Se Stranger Things fosse uscita negli anni ’80: la colonna sonora immaginaria

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Che i Duffer Brothers con Stranger Things abbiano risvegliato un forte spirito di nostalgia per gli eighties è innegabile. La loro creatura, l’acclamatissima serie Netflix di cui è diventata punta di diamante, è tutto ciò di cui un fan cresciuto a pane, Spielberg e le gloriose VHS del papà, riscoperte tra gli scaffali, aveva bisogno, capace di ricreare quel forte link con il mito di un cinema fortemente suggestivo, in cui la modernità, a piccoli ma decisi passi, stava entrando nelle nostre vite. Oltre a veder nascere cult e generi di uno spaccato temporale di cui custodiamo la magia, è stata una decade in grado di far breccia per una commistione di fattori destinati a restare eterni, non solo per accaniti appassionati di cinema. Dai personaggi alle trame, dalla fotografia ai luoghi, fino all’indelebile marchio stilistico della musica, omaggiata in Stranger Things dai S U R V I V E, autori dell’altrettanto fortunata colonna sonora, che ne ha reso ancora più coinvolgente la storia.

Ci siamo chiesti, allora, cosa sarebbe potuto succedere se la serie fosse apparsa sugli schermi proprio nel 1983 (anno in cui è ambientata), attingendo dalle originali sonorità dell’epoca. Dal krautrock alla musica cosmica, dai Tangerine Dream ai Kraftwerk, dai sintetizzatori spaziali di Jean Michel Jarre alla scienza surrealistica dei toni di Klaus Schulze, le espressioni avanguardistiche di quegli anni hanno cambiato le sorti dell’elettronica, del nuovo pop e della tecnologia sonora applicata alle idee. Le loro atmosfere sci-fi, dark e dall’acuta sperimentazione, formate da suite realizzate con synth di primissima generazione, cambiarono l’approccio a decine di generi, insediandosi molto presto anche sul grande schermo, come protagoniste assolute. Immaginiamo, adesso, di tornare indietro nel tempo e accedere al catalogo Netflix, più di trent’anni fa. Immaginiamo che la TB-303 sia appena entrata in commercio, che il vocoder sia un marchingegno futuristico che comincia ad insediarsi anche nelle hit da classifica, che l’Eminent 310 sia la regola per strumentali che sembrino abbastanza al passo coi tempi.

Ecco otto brani, tutti con una grande storia alle spalle, che avrebbero potuto raccontare Stranger Things, nel 1983. E occhio agli spoiler, se siete tra i pochi a non aver ancora visto la serie.


 Jean Michel Jarre – Oxygène (Part III)

1976, è già in auge il secondo album di Jean Michel Jarre: Oxygène rappresenta una storica serie di album partita agli albori della carriera del compositore francese, che ne tracciò la strada per il successo. Questo brano, denominato “parte terza”, è facilmente riconducibile alle melodie di Kids, della colonna sonora targata S U R V I V E, con il gruppo formato da Mike, Dustin e Lucas a sfrecciare su e giù a bordo delle loro biciclette per le strade di Hawkins, alla ricerca di Will.


Tangerine Dream – Phaedra

L’incontro di Will con il demogorgone, nelle prime concitate fasi, poco prima di sparire nel nulla (o meglio, nel sottosopra), sembra fotografato qui, nel 1974, in Phaedra. Nella tensione e nella forza scaturente delle tonalità astratte i Tangerine Dream sono maestri assoluti, e in questo caso avrebbero cucito su misura un pezzo perfettamente in tema con la tensione emotiva delle scene.


Klaus Schulze – Bayreuth Return

Uno che dei Tangerine Dream, per un po’ di tempo, è stato membro, è Klaus Schulze, la cui tecnica al sintetizzatore rimane uno dei migliori biglietti da visita per mostrare al mondo cosa stesse accadendo nella musica, in quel preciso periodo. Anche in questo caso la densità melodica si sposerebbe benissimo con alcune scene ben precise: l’inseguimento degli agenti della Hawkins National Laboratory al gruppo, poco prima che Eleven utilizzi i suoi poteri per liberarsene, potrebbe essere l’ideale.


Cluster – Helle Melange

Le ricerche si susseguono, Hop e i suoi uomini scandagliano i boschi dell’Indiana sulle tracce di Will Byers, ma non c’è nessuna buona notizia: viene rinvenuto un cadavere nel lago. La claustrofobica techno dei Cluster sfociò di lì a qualche anno in un ambient più dolce e di gradevole fattura, ma nelle prime fasi della loro carriera utilizzavano tutte le sfumature più sperimentali e tetre, come in questo brano.


Kraftwerk – The Hall of Mirrors

La band in questione non ha bisogno di presentazioni (neanche l’album dal quale il pezzo è estratto, il leggendario Trans Europe Express). In una versione strumentale, The Hall of Mirrors sarebbe stata probabilmente la perfetta cornice per i flussi di corrente che innesca il sottosopra, mentre Joyce cerca di comunicare con il figlio che in tutti i modi chiede aiuto per fuggire dal mostro. I Kraftwerk in Stranger Things, negli anni Ottanta, sarebbero stati un matrimonio già scritto.


Edgar Froese – Drunken Mozart in the Desert

Eleven corre in aiuto di Mike e del resto dei ragazzi, dopo essersi allontanata, facendo sfoggio di tutti i mezzi sovrannaturali che ha a disposizione. She’ll Kill You suona mentre la sua sagoma comincia ad avvicinarsi alla scena. Dal creatore e frontman storico dei Tangerine Dream avremmo potuto immaginare decine di score che calzano a pennello con il mondo eighties di Stranger Things.


Brian Eno – In Dark Trees

La corsa verso il laboratorio del dottor Brenner, non appena scoperto una volta per tutte che Will è intrappolato nell’uspide-down e l’unico modo per salvarlo è accedere al sito dal quale l’esperimento partì. Come in una figura retorica utile alla causa in maniera fortuita, gli alberi scuri sono quelli della fauna circostante al castello Byers nel sottosopra, dove è senza scampo, nella versione oscura del suo rifugio dei giochi.


Ashra ‎– Nightdust

Il ritrovamento di Will, dopo il tentativo andato a buon fine di Eleven, immolatasi nella vasca di deprivazione sensoriale, e l’amara scoperta del corpo senza vita di Barb. Di lì a poco, la stessa Eleven scomparirà nello scontro finale col demogorgone, senza lasciare traccia, facendo disperare Mike. L’epilogo, se fosse stato accompagnato da Nightdust di Ashra (precedentemente in duo, come Ash Ra Tempel), suonerebbe più o meno così.

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