Il Metaverso: cos’è, quando arriva e cosa significa per noi

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Tra le varie direzioni che sta prendendo il futuro, più o meno coraggiose o rischiose, non c’è solo la visione lunga e per certi versi estrema del transumanesimo. Qualcosa che accadrà molto prima, e che sta già prendendo forma sotto i nostri occhi, è il metaverso. Un concetto ampio che introduce un nuovo molto di vivere il mondo digitale.

Che cos’è il Metaverso?

“Metaverso” è un termine che circola in realtà già dagli anni ’90, ma ha iniziato a essere sulla bocca di tutti soprattutto dal 2021, quando Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, ha annunciato il rebranding dell’azienta Facebook in Meta Platforms, lasciando intendere che il futuro è adesso focalizzato sulla creazione del loro metaverso.

Per metaverso si intende una realtà virtuale in cui in futuro sarà possibile vivere quasi ogni tipo di esperienza e sensazione della vita reale. Si entrerà nel metaverso probabilmente tramite dispositivi per la realtà virtuale, come attualmente i visori Oculus (acquisita da Facebook nel 2014, che permettono di vedere in 3 dimensioni all’interno del mondo virtuale). L’idea però va oltre, e nel prossimo futuro la tecnologia vuole permettere di dare spazio a tutti e cinque i sensi, offrendo la possibilità di sentire odori e sapori, o toccare oggetti.

Dentro il metaverso avremo una nostra presenza fisica, un corpo virtuale simile a quello reale, il nostro avatar. E nel metaverso ci saranno luoghi in cui potremo fare qualsiasi cosa. Uffici virtuali dove lavorare, luoghi di ritrovo in cui giocare o interagire. L’aspetto ludico si potrà tradurre in competizioni sportive 3D, o guerre simulate. L’intrattenimento potrà avere una dimensione innovativa. Si potrà costruire o comprare casa. Si potrà ballare, ci si potrà toccare. O si potrà evitare che ciò avvenga, come da poco annunciato da Facebook come punto di attenzione: gli utenti dovranno essere in grado di impostare uno spazio personale che non potrà essere violato.

Chi popolerà il metaverso? Fondamentalmente chiunque voglia esserci. Le persone ci saranno sottoforma di avatar. Le aziende sottoforma di edifici, o servizi offerti, all’interno della realtà virtuale. Le agenzie immobiliari potranno offrire le proprie esperienze allinterno del metaverso, ad esempio, come le normali attività di intrattenimento quali le piste da bowling o i luna park.

Quando esce il Metaverso?

La presentazione di Zuckerberg di Ottobre 2021

Le tecnologie non sono ancora abbastanza evolute per realizzare una versione completa del metaverso, ma la previsione di Meta Platforms è che lo saranno nel giro di un arco di tempo che va dai 5 ai 15 anni da adesso. Una sorta di metaverso completo potrebbe dunque arrivare tra il 2025 e il 2035.

Nel frattempo, esistono già delle realtà che permettono un primo assaggio di ciò che sarà. C’è Decentraland, che ha già oltre 300mila utenti mensili, una propria criptovaluta ufficiale (MANA) e un mercato in cui si effettua la compravendita di oggetti, che di fatto rappresentano NFT a tutti gli effetti. C’è Sandbox, anch’esso con una propria criptovaluta ufficiale (SAND) e un mercato immobiliare già attivo (LAND). E c’è anche Horizon Worlds, il gioco in realtà virtuale promosso da Facebook e inaugurato ufficialmente a Dicembre 2021.

Presto vivremo interamente nel Metaverso?

È la questione etica che presto il mondo inizierà a farsi più seriamente. Perché è ovvio che sarà sempre una libera scelta, come oggi è una libera scelta quella di vivere senza uno smartphone o un account nei social network. Ma nel momento in cui tutti saranno nel metaverso, bisognerà misurare quali zavorre si porterà chi decide di non averci nulla a che fare. Inoltre, dovremo fare i conti con la somiglianza sempre più forte che ci sarà tra l’esperienza nel mondo reale e quella nel mondo virtuale: tanto più questi due mondo saranno uguale, tanto più gli individui potrebbero perdere motivazione a vivere il mondo reale, spendendo sempre più tempo nel metaverso, tra giochi che non hanno mai pause, identità che possono avere molto più successo e bisogni più contenuti (non serve un grande appartamento per vivere in maniera confortevole, basta una stanza ben attrezzata).

Dietro a ogni grande progresso tecnologico c’è la sfida umana di viverlo e gestirlo in modo equilibrato. Prendendone i vantaggi e stando attenti ai rischi. Questo è e resterà sempre tra le nostre prerogative. A patto di avere sempre la mente lucida sul tema, non influenzata in maniera troppo pesante dalle opinioni e le tendenze del mondo.