The Doors, The End: traduzione e significato del brano

Siamo nel 1943, anno cruciale per le sorti del secondo conflitto mondiale, il calendario segna 8 dicembre, e mentre scattano le 11:55 del mattino, in un ospedale di Melbourne, viene al mondo il figlio di un ammiraglio della marina militare americana. Quel bambino si chiama James Douglas Morrison.

Jim, così chiamato da tutti, fu per sei anni, dal 1965 al 1971, leader, cantante, linfa vitale e paroliere dei The Doors. E per molti, l’ultimo poeta maledetto.

Oggi, più che parlare della grandezza della band o degli eccessi dello stesso Morrison, cercheremo approfondire la sua poetica, attraverso uno dei brani simbolo del gruppo.

Ma prima di leggere qualsiasi testo bisogna scavare tra le influenze, tutte letterarie, del cantante. Iniziamo con il citare William Blake, infatti fu una sua poesia ad ispirare il nome della band:

“Se le porte della percezione fossero purificate.
Ogni cosa apparirebbe all’uomo com’è:
Infinita”

William Blake

Più che un semplice verso, per Jim, questo, fu un vero e proprio monito, infatti per gran parte della sua breve vita cercò di abbattere i limiti dati dalla ragione e dalla realtà così da vedere tutto in uno stato libero e primordiale.

Tra i riferimenti troviamo poeti e scrittori della beat generation, su tutti Allen Ginsberg e Jack Kerouac con il suo romanzo On the road. Alcuni tra i protagonisti del romanzo, proprio come Morrison o come il verso di Blake lasciano capire, cercavano di purificare ogni senso attraverso l’uso di droghe, così da vedere tutto più chiaramente, senza alcun filtro.

E il testo della canzone su cui ci concentriamo adesso è in parte ispirato ai rappresentanti beat sopra citati. Stiamo parlando di The end, brano di 11 minuti che destò non poco scandalo. Infatti, una sera dopo averla suonata al “Whisky a Go Go”, i Doors furono cacciati dal locale.

Il testo, se preso separatamente dalla musica, sembra un componimento scritto dallo stesso Ginsberg o da Charles Baudelaire, quasi un secolo prima.

LA FINE

“Questa è la fine, meravigliosa amica
Questa è la fine, mia sola amica,
la fine dei nostri piani elaborati,
la fine di ogni cosa che sta in piedi
la fine.

Né salvezza né sorpresa
la fine
Non guarderò nei tuoi occhi… mai più

Puoi immaginarti come sarà
Così senza limiti e libero
Disperatamente bisognoso di una mano straniera
in una terra disperata

Perso in una romana regione di dolore
E tutti i bambini sono impazziti
tutti i bambini sono impazziti
aspettando la pioggia estiva

C’è pericolo alla periferia della città
cavalca l’autostrada del Re, baby
scene misteriose nella miniera d’oro
cavalca l’autostrada verso ovest, baby

Cavalca il serpente,
cavalca il serpente
fino al lago,
fino al lago.

L’antico lago
Il serpente è lungo
sette miglia
cavalca il serpente

È vecchio
e la sua pelle è fredda
l’ovest è il massimo
l’ovest è il massimo
Vieni qui e faremo il resto

L’autobus blu ci chiama
L’autobus blu ci chiama
Autista, dove ci stai portando?

L’assassino si svegliò prima dell’alba,
s’infilò gli stivali
Prese una maschera dall’antica galleria
e s’incamminò per il corridoio

Andò nella stanza dove viveva sua sorella e…
poi fece una visita a suo fratello,
e poi s’incamminò per il corridoio
e arrivò a una porta
e guardò dentro
Padre?
Sì figlio?
Voglio ucciderti
madre, voglio… fotterti

Vieni, baby, provaci con noi
Vieni, baby, provaci con noi
Vieni, baby, provaci con noi
e incontrami sul fondo del bus blu


Questa è la fine meravigliosa amica
Questa è la fine mia sola amica
la fine

Mi fa male liberarti
ma tu non mi seguiresti mai

la fine delle risate e delle dolci bugie
la fine delle notti in cui tentammo di morire

Questa è la fine”

In un’intervista Morrison dichiarò che The end fosse una canzone d’addio, verso una ragazza o nei confronti dell’infanzia, quindi la strofa:

“Padre?
Sì figlio?
Voglio ucciderti
madre, voglio… fotterti.”

Può darsi sia riferita alla fine di un’infanzia, e certamente ispirata alla teoria di Friedrich Nietzsche di andare oltre ogni limite delle esistenze umane che esistono da tanto tempo e che, per certi versi sono diventati tradizione, e di conseguenza rigettare il ruolo del padre per adorare qualcosa di nuovo.

Tra le righe di The end potrebbero esserci anche riferimenti alla guerra del Vietnam, infatti, gli autobus blu di cui parla il Re lucertola venivano usati dai militari per recarsi alle basi di addestramento. Fu questo pezzo a portare l’ammirazione degli anti militaristi nei confronti del gruppo. E non a caso fu scelto da Francis Ford Coppola per aprire Apocalypse Now.

All’interno di questo testo troviamo poesia pura, sensualità e pacifismo, The end, non è il solo testo ad avere caratteristiche poetiche ma per analizzarli tutti non basterebbe questo spazio.

Noi ci lasciamo, con l’augurio che Jim Morrison, sia ricordato prima di tutto per le sue qualità artistiche

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