricia. Karen e Simon erano insieme nella loro relazione segreta, quindi tutto lascia intendere che quella che ha spinto Hanneke dal balcone e che appare nel finale di The Perfect Lie per ucciderla sia Patricia.

Patricia ha in effetti molte ragioni per ritenere Hanneke una minaccia. Se Hanneke ha scoperto davvero il giro di sostanze in palestra e il coinvolgimento di Simon, ci sarebbe voluto poco prima che la verità sarebbe venuta a galla. Patricia, dunque, agisce nuovamente per proteggere il business di suo marito e gli investimenti di suo padre, eliminando una potenziale testimone scomoda. L’incidente di Hanneke infatti avviene a casa di Patricia e Simon, e i due diranno alla polizia che Hanneke era lì perché aveva le chiavi.

The Perfect Lie vs. The Dinner Club: Le differenze tra la serie e il libro di Saskia Noort

Chi ha letto il libro originale avrà notato alcuni cambiamenti adottati dalla serie. Nel libro originale, l’operazione di riciclaggio di Simon avviene fuori dai confini nazionali, ma tutti i mariti del club ci avevano investito, quindi era diventato un problema per tutti i protagonisti, non solo per Evert. Anche nella storia originale Evert muore per via dell’incendio appiccato da Babette.

Hanneke, invece, era colei che aveva le prove del riciclaggio di denaro perpetrato da Simon, ed è questo che porterà alla sua morte. La storia originale termina con Hanneke che in effetti muore, e con la consapevolezza che Simon e Patricia agiscono insieme, eliminando ogni minaccia che possa portare alla luce la verità.

Official promotional poster for the Netflix series The Perfect Lie featuring the main cast ensemble.

Un film corale in cui nessuno si salva

Ognuno dunque è colpevole di qualcosa in The Perfect Lie. La serie finisce con Karen che prova a ricostruire il suo rapporto con Michel dopo le vicende, mentre Simon e Patricia sono esonerati da qualsiasi condanna per via delle connessioni potenti del padre di Patricia. Babette è l’unica che pagherà per ciò che ha fatto, mentre il percorso di Hanneke termina non appena la misteriosa figura entra nella sua stanza d’ospedale.

Il finale platealmente aperto è una tecnica sempre più usata dalle serie moderne, per lasciare la porta aperta a possibili nuove stagioni. La cosa sta prendendo una piega particolarmente aggressiva, come abbiamo visto di recente con The Beauty, Scarpetta, e The Shards. Questa volta, l’obiettivo era stimolare la nostra naturale capacità deduttiva e trovare il secondo colpevole attraverso gli elementi a nostra disposizione. La storia di The Perfect Lie termina qui, non ci sarà una secodna stagione, e tocca a noi condurre le analisi del caso.

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato è il fondatore e Direttore Editoriale di Auralcrave. Ingegnere di formazione con un background in psicologia e life coaching, è analista culturale e scrittore professionista dal 2008. Carlo è specializzato nell'estrarre significati nascosti e intenzioni umane dalle storie globali di tendenza, unendo il rigore scientifico a una lente umanistica per spiegare l'impatto psicologico dei nostri momenti culturali più significativi.View Author posts