Le canzoni migliori per (ri)scoprire Rino Gaetano

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Il 29 Ottobre 1950 nasceva a Crotone una voce graffiata, forte e, col tempo e attraverso le sue canzoni, indelebile nella cultura nostrana: tale voce prende il nome del cantautore calabrese Rino Gaetano, musicista spesso sottovalutato durante gli anni della sua carriera ma, come accade a molti artisti, apprezzato pienamente solo nei decenni successivi alla sua morte.

Il sound di Gaetano affondava le sue ideologie nel folk e nella musica etnica e popolare del sud Italia, attingendo ad influenze reggae e rock. I suoi testi sono colmi di riferimenti e simbolismi della storia italiana, impegnati sul sociale e sulla critica politica, seppur mascherati e nascosti dietro giochi di parole e sarcasmi, utili a creare la caricatura dei personaggi e vicende raccontati, in perfetta linea con le caratteristiche del teatro dell’assurdo. Tra l’ironia e la sdrammatizzazione dell’uomo moderno e la sua continua ricerca di emozioni ed attenzioni, sia nella sfera privata che sociale, Rino Gaetano racconta come nessuno aveva mai fatto prima, con un’apparente leggerezza in realtà carica di una certa pesantezza dell’anima, storie, amori, ideali, drammi e solitudini in grado di abbracciare sia l’emisfero umano più emotivo, che quello più intellettuale. Un’eredità musicale che parla di un grande artista che ha cambiato ed influenzato i canoni di tutto il cantautorato italiano e che avrebbe, sicuramente, potuto regalare ancora tante rivoluzioni artistiche negli anni a venire.

Sei album in studio e un EP: una carriera breve, ma intensa, che nasce ufficialmente con il suo primo album, pubblicato nel 1974, e che continua attraverso canzoni a cui tutti, ad oggi, siamo passionatamente affezionati. Qui sotto trovate dieci brani selezionai per ripercorrere la sua carriera artistica.

Ad esempio a me piace il Sud (1974)

Il primo album di Rino, Ingresso libero, vede questa traccia endemica di quelle che sono le sue radici, in un viaggio attraverso le strade, i personaggi e quelle tradizioni che, forse, solo uno come lui, uno che ha vissuto il Sud, può capire.

Se mai qualcuno capirà, sarà senz’altro un altro come me

Ma il cielo è sempre più blu (1975)

Singolo estivo che diventerà una delle sue canzoni più rappresentative, delinea un genere che canta le contraddizioni all’interno della società sotto un grido di speranza di un cielo che, nonostante le diversità e difficoltà, è uguale, sempre blu, per tutti.

Chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori

Mio fratello è figlio unico (1976)

Omonima apertura del secondo disco di Rino, diventerà una delle sue icone più struggenti, tra il desiderio autobiografico di mettersi a nudo in tutta la propria imperfetta umanità, e una voglia rauca e feroce di continuare, oltre ogni angustia, ad aver fiducia in sé stessi.

Perché è convinto che esistono ancora gli sfruttati malpagati e frustrati

Sfiorivano le viole (1976)

Gaetano parla delle fioriture dell’amore e del suo naturale affievolirsi, e lo fa attraverso una ballata in divenire sempre più passionale, capace di raccontare un’emozione ancestrale attraverso gli eventi storici e il mutare del tempo, ma non dello stesso sentimento.

E tu prendevi la mia mano, mentre io aspettavo te

Aida (1977)

Dal terzo omonimo album in studio, come la definì il cantautore stesso, è “Un pezzo sulla storia degli ultimi 50 anni italiani, raccontati attraverso gli amori e gli umori di una donna, che si chiama Aida”. Un vero viaggio nella storia d’Italia dagli occhi di che, nonostante tutto, crede ancora alla bellezza di questo paese. Qui un approfondimento sul brano.

Lei sfogliava i suoi ricordi, le sue istantanee

Escluso il cane (1977)

Dalle sonorità più cupe e influenzate dal blues, è una delle canzoni che narrano meglio e più in profondità della solitudine provata da Rino, talmente radicata da portare alla sfiducia nel genere umano e alla delusione verso un sentimento non compreso, se non da un caro ed unico amico.

E tu non torni qui da me

Nuntereggae più (1978)

L’analisi più critica, ironica, sarcastica, tagliente e satirica del cantautore calabrese, nella quale emerge una profonda stanchezza e saturazione per le ambiguità e nefandezze del mondo politico dell’Italia di fine anni ’70, il tutto supportato da una base, ovviamente, reggae.

Mentre vedo tanta gente che non c’ha l’acqua corrente, e non c’ha niente

Gianna (1978)

In uno dei suoi testi più leggeri, tra libertà e ironia, emerge con forza un ritornello che diventerà uno dei più cantati e rappresentativi dell’artista, supportato da un sound popolare ed una voce sempre più graffiata ed irraggiungibile, da vero menestrello.

La gente si sveste, comincia un mondo, un mondo diverso

Io scriverò (1979)

Dall’album Resta vile maschio, dove vai?, una canzone che rappresenta al meglio l’ideologia del cantastorie, la sua necessità di scrivere, creare e stimolare alla riflessione e al cambiamento, una dichiarazione di umiltà e di coraggio sui propri desideri, limiti e debolezze.

Io scriverò se vuoi, perché cerco un mondo diverso

E io ci sto (1980)

Omonimo del titolo del suo ultimo disco, nonché suo ultimo singolo, è una ricerca del proprio posto nel mondo come uomo e nella musica come artista, accettando la propria condizione e il rischio del gioco, ma ammettendo anche di avere sempre a che fare, alla fine, con la propria solitudine.

Mi guardo intorno per un po’, e mi accorgo che son solo

A mano a mano (bonus track)

In un live del 1981, Rino Gaetano propone questa cover di Riccardo Cocciante, trasformandola in una della più potenti canzoni sul ritorno di un amore che si spera possa essere curato dal tempo, in un brano che poi diventerà il suo testamento musicale. L’approfondimento è qui.

Ma dammi la mano e torna vicino, può nascere un fiore nel nostro giardino

* * *

La vita del cantautore è stata rappresentata in una miniserie televisiva del 2007 (Ma il cielo è sempre più blu), in cui Gaetano è interpretato da Claudio Santamaria. Nonostante il successo di critica, la sorella dell’artista, Anna Gaetano, ha criticato la produzione definendola una “bellissima storia romanzata”, alludendo a diversi errori ed omissioni riguardanti la sfera privata e l’ultima parte della vita del cantautore, morto per un tragico incidente stradale a Roma il 2 Ottobre del 1981, a soli 30 anni e ad un mese dal suo futuro matrimonio con la fidanzata Amelia Conte.

Per gli amanti delle playlist, eccone una a flusso temporale contenente i brani essenziali del cantautore di Crotone

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