Matrix: spiegazione e significato della trama

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“Non cercare di piegare il cucchiaio: è impossibile. Cerca invece di fare l’unica cosa saggia, giungere alla verità. Il cucchiaio non esiste. Allora, ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi, ma sei tu stesso.”

Con l’uscita in sala di Matrix, opera seconda dei fratelli (ora sorelle) Wachowski, gli anni duemila iniziarono con qualche mese di anticipo. Trovare un film più rappresentativo della nostra epoca è praticamente impossibile, perché dentro Matrix non sono solo racchiuse alcune tra le principali innovazioni tecniche (come il perfezionamento definitivo del bullet time) e delle tendenze del cinema di massa degli anni successivi (le arti marziali, il superomismo, i toni cupi, il pessimismo di fondo e tanto altro) ma anche perché col tempo il film stesso è diventato suo malgrado un perfetto “manifesto” del complottismo che ognuno di noi può respirare ogni giorno navigando online e non solo. La storia di Neo, l’eletto, l’hacker che si ritrova di fronte ad una realtà completamente diversa da tutto ciò in cui aveva sempre creduto, ha segnato l’immaginario collettivo in modo così profondo che al giorno d’oggi è diventato quasi impossibile separare l’influenza che questo film ha avuto nel mondo del cinema da quella nel mondo reale.

Quali sono però le chiavi del successo di Matrix? Domanda ancora oggi rilevante, considerando che da anni ormai è appurato che gli elementi di pura originalità del film siano assai pochi e che tutto sia in gran parte preso da altre fonti (dal Dr. Who a Neuromante, passando per una buona dose di cinema orientale) e sapientemente rielaborato. La risposta è in realtà molto ovvia: il segreto del suo successo è proprio questo. Si dice che per essere cyberpunk bisogna innanzitutto essere punk ed è davvero difficile immaginare due figure più punk di Lilly e Lana Wachowski ad Hollywood, da guru del nuovo cinema di massa a reietti nel giro di pochi anni: su di loro gravano non solo gli scandali legati al loro doppio cambio di sesso, che in una società più liberale a parole che nei fatti ha portato loro numerose accuse di instabilità mentale, ma anche i risultati commerciali sempre più deludenti di ogni film da loro sfornato dopo la saga di Matrix. Il lisergico Speed Racer, il monumentale Cloud Atlas e il delirante Jupiter Ascending, più che rilanciare, hanno affossato la carriera delle due registe più folli di Hollywood e non è bastato l’affetto dei fan per Sense 8 (la loro serie tv per Netflix) ad invertire la tendenza. Un vero peccato, considerando che la loro follia creativa è quanto di più avanguardistico si sia visto ad Hollywood nell’ultimo ventennio.

Con Matrix però siamo in un’altra epoca: Lilly e Lana sono ancora Andy e Larry, hanno all’attivo un solo film (il grandioso lesbo-noir Bound – Torbido inganno) e con l’aiuto del produttore Joel Silver riescono a mettere in piedi il loro capolavoro. Matrix è un film nato dalla fusione totale di generi ed influenze: il cyberpunk di William Gibson fuso col cinema di arti marziali, le storie di supereroi fuse con le filosofie orientali, i concetti cardine delle principali religioni di tutto il mondo fusi tra loro. Come si diceva prima, non c’è quasi nulla di originale in Matrix se ne scomponiamo i singoli elementi: è il mix che risulta da questa fusione ad essere originale e fresco al 100%, rendendo il film il perfetto ponte tra due secoli di cinema.

La trama

1999, Thomas Anderson (Keanu Reeves) è un giovane dalla doppia vita: di giorno è un rispettabile programmatore di software, mentre di notte è un noto hacker che agisce col nome di Neo e che ha commesso i più disparati crimini informatici. Benché non capisca esattamente cosa sia, Neo prova una sorta di malessere: sente che c’è qualcosa che non va nel mondo che lo circonda, ma non riesce a capire cosa sia. Una notte il computer di Neo riceve uno strano messaggio, che informa l’hacker di essere sotto il controllo di Matrix e lo invita a “seguire il coniglio bianco”. Dopo aver riconosciuto il coniglio bianco nel tatuaggio di una ragazza che lo invita ad una festa, Neo decide di seguirla ed è in quel momento che incontra Trinity (Carrie-Anne Moss), una celeberrima hacker che lavora a stretto contatto con Morpheus, il criminale più ricercato (seppur sconosciuto ai più) al mondo. Neo chiede a Trinity cosa sia Matrix e la donna gli risponde che la risposta arriverà.

