I dieci migliori riff di basso della storia del rock

Quando pensiamo alla parola riff, cioè quella precisa frase musicale che si ripete fino a diventare l’elemento chiave di un brano, troppo spesso tendiamo ad associarla alla chitarra. Eppure, la storia del rock non è stata scritta solo con le 6 corde: la maggior parte della volte è dalla linea di basso che inizia la costruzione di tutti quei pezzi di cui ci siamo innamorati al primo ascolto. La musica rock è ricchissima di giri di basso definiti “immortali“, che hanno creato da zero un nuovo sound e hanno ristabilito il ruolo stesso dello strumento, da secondario a primario, all’interno delle canzoni.

bassplayer

Oggi vi presentiamo un breve walk-through dei 10 riff di basso che hanno storicamente rinnovato il concetto di musica rock, con un giusto equilibrio tra classico e moderno. Una di quelle liste che appassionano tutti in maniera personale, con tutti coinvolti nel classico gioco di aggiungere elementi cari per la propria esperienza, o di sottolineare l’esclusione di questo o quell’altro brano. Ma è proprio questo che rende tanto interessanti iniziative come queste. È per questo che ve la proponiamo: la selezione dei dieci giri di basso irrinunciabili, firmata Aural Crave.


Pink Floyd – Money  (1973)

Il famoso pezzo contenuto in quella pietra miliare del rock che è The Dark Side of The Moon (il prisma su sfondo nero è qualcosa che conosciamo tutti, giusto?), questo pezzo vanta un riff accattivante e semplice allo stesso tempo. Nato dal genio di Roger Waters, ispiratosi a sua volta da Silas Marner, libro di George Eliot, il brano tratta di una materia attuale, delicata e “peccaminosa” come i soldi, considerati il vero lato oscuro della natura umana.


The Beatles – Come Together  (1969)

Chi, se non Sir Paul McCartney al basso di questo pezzo eccezionale? Pare che inizialmente il riff fosse stato pensato più veloce, ma che in seguito sia stato rallentato per ottenere un effetto… più “ipnotico“.


Jaco Pastorius – The Chicken  (1981)

Lui non poteva proprio mancare. Jaco Pastorius è stato uno dei più grandi bassisti di tutti i tempi, famoso per la sua carriera solista e per aver fatto parte dei Weather Report. Oltre che per la sua vita sregolata, va ricordato per aver contribuito a reinventare il ruolo del basso nella musica contemporanea. La sua bravura innata e la sua passione gli hanno permesso di portare uno strumento prima considerato marginale in una posizione di rilievo: e dopo di lui, nulla fu più come prima. Piccola curiosità: la leggenda vuole che sia stato proprio Pastorius a inventare la versione fretless del basso, rimuovendo i tasti dal manico del suo stesso strumento.


Red Hot Chili Peppers – Around The World  (1999)

Band dal temperamento e dal sound a dir poco esplosivo, i Red Hot Chili Peppers. La grande novità nel campo dell’alternative rock più recente si deve al bassista Flea e alla sua particolare tecnica di slap, cioè il battere sulle corde con le dita, che ha permesso al suono deciso del suo basso di ritagliarsi un posto d’onore in tutti i brani del gruppo, diventandone infine il vero marchio di fabbrica. Lo potete sentire dentro Around The World.


Queen – Another One Bites the Dust  (1980)

In questo pezzo energico e ritmato le note del basso suonato da John Deacon sono tanto riconoscibili da essere ormai canticchiate in tutto il mondo e ascoltabili praticamente ovunque, che sia in una pubblicità o nella suoneria di un cellulare. Inoltre, questa linea è perfetta per un bassista che voglia testare le proprie capacità all’inizio della carriera.


Led Zeppelin – Black Dog  (1971)

Scrittore e tastierista della celeberrima band britannica, John Paul Jones has dimostrato d’essere anche un eccezionale bassista: dopo una prima collaborazione con Jimmy Page, ecco nascere questo riff che segnerà un’epoca e influenzerà non poco il rock successivo. Il brano in questione, contenuto nel quarto album pubblicato dai Led, trae il suo nome dal labrador retriever che si aggirava nei pressi degli studios (quelli di Headly Grange) durante le sessioni d’incisione. Tuttavia, non che questo abbia nulla a che vedere con il testo: in realtà il tema del pezzo è l’amore di una donna. Curioso, vero?


Rush – Tom Sawyer  (1981)

Scritto dai membri del gruppo con l’aiuto del paroliere Pye Dubois, questo pezzo presenta una straordinaria linea di basso composta da Geddy Lee. Bravo non solo alle tastiere, ma anche al basso, Lee ha dato vita a un brano complesso, che è uno dei cinque della band a esser stato inserito a pieno titolo nella Canadian Songwriters Hall of Fame.


Yes – Roundabout  (1971)

Se si parla di eccellenze musicali, loro non mancano mai. Gli Yes, tra le altre innovazioni apportate nel campo del progressive rock, hanno pensato d’inserire nella loro musica linee di basso complesse ed incisive. Estratto dall’eccezionale album Fragile, questo brano conferma tutta la bravura di Chris Squire: un grande bassista per una grande band. Cos’altro?


Nirvana – Come As You Are  (1992)

Direttamente dalla scena grunge rock, i Nirvana ci hanno regalato pezzi epici e ricchi di sentimento. Se poi consideriamo il loro suono incisivo, non è possibile non accorgersi delle note pesanti suonate dal basso di Krist Novoselic. Un tappeto armonico che, una volta ascoltato, è impossibile dimenticare.


Muse – Hysteria  (2003)

Decisamente di più recente pubblicazione rispetto ai sopra citati, questo brano si apre con un riff di basso talmente incisivo da renderlo differente da tutti gli altri brani che compongono l’album Absolution. Questa volta l’incipit è tutto del bassista, Chris Wolstenholme, che regala al suo basso un ruolo fondamentale per il sound di tutta la canzone.

22 thoughts on “I dieci migliori riff di basso della storia del rock

    1. Caro Riccardo, questa è una selezione, chiaro che di riff spettacolari ce ne so sono tanti altri, ma dovendo fare una classifica, alcuni sono rimasti necessariamente fuori. Detto ciò, trovo decisamente fuori luogo il tuo commento.

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  1. Ognuno ha il suo è ovvio,pOi se vole te sentire un basso che farebbe incazzare ogni chitarrista perché si sente molto più forte a livello di suono delle 6 corde..esempio palese in Italia, Gianni Maroccolo

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  2. Definirli i migliori è una cosa grossa, ma sicuramente sono validissimi.
    Ad ogni modo dei RHCP più che All Around The World avrei messo Aeroplane, quello slap è davvero una meraviglia!
    (Nota di apprezzamento particolare: che pezzone Hysteria)

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