Las Vegas e la sua bellezza nascosta

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Da piccolo centro ferroviario nel deserto a metropoli dalla crescita inarrestabile, tutto in meno di un secolo. È questa l’evoluzione che ha portato “Vegas” a diventare uno degli epicentri del mondo intero. Un’evoluzione dovuta ad investimenti ponderati, allo sfruttamento delle risorse naturali a disposizione, all’implementazione di un vasto ed elaborato sistema di trasporti, tutti fattori che hanno permesso alla città di fiorire fino a diventare un’idea scolpita nell’immaginario collettivo. Idea sostanzialmente molto simile a quella messa in scena in famosi film hollywoodiani come la saga degli Ocean’s, con enormi e lussuosi casinò, hotel da sogno e spettacolari sedi riservate all’intrattenimento più sfrenato, attrattiva quasi irresistibile per milioni di turisti che la visitano ogni anno.

C’è però un errore alla base di questa concezione così caratterizzata, che è quasi uno stereotipo e che come tutti gli stereotipi può nascondere un fondo di verità, ma non racconta mai la storia per intero. Perché Las Vegas è si un luogo che risveglia fantasie forse bukowskiane, ma è anche un luogo che al di là dei suoi quartieri più eccentrici nasconde una città quasi sorprendente per la sua ordinarietà, delle risorse naturali sbalorditive e un agglomerato artistico e culturale che si concentra in gallerie e musei sparsi per la metropoli. 

Procediamo con ordine. Come anticipato, Las Vegas deve molta della sua fama al suo lato più adrenalinico, con un’offerta di intrattenimento senza eguali in tutto il mondo. Come non iniziare parlando delle possibilità pressoché infinite per i giocatori? Las Vegas offre casinò imponenti, spesso situati in alberghi dalle fattezze oniriche, in grado di soddisfare i gusti di tutti. Non a caso, è stata protagonista di molte opere di fama internazionale legate al gioco. Una su tutte? “Paura e Delirio a Las Vegas”, uno dei più celebri libri ispirati al mondo del gioco e forse l’opera che ha contribuito maggiormente a rendere il suo autore Hunter Thompson un mostro sacro della letteratura americana

Il divertimento a Vegas non finisce però qui, perché “The Strip”, la strada principale della città in cui si raccolgono alcuni fra gli hotel e i resort più grandi al mondo (il Bellagio suona familiare?) è anche un epicentro per artisti di ogni tipo. Ed è qui che Las Vegas comincia a svelare il suo volto nascosto, con spettacoli di comici, cabarettisti e performer ad ogni ora del giorno e della notte. Per non parlare poi di come la città sia anche un sito con un non so che di romanticismo. Basti pensare al Venetian, la cui apertura ha sempre avuto l’obiettivo dichiarato di replicare l’atmosfera appassionata di Venezia. Una sorpresa per chi ha sempre visto Las Vegas come il luogo perfetto per un addio al celibato, ma probabilmente non l’ultima.

Ad esempio, le risorse naturali che circondano questo luogo non sembrano ricevere la visibilità e l’esposizione che meritano se paragonate alle altre unicità descritte ad inizio articolo. Vegas è punto di partenza perfetto per un viaggio alla scoperta delle bellezze naturali americane, data la sua vicinanza ad esse. Raggiungere il Red Rock Canyon, il Grand Canyon e la Death Valley è infatti a portata di macchina e può regalare sensazioni uniche, grazie alla vista di questi luoghi mastodontici in cui è facile perdersi con la propria immaginazione.

Ma ciò che sorprende di più di Las Vegas è ciò che si trova oltre il “The Strip”, il già citato epicentro dell’intrattenimento: un’ordinaria città dell’America occidentale, con i suoi quartieri, i suoi negozi, le sue chiese e i suoi centri commerciali. Ed è proprio questo il lato della città che attrae migliaia di nuovi residenti ogni anno. Non gli hotel, non i casinò. Una metropoli all’avanguardia, una delle più ricche dell’intero paese in cui vigono regole comuni e in cui è anche possibile visitare gallerie e musei di arte contemporanea, per la felicità degli appassionati.

Il divertimento senza precedenti, intrattenimento che non conosce sosta. Las Vegas si è guadagnata queste etichette nel corso degli anni, probabilmente a ragione. Etichette che però non rendono pienamente giustizia alla “città del peccato”

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