Il giorno dopo, al lavoro, Neo riceve una busta contenente un telefono cellulare: dall’altro lato c’è la voce di Morpheus che lo informa di un pericolo imminente, dal momento che “gli Agenti” sono sulle sue tracce. Incredulo, Neo scopre che ci sono effettivamente degli Agenti FBI nel suo ufficio, che si stanno dirigendo verso la sua postazione: prova a fuggire guidato dalla voce di Morpheus ma non riesce a superare la paura per scappare dalla finestra e viene quindi catturato. Durante l’interrogatorio, condotto dall’impassibile e spaventoso Agente Smith (Hugo Weaving), che vuole scoprire da Neo come raggiungere Morpheus, accade qualcosa di incredibile: Smith è in grado di alterare la realtà e prima riesce letteralmente a sigillare la bocca di Neo con la forza del pensiero, poi con l’aiuto di altri Agenti inserisce una cimice robotica nel suo corpo. Dopo essersi risvegliato nella sua camera e aver pensato di aver avuto un incubo, Neo incontra nuovamente Trinity che, assieme ad alcuni compagni, rimuove dal suo addome la cimice di Smith: ciò che ha vissuto non era un sogno.

A quel punto Neo è condotto in un palazzo dove finalmente incontra Morpheus (Laurence Fishburne), che gli propone di scoprire tutta la verità su ciò che sta succedendo. Messo di fronte alla possibilità di scoprire cosa sia la fantomatica “Matrix” (prendendo una pillola rossa) o di ricominciare la sua vita come se nulla fosse (prendendo una pillola blu), Neo sceglie la prima strada e scopre qualcosa che va oltre i suoi peggiori incubi: tutto il mondo, tutta la realtà in cui vive, è una gigantesca neuro-simulazione, creata centinaia di anni prima da una nuova civiltà di macchine senzienti. All’apice della loro civiltà, gli esseri umani crearono IA, l’intelligenza artificiale, che nell’arco di breve tempo diede vita ad una nuova generazione di macchine in grado di pensare autonomamente e di ribellarsi al controllo umano. Ciò che ne derivò fu una sanguinosa guerra tra umani e macchine, che portò i primi ad oscurare il cielo nella speranza di eliminare l’energia solare (fonte di sostentamento per le macchine) e vincere. Il destino però si rivelò amaro per gli umani: le macchine vinsero la guerra e cominciarono ad usare i pochi uomini rimasti come batterie.

Coltivati in campi sterminati all’interno di grosse capsule meccaniche e nutriti per via endovenosa con un liquido ricavato dai cadaveri, miliardi di uomini e donne conducono da generazioni le proprie vite all’interno di una neuro-simulazione digitale collettiva di nome Matrix, che crea per loro l’illusione di una vera esistenza alla fine del ventesimo secolo (momento di massimo splendore per la civiltà umana) mentre nella realtà i loro veri corpi sono imprigionati e servono unicamente come fonte di nutrimento per questa nuova specie. Prendendo la pillola rossa Neo viene risvegliato dal sonno indotto e liberato dalla sua prigione dagli uomini di Morpheus.

Per la prima volta in vita sua veramente sveglio, Neo si ritrova a bordo della Nabucodonosor, l’hovercraft di Morpheus, e fa la conoscenza del suo equipaggio composto da sette persone. È a bordo della nave che Neo viene a sapere dell’esistenza di una civiltà umana al di fuori della simulazione: radunati in una città di nome Zion e perennemente inseguiti da un’orda di sentinelle (giganteschi esseri meccanici vagamente simili a seppie), i pochi umani che sono stati liberati da Matrix (o generati al di fuori di essa) hanno organizzato una storica resistenza contro le macchine, nella speranza che si avveri una profezia fatta tanti anni prima dall’Oracolo (un’entità misteriosa che vive all’interno di Matrix), che prevedeva l’arrivo dell’Eletto, ovvero un umano in grado di sovvertire le regole di Matrix dall’interno e ribellarsi ai suoi meccanismi.

