Se le emozioni ci spingono verso una direzione sbagliata

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Esistono situazioni in cui siamo portati a chiederci quale sia il modo migliore per “tenere a bada” le nostre emozioni. Per tenerle sotto controllo, gestirle, fare in modo che non ci dominino. Esistono molti articoli in rete su tecniche e concetti legati al controllo delle emozioni. Quasi sempre, però, chiedere in maniera generica come si controllano le emozioni significa concentrarsi su una domanda mal posta. E a portarci verso tale domanda sono le situazioni in cui siamo portati a dirigerci: coinvolgimenti emotivi verso persone che non rappresentano il meglio per noi, reazioni che pregiudicano la nostra immagine e stabilità, desideri che non portano a nulla di buono.

Il punto importante da tenere sempre presente è che ogni emozione che viviamo ha uno scopo. Vuole comunicarci qualcosa, raccontarci un desiderio o un bisogno, spingerci verso qualcosa che, almeno in parte, rappresenta una cosa che vogliamo. Ovviamente qualsiasi emozione, se acquisisce una carica eccessiva e ci fa perdere lucidità, può avere effetti collaterali dannosi: per questo è la sua carica a dover essere gestita, ossia la sua capacità di prendere il controllo sulle nostre azioni e sul nostro equilibrio mentale.

Per far ciò, occorre essere in grado di riconoscere l’emozione e affrontarla col giusto equilibrio. Da un lato dargli dignità, consentirgli di esistere, dall’altro guidarla verso una canalizzazione che possa prendere gli effetti positivi legati a quell’emozione, che gli permetta di vivere il suo naturale ciclo di vita, ma che ne tenga sotto controllo gli effetti potenzialmente distruttivi.

Esistono tre suggerimenti cardine che è bene tener presenti nel gestire le nostre emozioni intense. I primi due servono ad evitare due eccessi tipici nel modo di affrontare la nostra emotività, il terzo è una tecnica che serve a mettere in pratica quella canalizzazione di cui parlavamo. Vediamoli insieme.

  • Non permettiamo alle nostre emozioni di dominarci: noi non siamo (solo) le nostre emozioni. Noi siamo degli essere umani in grado, tra le altre cose, di provare emozioni. L’emozione è una parte di noi, una parte importante, ma pur sempre un pezzo di un mosaico più grande che comprende tante altre cose, tra cui gli istinti, la ragione, la morale, le ambizioni, la visione di sé, i desideri. Quindi, se da un lato dobbiamo riconoscere diritto di vita alle nostre emozioni (lo vedremo nel prossimo punto), dall’altro non possiamo permetterci di affidargli il completo controllo nel nome di una fiducia cieca verso la saggezza intrinseca delle nostre emozioni. Un’emozione è una cosa molto dinamica, ha una decorso naturale e una durata tipica, va lasciata vivere ma ne vanno controllati gli effetti. Quindi il primo passo cognitivo da compiere è riconoscere l’impossibilità di seguirle a prescindere da tutto. Ovviamente, se sentiamo di essere davvero incapaci di tenere sotto controllo le nostre emozioni, potremmo trovarci in una situazione mentale problematica che solo uno psicoterapeuta può aiutarci a risolvere. Ma nella maggior parte dei casi, siamo persone del tutto normali a cui serve solo focalizzare le cose in maniera obiettiva e pratica, ed è questo il campo d’azione in cui opera un life coach.
  • Ricordiamoci che le nostre emozioni hanno diritto di esistere: è la controparte necessaria di quanto detto prima, per evitare di cadere nell’eccesso opposto. Le emozioni sono realtà interiori che non vanno rinnegate. Ogni volta che ne rifiutiamo l’esistenza, tacciandole come assurde o deleterie o sconnesse dalla realtà, non facciamo altro che reprimere una carica emotiva che verrà fuori comunque, in un altro modo, magari ancor più fuori controllo di prima, rendendo più difficile la gestione del suo decorso. Il fatto che le emozioni siano solo dentro di noi e non siano tangibili, non significa che non esistano. Quindi scappare da loro, o reprimerle ad ogni costo, è scorretto. Non sentiamoci mai in colpa per il semplice fatto di provare emozioni. Permettiamoci di ascoltarle, di affrontarle, di interagire con loro. Questo gli darà le giuste attenzioni e gli permetterà di maturare in maniera utile.
  • Diamo alle nostre emozioni l’opportunità di vivere in un “contesto controllato”: Se da un lato non possiamo permetterci di affidargli il completo controllo di noi, e dall’altro non possiamo rifiutarle a prescindere, esiste solo una terza via possibile, ossia quella di permettergli di avere una vita mantenendo sotto controllo gli effetti. Il modo in cui farlo ovviamente varia da situazione a situazione, ma le modalità sono molte e quasi sempre il modo di lasciar esprimere le emozioni in maniera controllata c’é. Ad esempio, se le emozioni ci stano spingendo verso una direzione di dubbia utilità, possiamo condurle in maniera razionale alle conseguenze delle azioni a cui vogliono portarci, proiettarle nel futuro in un gentile dialogo con noi stessi e permettergli di osservare le conseguenze ultime delle loro spinte: solitamente questo esercizio ci aiuta ad aumentare la nostra autoconsapevolezza e permette a quelle emozioni di ridimensionare la loro intensità. Ovviamente, se siamo in grado di trovare un canale espressivo per fare esprimere quelle emozioni senza che abbiano conseguenze negative sulla nostra vita, quella è solitamente la via più efficace da seguire. Può essere l’attività artistica, l’intrattenimento, dedicarsi agli altri, creare qualcosa di pratico… le emozioni sono una carica energetica fenomenale e se ben canalizzate possono spingerci a fare della nostra vita qualcosa di unico.

Vivere le emozioni in maniera efficace è una capacità determinante per la qualità delle nostre vite. Rientra nel campo dell’intelligenza emotiva ed è un’abilità che è possibile allenare ed affinare col tempo. L’aiuto di un esperto, come uno psicologo o un life coach, aiuta ad accelerare i risultati e a indirizzare le energie nelle direzioni più benefiche per noi.

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