Quell’imbarazzante numero “hot” di Superman del 1987

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Nel 1986 John Byrne, dopo anni di successi in casa Marvel, prese pennelli e bagagli e si trasferì presso la Distinta Concorrenza (DC Comics, of course), dove ottenne il privilegio di rilanciare il personaggio di Superman. La serie evento Crisi Nelle Terre Infinite del 1985 aveva concesso alla DC di sistemare decenni di frammentaria e allegra gestione della continuity e di permettere ai suoi personaggi principali di ripartire con origini e caratterizzazioni più adatte ai tempi (cosa che la DC riproporrà sempre più spesso negli anni).

Byrne riscrisse nella miniserie Man Of Steel la genesi di Superman, in cui cancellò la parentesi di Superboy e il super cane Krypto (Clark Kent avrebbe indossato un costume solo molto dopo l’adolescenza), ridusse notevolmente le capacità del kryptoniano e rese la sua nemesi Lex Luthor un importante uomo d’affari.

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The Man Of Steel, la copertina originale del primo numero

Nella run del fumettista canadese sulle testate di Superman, oltre a felici intuizioni, non mancò però un passo falso a cui oggi negli uffici della DC si fa riferimento sempre con un certo imbarazzo, tossendo e cercando di cambiare argomento tipo buttando lì un “guarda, è un aereo o è Superman?”: la storia del filmino a luci rosse di Superman.

La vicenda nasce quasi come un riempitivo, i simpatici fill-in che spesso servono a tappare i buchi nella forsennata produzione dei comics americani e che sono storie slegate alla continuity, pronte all’uso per dare fiato ai titolari della testata e realizzati da bassa manovalanza o artisti free-lance; ma in questo caso l’autore è lo stesso John Byrne, che porta sulle pagine di Action Comics Repellente (già il nome è tutto un programma).

La storia concepita da Byrne vede Repellente come un alieno scacciato dalla natìa Apokolips da Darkseid (il cattivo per eccellenza della DC), che si era stancato di averlo attorno perché troppo depravato. Finito sulla Terra, vivacchia nel quartiere malfamato di Metropolis, sognando una rivalsa che stenta ad arrivare (nonostante disponga di poteri d’ipnosi e di più che efficaci tentacoli), fino a quando s’imbatte per caso in Big Barda, altra fuoriuscita da Apokolips e appartenente alla stirpe dei Nuovi Dei. Dopo averla soggiogata con i suoi poteri, decide di sfruttarne i “talenti” e di farle girare film per adulti.

In realtà prima di decidere come gestire la sua prigioniera, Repellente si diverte per un pò con la donna: ad esempio la fa danzare per lui nelle fogne.

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E, a quanto si intuisce, non si fa pregare per sollazzarsi con lei anche in altri modi più o meno consentiti. Ma non tutto fila liscio per il cattivo, perché Metropolis è pur sempre la città di Superman, che s’imbatte nella scena e interviene in favore di Big Barda. Purtroppo le tipiche incomprensioni che avvengono spesso nei fumetti tra i buoni rimettono Repellente in pieno controllo della situazione. Solo che stavolta, oltre alla nativa di Apokolips, anche Superman finisce soggiogato dai suoi poteri.

E qui la storia deraglia. Cosa avreste fatto voi avendo la possibilità di comandare come burattini una guerriera che è allo stesso livello di forza di Wonder Woman e il super uomo per eccellenza? Avreste smesso di pagare il mutuo? Vi sareste dati alla politica? Li avreste ceduti in prestito alla Warner per farci un film decente sui supereroi? Repellente, dopo aver soppesato le svariate possibilità, sceglie sì il mondo del cinema, ma quello porno, in modo da raggranellare abbastanza soldi per ingaggiare un esercito e conquistare il mondo.

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Già l’assurdità della cosa si commenta da sola, ma è solo l’inizio. Il marito di Barda, Mister Miracle, viene messo al corrente della svolta artistica della moglie non da un sito di gossip o dagli amici al bar, ma nientemeno da Darkseid in persona, che, non si sa come e perché, è entrato in possesso della VHS di una sua interpretazione. A quel punto, Mister Miracle si precipita a Metropolis e individua il motel dove la moglie e Superman sono intenti a girare una scena.

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Il suo intervento permette ai due di liberarsi dal giogo di Repellente, che fugge e apparentemente muore. E poi? Chi si aspetta insulti, scenate, pianti, imbarazzo e collutazioni evidentemente commette un errore di calcolo, perché non succede niente. Superman e Barda sembrano non ricordare nulla e si salutano come due che si incontrano per caso al supermercato. La guerriera se ne va sottobraccio al marito a comprarsi qualche rimmel, mentre Superman va a vedere a quanto stanno le zucchine e amen.

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Però la faccia di Miracle alla fine è tutto un programma

Quindi davvero su un albo è apparsa una storia così, con il super boy scout dei fumetti, rappresentante i sani principi morali dell’America per bene, che viene ridotto a un John Holmes qualsiasi (per quanto il noto porno attore qualcosa di super, di suo, lo aveva) e costretto a prestazioni clandestine in un motel di quart’ordine?

Ebbene sì.

Dopo solo un paio d’anni di gestione Byrne rinunciò al suo incarico, trovandosi nettamente in contrasto con le idee della Dc, che continuava a proporre e a sostenere una versione di Superman molto più legata a quella “storica”, contravvenendo e di fatto sminuendo il lavoro dell’autore. Dopo il suo abbandono la casa editrice azzerò quasi tutte le novità apportate (nel caso di Repellente lo aveva già fatto), ma l’importanza dell’influsso di John Byrne sul personaggio non venne dimenticata. Le serie TV Lois & Clark e Smallville hanno attinto a piene mani alle idee dell’artista, così come i film Superman Returns e (ovviamente) Man Of Steel, mentre la DC Comics di oggi ha riscoperto e mantenuto vive quasi tutte le sue intuizioni.

Se pubblicheranno un bel team-up con Rocco Siffredi, allora potremo togliere quel “quasi”.

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Luca Divelti scrive storie di musica, cinema e tv su Rock’n’Blog e Auralcrave. Seguilo su Facebook e Twitter.

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