Morpheus è fermamente convinto che Neo sia l’eletto che sta cercando da tanti anni (e che l’Oracolo gli aveva predetto che avrebbe trovato) e comincia quindi ad addestrarlo: attraverso avanzati programmi di simulazione e ad una serie di conoscenze digitali direttamente somministrate nel cervello di Neo tramite un computer (dal momento che ogni umano vissuto dentro Matrix possiede un’interfaccia neurale che gli permette di collegarsi alle realtà virtuali e ricevere conoscenze indotte), il giovane hacker diventa in breve tempo un formidabile guerriero. Ogni volta che la sua mente è collegata ad un programma di simulazione, Neo può infatti compiere cose incredibili come salti altissimi e combattimenti impossibili per un essere umano, con la sua sola forza di volontà: tutto questo gli servirà per fronteggiare gli Agenti capeggiati da Smith, che in realtà altro non sono che programmi senzienti, guardiani e custodi di ogni accesso a Matrix, praticamente indistruttibili e in grado di sostituirsi a ciascuna delle proiezioni mentali presenti in Matrix.

La pericolosità degli Agenti è dovuta al fatto che all’interno di Matrix viene trasferita l’immagine residua di sé (ovvero la proiezione mentale) di ogni individuo che fa parte della simulazione: chi muore nella simulazione muore anche nella vita reale, e gli Agenti sono quando di più letale si possa incontrare. Quello che nessuno ancora sospetta è che un membro dell’equipaggio della Nabucodonosor, Cypher (Joe Pantoliano), è in realtà in contatto con l’Agente Smith ed è pronto a vendere l’intero equipaggio in cambio di un reinserimento in Matrix con la memoria azzerata.

Giunto il momento di incontrare l’Oracolo (Gloria Foster), Neo si introduce dentro Matrix accompagnato da Morpheus, Trinity, Cypher ed altri tre membri della Nabucodonosor, che devono proteggerlo da eventuali attacchi degli Agenti. L’incontro con l’Oracolo è una nuova sorpresa per Neo: la donna gli dice infatti che non è lui l’eletto e lo avverte che molto presto Morpheus metterà in pericolo la sua stessa vita per lui e che spetterà proprio a Neo decidere del destino dell’amico. Uscito da casa dell’Oracolo, il gruppo non fa in tempo ad uscire da Matrix che il tradimento di Cypher si rivela: dentro Matrix il gruppo si ritrova braccato dagli Agenti, mentre a bordo della Nabucodonosor Cypher (l’unico tornato indietro) uccide gli ex-compagni prima di essere a sua volta ucciso da Tank (Marcus Chong), scampato ad un colpo col folgoratore.

Neo e Trinity riescono quindi a salvarsi e a riemergere da Matrix con l’aiuto di Tank, ma Morpheus (che si è sacrificato per lui come predetto dall’Oracolo) è stato catturato da Smith, il quale ora cerca di entrare nel suo cervello per scoprire l’ubicazione di Zion e porre fine alla rivolta degli umani. Inseguiti da una sentinella, i tre superstiti della Nabucodonosor devono prendere una decisione drammatica: uccidere Morpheus per impedire agli Agenti di trovare le informazioni. Un istante prima che Tank stacchi la spina che collega la mente di Morpheus a Matrix, Neo ripensa alle parole dell’Oracolo e interrompe l’amico, decidendo quindi di rientrare in Matrix, affrontare gli Agenti (nessun uomo ci è mai riuscito) e liberare il mentore prigioniero.

Nel frattempo Smith tortura Morpheus e gli spiega che inizialmente Matrix venne progettata per essere una società ideale per tutti gli uomini, ma il cervello umano non riusciva a sopportare quella condizione utopica ed interi “raccolti” di esseri umani andarono perduti, spingendo le macchine a creare l’attuale versione: alcuni sono convinti che le macchine non fossero in grado di ricreare la società ideale per gli uomini, ma Smith è invece convinto che l’uomo (specie che paragona ad un virus da debellare) abbia per natura bisogno di “miseria e sofferenza” per sopravvivere, risultando quindi una specie inferiore e ormai sconfitta dal processo evolutivo.

