Cinque colonne sonore alternative per il Primavera Sound 2016

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Questo articolo parte da un presupposto ben preciso: il trailer video del Primavera Sound 2016, uscito ieri, è un piccolo capolavoro di presentazione audio/video, e la scelta di un pezzo di John Carpenter dal suo ultimo album è un tocco raffinato ineguagliabile.

Lo sfondo nero, l’idea del lancio di uno shuttle e di una storia animata che ci gira intorno, le forme colorate in movimento e l’idea di oggetti che si aprono ad altri oggetti, mentre sullo sfondo Carpenter aggiunge uno sfondo ruvido, dinamico e diretto all’introspezione. Insomma, non si poteva fare di meglio. Punto. Proprio per questo ci è venuto in mente il seguente gioco: quali altre tracce potevano essere scelte, tra i nomi di punta della line up di quest’anno, per ottenere un effetto altrettanto valido? O detto in un altro modo: quali tracce sono state scartate prima di scegliere Vortex? Noi ci siamo immaginati queste cinque, fatte da altrettanti big presenti nella line up di quest’anno, e abbiamo anche provato a intuire perché non siano state scelte. Voi provate a immaginarle, il video qui sopra abbinato alle tracce seguenti. Provate a immaginare l’effetto che fa. Seguiteci.


Radiohead – Lotus Flower

Lotus Flower non ci sarebbe stata per niente male, diciamolo. Offre un gran bel crescendo, dà stile e possiede un carattere intellettuale forte, deciso, che fa presa, soprattutto al pubblico target del Primavera. E poi sono i Radiohead, che promettono di essere uno dei nomi più chiacchierati del 2016 per il tour e per il probabile nuovo album. Però… però no. Nel trailer sarebbe suonata troppo malinconica. Quel video doveva trasmettere entusiasmo e voglia di esserci. I Radiohead qui trasmettono voglia di commuoversi. Non esattamente l’idea migliore per un ventenne che prenota il volo per Barcellona. Va beh che è gennaio è fuori fa un grado, ma cerchiamo di guardare in prospettiva.


LCD Soundsystem – Dance Yrself Clean

Beh, mettiamola così, gli LCD sarebbero dovuti essere la prima scelta, se non altro per quanti sono ansiosi di rivederli insieme e per quelli che non sanno cosa aspettarsi (per inciso, se ancora non lo sapete, dovreste leggere quanto già detto qui). Però c’è un problema: sono troppo chiassosi. Anche nei loro momenti più contenuti ed electro, avrebbero preso troppo spazio in un videotrailer dove lo spazio più ampio dovevano averlo la storia e le immagini. Forse Dance Yrself Clean. Ecco, questa forse non avrebbe guastato nulla. Lo stile c’è, la capacità di decidere il mood pure, persino la carica suggestiva. Avrebbe potuto funzionare, già. Solo che il Primavera è il festival degli alternativi, e oggi come oggi dire LCD è troppo da inflazionati. Sorry, qui distinguersi è la priorità. La prossima, grazie.


Moderat – Last Time

I Moderat già sarebbero stati meno da inflazionati. E per questo sicuramente una scelta più apprezzata. Immaginate il trailer con Last Time: sarebbe stato un Primavera malinconico e intenso, con una specie di atmosfera sacrale rivolta ad un pubblico di innamorati. Primavera però è primavera, diamine. Last Time è il suono dell’autunno. Avrebbe funzionato un casino in questo momento, mentre procedete all’acquisto di biglietti, ma non a posteriori, quando il festival avrà avuto luogo. No, stiamo muovendoci un po’ troppo su territori che inumidiscono gli occhi. Anche se, garantito, questo pezzo live al Primavera potrebbe essere uno dei momenti indelebili del festival. Ecco, magari riserviamocelo per l’esperienza dal vivo. Quella conta ancora, no?


Sigur Ros – Glósóli

Come traccia di sottofondo a un video, Glósóli sarebbe stata della delicatezza giusta. Ogni elemento resta al suo posto, non ha smanie di protagonismo e non avrebbe in alcun modo rubato la scena. Avrebbe dato probabilmente anche più suggestione di Carpenter. Ci avrebbe quasi proiettati virtualmente su quello shuttle e via, tutti nello spazio a fluttuare senza gravità intorno alla ragnatela di nomi attesi dell’edizione di quest’anno. Finché guardi dall’oblò gli elementi che scorrono e le lacrime iniziano a scendere. Ma i Sigur Rós quanto sono tristi? Troppo. Cerchiamo di concentrarci sul piacere di viaggiare per la musica, please, i Sigur Rós li mettiamo in cuffia in aereo magari. Al ritorno. Un attimo prima del momento nostalgia.


Tame Impala – Let It Happen

Let It Happen avrebbe dato una perfetta sensazione di solitudine per l’idea di viaggio nello spazio, con tanto di apertura a un panorama più luminoso a metà pezzo. Prometteva parecchio bene eh. Aveva anche un’energia che si adatta bene alla buona predisposizione che si vuole infondere al momento di comprare i biglietti. Avrebbe fatto sentire più di tutte la sensazione che tutti al Primavera vogliono sentire: quella di far parte di una comunità di appassionati che condividono il loro momento di bellezza collettiva. Però forse è troppo allegra. In fondo ci voleva qualcosa di più carico, corposo, robusto. Ecco, per questo è stato scelto Carpenter. Si è scelta l’autorevolezza di qualcuno che nel suo campo è imbattibile, che non fa esattamente parte della scena che lo circonderà al festival, e che per questo darà una sensazione di irripetibilità.

 

E qui torniamo all’assunto di partenza: Carpenter è la scelta perfetta e il trailer sopra è qualcosa di straordinario, soprattutto per chi ama gli accostamenti musica-immagine. Giusto per ricordarci che il Primavera è una realtà unica non solo per l’atmosfera che genera, l’organizzazione e il bacino di pubblico che attrae, ma anche e soprattutto per il gusto estetico. Impareggiabili.

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