Keddie Murders: il massacro della cabina 28

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Connecticut, Novembre 1980. È un periodo difficile per i coniugi Sharp. Glenna Susan, la madre di famiglia, ha deciso di lasciare il marito, James Sharp, con l’intenzione di cominciare una nuova vita. Si trasferisce così, insieme ai suoi cinque figli, nella contea di Plumas, precisamente a Keddie.

Keddie è una piccola comunità rurale, dove si affittano bungalow a prezzi accessibili. Susan decide di stabilirsi nella Cabina 28, insieme ai figli John, Sheila, Tina, Rick e Greg (dai 15 ai 5 anni).

La vita scorre regolarmente e ben presto gli Sharp si adattano alla nuova abitazione. Keddie è un posto tranquillo e sembra la scelta giusta per cominciare un nuovo percorso. Purtroppo questa situazione sarà destinata a stravolgersi, e lo farà nel peggiore dei modi.

Il massacro

11 Aprile 1981. Quella sera a casa degli Sharp sono presenti Susan e i figli Rick, Greg e Tina, che hanno ospitato a casa un loro amico e vicino, Justin Smartt (12 anni). Il figlio più grande John fa invece ritorno un po’ più tardi, dopo aver passato la serata fuori, e porta nell’abitazione anche una sua amica, Dana Hall Wingate. La figlia Sheila invece, ha deciso di passare la nottata a casa dei Seabolt, una famiglia che viveva nella cabina accanto.

12 Aprile 1981. Sono le 7 di mattina e Sheila sta tornando a casa sua, dopo il pigiama party della sera precedente. Arriva nell’abitazione, apre la porta e si trova davanti uno scenario agghiacciante. Tre cadaveri. Si tratta di Glenna, John e Dana. Sono stati legati con del nastro adesivo e dei fili metallici. Tutte le vittime sono state picchiate con un martello. Glenna e John sono stati anche accoltellati, mentre Dana è stata strangolata. Un vero e proprio massacro. Dell’altra figlia, Tina, non c’è nessuna traccia. Sembra essere scomparsa. Rick, Greg e Justin sono rimasti in vita. Quello che emerge è che durante la carneficina si trovavano in camera da letto.

Sulla scena del crimine vengono ritrovati due coltelli e un martello.

Le indagini

Cominciano le indagini, ma sembra che nessuno abbia visto niente di particolarmente strano quella notte. Soltanto una coppia di vicini riferisce di aver sentito un suono, come un urlo strozzato, all’una e mezza, ma non sono riusciti a capire da dove provenisse.

Successivamente Justin, l’amico di famiglia sopravvissuto, dice di aver sognato due uomini dentro quella casa, la notte degli omicidi. Fornisce anche una descrizione dei soggetti, uno con baffi e capelli lunghi, l’altro con i capelli corti.

Il bambino viene sottoposto anche ad una seduta di ipnosi, durante la quale farà delle dichiarazioni interessanti. Secondo il suo racconto quella sera si trovava in camera da letto, quando sente dei rumori provenire dal soggiorno. Decide così di andare a vedere, trovando Susan a discutere con due uomini. In seguito vide rientrare anche John e Dana, e da quel momento scoppia una rissa. Si sarebbe svegliata anche Tina, la quale entra nella stanza, ma viene portata fuori da uno dei due sconosciuti.

Attraverso gli identikit forniti da Justin, gli inquirenti risalgono a due sospettati : Martin Smartt e John “Bo” Boubede. Martin Smartt è il patrigno di Justin, il quale vive insieme a lui e alla madre Marylin nella cabina 26, poco distante dalla casa delle vittime. John Boubede è invece un amico di Martin, che si trovava a Keddie durante i giorni degli omicidi. Pare che l’uomo avesse contatti con la criminalità organizzata.

La posizione dei due è particolarmente sospetta. Le dichiarazioni di Martin e John durante gli interrogatori non convincono gli inquirenti. In una delle sue testimonianze, Martin Smartt afferma di aver perso un martello da casa sua. Un dato che fa scattare grossi dubbi agli agenti. Il sospettato viene sottoposto anche ad un test della macchina della verità. L’uomo passa il test, ma su di lui e John rimane un grosso punto interrogativo, che sarà destinato a prolungarsi per molto tempo.

Nel frattempo gli anni passano, e i misteri si infittiscono. Oltre a risolvere il caso, resta da capire che fine ha fatto Tina, la figlia scomparsa in quella terribile notte.

Il 22 Aprile 1984, tre anni dopo gli omicidi, vengono rinvenuti una parte di teschio e di una mandibola umani a Camp Eighteen, nella Contea di Butte, una località distante circa 160 km da Keddie. Dopo gli esami arriva un’amara scoperta, si tratta dei resti di Tina Sharp.

Anni dopo emergerà che l’ufficio dello sceriffo della Contea aveva ricevuto, poco dopo il ritrovamento dei resti, una chiamata da parte di un anonimo, il quale dichiarò che si trattava del cadavere di Tina, di fatto anticipando i risultati dell’autopsia. Un fatto piuttosto strano, che tutt’oggi rimane inspiegato.

Passa altro tempo, e il caso resta bloccato, avvolto da una nebbia grigia e impenetrabile.

Nel 2004 la cabina 28 viene demolita.

Nel 2008 Marylin Smartt affermerà in un documentario di sospettare fortemente che il marito Martin e John Boubede fossero i responsabili del massacro. La donna dichiara che la sera degli omicidi aveva accompagnato i due in un bar, e di aver fatto ritorno a casa alle 23, lasciandoli da soli nel locale. Intorno alle 2 di quella stessa notte Marylin si era svegliata e aveva visto Martin e John, i quali stavano bruciando degli oggetti nella stufa.

I due sospettati però sono entrambi morti, Martin nel 2000 a causa di un cancro, e John nel 1988.

Negli ultimi anni il caso si è riacceso, grazie anche all’interesse dell’investigatore Mike Gamberg, che si dichiara deciso a risolvere il mistero.

Il 24 Marzo 2016 viene alla luce una nuova scoperta. In uno stagno nelle vicinanze di Keddie viene rinvenuto un martello, che corrisponde alla descrizione fornita da Martin riguardo al martello che aveva perso. Nel 2018 Gamberg dichiara che, attraverso le analisi del DNA su un pezzo di nastro adesivo della scena del crimine, è stato possibile identificare un soggetto, e che si tratterebbe di un sospettato vivente. Secondo la teoria dell’investigatore, gli omicidi vedrebbero coinvolte più persone, e tuttora sta svolgendo i suoi accertamenti.

A distanza di 39 anni, il massacro di Keddie rimane uno dei casi più contorti e indecifrabili di sempre. Una carneficina su cui ancora oggi non è stato possibile risalire alla verità, lasciando molte domande aperte. Martin Smartt e John Boubede sono gli assassini? Hanno agito da soli?

Nel frattempo la vicenda continua a far parlare di sé, lasciando accesa una luce di speranza per poter giungere ad una soluzione.

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