Il lavoro di Smith è interrotto con l’irruzione di Neo e Trinity nel palazzo dove Morpheus è prigioniero: comincia un combattimento incredibile contro gli Agenti, durante il quale Neo impara a schivare i proiettili e riesce a liberare l’amico, portandolo in salvo insieme a Trinity. Rimasto solo dentro Matrix, Neo è ad un passo dalla via di fuga (per uscire da Matrix si utilizzano i telefoni, che devono essere raggiunti e “hackerati” dall’esterno) quando viene raggiunto e ucciso dai proiettili degli Agenti. Fuori da Matrix, nella realtà, Trinity si avvicina al corpo inerme di Neo e gli sussurra all’orecchio di essersi innamorata di lui e che l’Oracolo le aveva predetto che ciò sarebbe successo solo con l’Eletto. È a quel punto che avviene il miracolo e Neo si risveglia dalla morte, completamente cambiato, in grado di affrontare gli Agenti ad armi pari e di fermare le loro pallottole: è davvero lui l’Eletto, l’Oracolo gli aveva detto solo ciò che egli aveva bisogno di sentirsi dire in quel momento.

L’esperienza lo ha reso consapevole delle proprie capacità e del potere della propria mente e ora Neo può sconvolgere le regole di Matrix e fare tutto ciò che vuole al suo interno. Dopo aver ucciso gli Agenti e fatto esplodere Smith introducendosi al suo interno, Neo riesce a tornare nella realtà mentre le difese della Nabucodonosor fermano appena in tempo la Sentinella che stava per distruggere la nave. Il film si conclude all’interno di Matrix, con Neo che entra in una cabina telefonica e avvisa le macchine che controllano la simulazione di essere pronto a mostrare all’umanità un mondo senza regole e controlli, in cui tutto è possibile, per poi uscire dalla cabina e spiccare il volo, proprio come Superman.

L’interpretazione del film

Matrix è stato un film rivoluzionario tanto sul piano dei contenuti quanto su quello della tecnica: se è vero che il tema della realtà simulata era già stato affrontato brillantemente un anno prima dall’ottimo Dark City di Alex Proyas e veniva proposto anche dal coevo Il Tredicesimo Piano di Josef Rusnak, nessuna di queste due pellicole è comunque riuscita ad avere la risonanza del film delle Wachowski, che oltretutto riesce ad anticipare l’ondata dei superhero movies, che di lì a meno di dieci anni avrebbe monopolizzato Hollywood, con il percorso di crescita, accettazione dei poteri (con tanto di errori iniziali) e trasformazione finale di Neo che segna passo dopo passo lo schema da seguire per ogni film supereroistico di origini che si rispetti. Il tutto condito da un mix totalmente inedito di filosofie e principi religiosi orientali e occidentali, che parte dalle antiche profezie e dalle figure messianiche e approda alla meditazione e al concetto buddista di autocoscienza.

Questo incrocio teoricamente portentoso viene messo in scena con una tecnica di regia sublime (non si direbbe mai che le registe sono solo al secondo film) che fonde momenti di cinema assolutamente classico con sequenze (prevalentemente action) mai viste fino a quel momento: lo sconvolgimento dei piani dell’azione, l’uso dei ralenti e del bullet time (termine in seguito registrato dalla Warner Bros produttrice del film) permette alle Wachowski di riportare veramente il cinema alla sua funzione primaria, quella di mostrare al pubblico qualcosa di mai visto. Indimenticabili in questo senso il primo ingresso in scena di Trinity (che rimane sospesa a mezz’aria mentre la macchina da presa le gira intorno a velocità normale) o i momenti in cui Neo prima schiva e poi ferma a mezz’aria i proiettili. Di altissimo livello anche la fotografia (virata al verde nelle scene ambientate dentro Matrix e al blu in quelle nel mondo reale) e il production design, che crea schiere di spaventosi mostri metallici ispirati ad insetti, mai visti al cinema fino a quel momento e destinati a lasciare il segno, così come i costumi di ogni personaggio.

Quattro anni dopo il successo planetario di Matrix arriverà un sequel diviso in due volumi, Matrix Reloaded e Matrix Revolutions, destinato a sconvolgere le poche certezze emerse dalla visione del primo film. Un doppio film bellissimo, massacrato da critica e fan, che segnerà l’inizio della fine dello star power wachowskiano. Ma questa è un’altra storia.

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