The Strangers: la spiegazione e le storie vere dietro al film

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Questo articolo rivela elementi importanti della trama e della spiegazione di The Strangers di Bryan Bertino, svelandone il significato, gli eventi e le prospettive migliori per apprezzarne i pregi. Se ne suggerisce dunque la lettura solo ed esclusivamente dopo aver visto il film, e non prima, per evitare di perdervi il gusto della prima visione.

I film sulle intrusioni in casa sono tra i più efficaci e spaventosi all’interno del genere horror. Questo perché si avvicinano a una paura reale di molti di noi, sperimentata e provata nella vita quotidiana. E nel filone dei film “home invasion”, The Strangers del 2008 è sicuramente uno dei più amati, in grado di offrire tutto quel che un classico horror ha bisogno: cattivi mascherati dall’aspetto inquietante, il male che si presenta come inspiegabile e inarrestabile, e la sensazione che la storia non si fermerà.

La spiegazione e i significati del film

Ci sono alcune domande che emergono dopo aver visto il film, cercando di capirne i simboli e dandosi una spiegazione. Proviamo a dargli una risposta insieme.

Perché i tre estranei fanno tutto questo?

È la domanda che Kristen fa ripetutamente ai tre invasori alla fine del film. E la risposta è tanto semplice quanto enigmatica: “perché eravate in casa”. Il senso dello scambio è che non c’è un vero motivo dietro la malvagità, e questo rende il male ancora più spaventoso, perché si presenta senza una logica. Non c’è nessun movente, nessuna vendetta, nessun legame con le storie personali dei protagonisti. Tre psicopatici vanno in giro a terrorizzare gente nelle proprie case, per il semplice gusto di farlo.

Cosa significa la frase “la prossima volta sarà più facile” pronunciata dalla pin-up girl?

In una delle scene finali del film, i tre fermano un paio di ragazzi che distribuivano volantini religiosi. Una delle ragazze scende dal pick-up e chiede se può averne uno, poi torna in macchina. La pin-up girl commenta: “la prossima volta sarà più facile.” Il senso più probabile qui è che con un volantino in mano, la prossima volta che vorranno approcciare una casa isolata per i loro giochi crudeli, sarà più facile entrare in primo contatto con chi vive in casa con un volantino religioso (la ragazza a parlare è quella che bussa alla porta della casa nella prima parte del film, con una scusa debole). Ciò è segno che i tre non si fermeranno, e che quanto visto nel film è una routine collaudata destinata a ripetersi.

Secondo una teoria alternativa dei fan, gli omicidi del primo film sarebbero una sorta di rito di iniziazione per Dollface, la più piccola dei tre, apparentemente alle prime armi con quel genere di attività. Con la frase “la prossima volta sarà più facile”, l’altra ragazza rassicura Dollface che col tempo le difficoltà che ha trovato saranno superate.

Krysten è viva alla fine del film?

L’urlo finale della protagonista nell’ultimo fotogramma del film è sicuramente un espediende horror utile a chiudere il film con un ultimo spavento. Ma è anche la prova che la protagonista resta viva. Le pugnalate che ha ricevuto evidentemente non erano state letali.

Le tre storie vere che hanno ispirato il film

Esistono tre diverse storie realmente accadute che sono servite da ispirazione al film. Eccole:

  1. L’omidicio di Sharon Tate del 1969: è una delle storie più tristemente note nella cronaca nera americana, con la mente di Charles Manson alle spalle e film come C’era una volta… a Hollywood che ne hanno parzialmente ripercorso gli avvenimenti. Un gruppo di intrusi irrompono nella casa della diva di Hollywood e uccidono tutti in maniera furibonda. La storia completa è raccontata in questo articolo.
  2. I Keddie Cabin Murders del 1981: anche questa è una vicenda molto nota negli Stati Uniti. Quattro persone che vengono uccise nel loro appartamento, senza una ragione e senza un colpevole accertato. Vi abbiamo raccontato la storia qui.
  3. Un’esperienza reale del regista da bambino: quando Bryan Bertino era piccolo, una notte sentì degli sconosciuti bussare in casa e si spaventò. Gli estranei in quel caso capirono che la casa era occupata e proseguirono oltre. Qualche tempo dopo, il regista scoprì che in altre case, se gli intrusi non ricevevano risposta, penetravano in casa e la saccheggiavano.

All’inizio la voce narrante presenta Kristen McKay e James Hoyt come due individui realmente esistiti, ma non c’è traccia di vittime con quei nomi nella cronaca reale. Kristen McKay e James Hoyt non sono reali, ma le storie di omicidi che hanno ispirato il film lo sono.