Comfortably Numb: il significato nascosto del brano dei Pink Floyd

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Una richiesta spezza la notte.

Hello
Is there anybody in there?

Ehi là
C’è qualcuno lì dentro?

Così, con un’entrata in scena quasi sussurrata, inizia Comfortably Numb, meraviglioso testo sulla solitudine e sulla richiesta di senso.

Comfortably Numb, una delle canzoni più amate dei Pink Floyd, contenuta in The Wall (1979), melodia e musica di David Gilmour e testo di Waters, descrive una situazione di smarrimento: il protagonista della scena che lentamente si delinea è qualcuno che viene anestetizzato prima di entrare in scena.

I hear you’re feeling down
Well I can ease your pain
Get you on your feet again

Can you show me where it hurts?

Capisco che tu ti senta giù
Io posso calmarti il dolore
Rimetterti di nuovo in piedi

Puoi mostrarmi dove ti fa male?

In un’intervista risalente agli anni ’80, Waters afferma che buona parte della canzone prende spunto da un episodio accaduto una sera quando, per consentirgli di tenere un concerto a Philadelphia, il medico che lo curava gli diede un sedativo contro un forte mal di stomaco, probabilmente dovuto alla tensione. Giunto sul palco Waters aveva le mani rattrappite e vedeva sfocato, ma tutto questo non interessava minimamente il pubblico, che continuava ad agitarsi e gridare. Da qui una delle tematiche principali di The Wall: l’incomunicabilità tra pubblico e band.

“Sono state le due ore più lunghe della mia vita. Stavo cercando di mandare avanti lo show, ma riuscivo a malapena a sollevare il braccio.”

Roger Waters

There is no pain, you are receding
A distant ships smoke on the horizon

You are only coming through in waves
Your lips move but I can’t hear what you’re sayin’

Non c’è dolore, vi state allontanando
Una nave lontana che fuma all’orizzonte

Arrivate solo ad ondate
Le vostre labbra si muovono ma non sento cosa state dicendo

Difatti uno dei temi del testo è l’incomunicabilità. Non riesco a sentire cosa state dicendo. La distanza raccontata dal ritornello.

Mi avete tolto il dolore, mi avete anestetizzato, ma non mi avete reso felice. Un testo scritto con la lucida consapevolezza che avvertiamo certe sere un po malinconiche; questa canzone è una chiarissima visione intagliata con dolore e desiderio di vivere.

When I was a child I had a fever
My hands felt just like two balloons

Now I got that feeling once again

I can’t explain, you would not understand
This is not how I am
I have become comfortably numb

Da bambino sono stato malato
Sentivo le mani gonfie come due palloni
Adesso provo di nuovo quella sensazione
Non saprei spiegarla, non capireste

Questo non sono io
Sono diventato piacevolmente insensibile

L’incomunicabilità è un dolore, perché per essere vivi, per essere umano, io ho bisogno dell’altro. Non di essere visto, non di essere percepito, ma di essere ascoltato.

Just a little pinprick
[ping]

Can you stand up?
I do believe its working, good
That’ll keep you going for the show

Come on, it’s time to go

Solo una piccola puntura
[ping]

Ce la fai a stare in piedi?
Credo che stia facendo effetto, bene
Questo ti manderà avanti
per tutto lo spettacolo
Forza, è ora di andare

Le interpretazioni ovviamente potrebbero essere molteplici. In senso metaforico, potrebbe anche significare che il protagonista viene ‘aggiustato’ per affrontare adeguatamente la sua vita, la società e le relazioni, che sono diventate per lui un unico show. La società non si preoccupa degli effetti che i farmaci hanno su di lui, finché funzionano per il loro scopo.

Non c’è dolore ma ti stai allontanando. Una nave lontana che fuma all’orizzonte.

Come fa notare Nicola Randone:

“In letteratura sia l’acqua che il mare simboleggiano la mente, specialmente le profondità inesplorate dell’inconscio. […] Il completo disorientamento dell’uomo rispetto allo stato in cui si trova lo porta a sentirsi incapace di esprimere realmente se stesso e la sua situazione, per questo nel testo continua: “Non posso spiegartelo, non capiresti… questo non sono io.”

Il tema perciò è la distanza che si crea tra la mente e la percezione del reale a causa di un sollievo artificiale. Detto in altre parole: possiamo anche non soffrire, ma ciò non ci rende vivi; fuggire dalla vita e dai suoi problemi in realtà ci priva di qualcosa. Questo è il senso della canzone: la vita è lì fuori, preferisco affrontarla e lasciarmi ferire invece che non sentire nulla.

La depressione, in Comfortably Numb, è solo un’anticamera grigia dove tutto ricorda la morte. L’assenza di dolore non è felicità. Il dottore del testo elimina il dolore per far andare avanti lo show, ma non funziona. Aumenta solo le distanze, e anche la voce suona più distante.

La nostra società si basa sulla produttività e sul successo, perciò ridurre dolore o l’umanità per ottenere risultati positivi è visto come un aiuto: ma si rischia di dimenticare che quel mondo di sentimenti, dolore, ricerca dell’altro, di tempo per sé e anche di stanchezza, quel mondo rappresenta di fatto il nostro tutto. E ci tiene in contatto con la realtà.

When I was a child
I caught a fleeting glimpse
Out of the corner of my eye
I turned to look but it was gone
I cannot put my finger on it now
The child is grown
The dream is gone

Da bambino
Ebbi una fugace visione
Con la coda dell’occhio
Mi sono voltato ma era già sparita
Ora non riesco a spiegarmelo
Il bambino è cresciuto
Il sogno è svanito

Il secondo assolo di chitarra in Comfortably Numb è stato considerato il quarto assolo più bello della storia del rock secondo la rivista Guitar World. Il pubblico però ci ha messo un entusiasmo maggiore: quando nel 2006 chiesero agli ascoltatori della stazione radio britannica Planet Rock di votare il più bell’assolo di tutti i tempi, a vincere fu proprio questa canzone.

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