Innuendo: l’ultimo album dei Queen usciva 30 anni fa

Posted by

Il 4 Febbraio 2021 ricorre il trentennale di Innuendo, l’ultimo album ufficiale dei Queen.

Freddie Mercury era molto malato, i suoi compagni di band e la sua amica di sempre, Mary Austin, sapevano della sua sieropositività all’Hiv, (poi sfociata in Aids) ma da veri amici sono riusciti a nasconderla al mondo intero.

Freddie però nei videoclip appariva sempre più emaciato, con la barba lunga a nascondere i buchi del suo viso, segnato dalla malattia che si stava diffondendo sempre di più, ma senza intaccare minimamente la sua voce.

Voleva lasciare il segno per l’ultima volta prima di spegnersi definitivamente.

Così nel marzo del 1989, a soli due mesi dalla fine delle registrazioni di The Miracle, i Queen si ritrovarono in studio per dare una forma al loro quattordicesimo album in studio.

Non sapevano se avessero avuto il tempo per concluderlo, sapevano solo che avrebbero dovuto buttarsi a capofitto in un’avventura che sarebbe stata diversa dalle altre, una sorta di ritorno alle origini.

Innuendo, la title track, è l’ennesima rappresentazione del Queen sound. La maestosità, la cura del dettaglio, l’amore per l’opera, l’amore per la chitarra spagnoleggiante, come i maestri di questo strumento, su tutti Segovia.

Il brano è funereo, e lo si intuisce dal rullo di tamburi di Roger Taylor che lo introduce fino al one, two, three, four. Il viaggio è iniziato, cupo, reso pesante dagli archi e dal sound roccioso, poi quando Freddie inizia a cantare il gioco è fatto.

Finché il tempo ce lo permette dobbiamo vivere la nostra vita al meglio, liberandola di falsi miti, superstizioni e questo finché ogni giorno il sole sorgerà, ogni onda si infrangerà ed ogni stella brillerà.
Innuendo è un inno alla propria libertà, Freddie che è stato sempre un uomo che ha fatto della sua libertà una bandiera, lo ha voluto esprimere in questo testo e soprattutto nella musica, che è come se fosse un time lapse della storia dei Queen. C’è tutto: il “ritornello pop”, la durezza ed asprezza del rock, l’intermezzo con l’assolo di chitarra spagnola suonato da Steve Howe degli Yes e poi lei, “buffa”, ma anche solenne e meravigliosa come poche altre cose al mondo, l’opera. Lì Freddie, in quel momento del brano ha voluto cantare delle parole che a mio modesto parere rappresentano il suo monito, ed anche la sua liberazione. Adesso è libero di andarsene per sempre, senza alcun rimpianto.

You can be anything you want to be
Just turn yourself into anything you think that you could ever be
Be free with your tempo be free be free
Surrender your ego – be free be free to yourself

Poi l’esplosione ed una cavalcata sonora che vorresti non finisse mai, fino alla fine dei tempi.

I’m going slightly mad, prosegue con le atmosfere cupe, meravigliosamente rappresentate dal videoclip che “racconta” il testo della canzone. Un uomo, presumibilmente Freddie, sull’orlo della follia, non ne può più di vivere questa situazione ed è pronto ad andare in ebollizione come una teiera.

Un brano straniante, bellissimo e reso ancora più folle dall’assolo di Brian May, veramente ispirato, come tutti gli altri del resto, perché sebbene Innuendo non sia un album perfetto, non c’è spazio per alcuna insinuazione. C’è solo un gruppo che sta suonando al massimo delle sue possibilità per salutare nel migliore dei modi il loro cantante, ma soprattutto il loro amico.

Potrei descrivervi l’album traccia per traccia, e quindi adesso toccherebbe ad Headlong, ma la forza di Innuendo ed il fatto che sia rimasto nel cuore degli ascoltatori e di tutti noi, a distanza di 30 anni dalla sua pubblicazione, risiede nelle emozioni e nell’emotività di alcune tracce.

These are the Days of our Lives, Bijou e The Show Must Go On.

These are The Days Of our Lives parla della giovinezza dei bei tempi andati, perché quella spensieratezza non tornerà mai più, ma non vuol dire che non ci sarà, sicuramente meno abbagliante di quella in cui si pensava solo al divertimento. Eppure pagheremmo qualsiasi cifra per fare un giro su quell’ottovolante di emozioni. These are The Days of Our Life è amore per la vita, e non a caso è stata scelta come ultima testimonianza in video per Freddie, che in uno struggente primissimo piano ci ha voluto dire che ci ama ancora.

Innuendo è un album struggente e ascoltandolo lo si sente in ogni sfumatura, soprattutto nei brani che ho citato. La dolcezza di These are The Days of our Life la si sente nelle congas di Roger, nel basso di John, nella voce di Freddie e nella chitarra di Brian, che, come al solito appone la sua firma. La mia non è solo adorazione per il chitarrista riccioluto, perché il sentimento che fuoriesce da quella chitarra nata da ciocchi di legno, è pura verità, emozione, nessuna finzione o sfoggio di tecnica, è metterci il cuore, nient’altro.

Bijou. Può una chitarra elettrica farci piangere? Sì, può farlo e Brian in questo brano, breve ma intenso ha riversato tutto il suo dolore per una fase della sua vita che stava per concludersi. Freddie, il suo Bijou, colui che ha dato un ulteriore spinta al già enorme talento della band, portandolo in un qualcosa che è oltre, non visibile ad occhio nudo, neanche per un esperto di astronomia come il dottor Brian may.

Bijou è solo il preludio a The Show Must Go On, la vita continua, lo spettacolo deve continuare, nonostante tutto, quegli spazi vuoti sono impossibile da colmare e da riempire. Il ricordo lenisce tutto questo, anestetizza il dolore e sicuramente Innuendo da tutto questo ha tratto la sua forza, ed il fatto che dopo 30 anni se ne parli ancora, ne è l’esempio.

La copertina, con le illustrazioni di Granville, quei videoclip stupendi, soprattutto quello di Innuendo, un omaggio alla vita e alla bellezza dell’arte. Perché l’arte? Perché oltre a renderci liberi, nel videoclip i quattro componenti del gruppo sono “rappresentati visivamente” da quattro artisti. Freddie (Leonardo da Vinci), Brian May, (incisori vittoriani) Roger Taylor (Pollock), John Deacon (Picasso).

L’arte ci rende liberi ed Innuendo ci ha insegnato l’importanza di esserlo soprattutto da noi stessi, e lo si può essere cercando di migliorarsi continuamente senza sentirsi migliori di altri (una frase da tenere sempre a mente. Grazie). Solo così si possono fare grandi cose, come hanno fatto i Queen, anche e soprattutto con Innuendo, la quadratura del cerchio, il sipario che è calato, ma un disco che continua ancora a brillare, oggi come trent’anni fa.

Rating: 4.2/5. From 5 votes.
Please wait...

Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.