Tiger King: la docu-serie Netflix e gli eccessi americani

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Tiger King è una docu-serie di Eric Goode e Rebecca Chaiklin che dal 20 Marzo 2020 è disponibile sulla piattaforma streaming Netflix. Il suo successo, che consta ormai di milioni di spettatori, è dovuto più al passaparola degli spettatori che alla valorizzazione propagata da Netflix. Un successo che ha fatto sì che celebrità del cinema come Edward Norton, Jared Leto e la famiglia Stallone manifestassero grande interesse per la docu-serie, che vede come protagonista principale Joe Exotic. A riguardo Norton ha addirittura fatto sapere che vorrebbe interpretarlo in un film.

La docu-serie non è solo un ritratto dell’America degli eccessi, delle armi, dei soldi che fan da padrone. Non si limita neanche a mostrare la condizioni dei grandi felini tenuti in cattività nei tanti parchi per animali esotici sparsi per l’America. No, Tiger King è anche uno strano intreccio di storie di personaggi a dir poco particolari che, nelle sette puntate, lascia il tempo allo spettatore di tracciarsi il proprio quadro sulle molte relazioni fatte di omicidi, suicidi, cause giudiziali, droga, armi, e persino elezioni politiche. Rolling Stone, ad esempio, la presenta così: è il ritratto dell’America ‘white trash’ che nessuno aveva ancora osato fare. Infatti, da un po’ di tempo a questa parte, una nuove ossessione sembra invadere le menti di molti americani, l’ossessione per i “big cat” (questa l’espressione che negli States sta a indicare il mondo dei grandi felini come tigri, leoni, pantere, puma ecc). In America Il mondo dei “big cat” pone degli inevitabili interrogativi, per gli animalisti in primis, ma anche, più generalmente, interrogativi di carattere etico-politico. La disinvoltura con la quale Joe Exotic si muove e gioca con le tigri, sembra aprire la strada a una società nella quale felini di grossa taglia e uomini possono condividere uno spazio domestico senza troppi problemi. Allo stesso tempo, però, la docu-serie rimarca bene il fatto che oggi in America ci siano più felini in cattività di quanti ce ne siano nel loro habitat naturale in tutto il pianeta. Ma restiamo su Joe Exotic.

Joe Exotic, auto-soprannominatosi il re delle tigri, oggi sconta in carcere una condanna di 22 anni, su di lui penano diversi capi di imputazione, tra cui anche il tentato omicidio. Joe Maldonado Passage, questo il suo vero nome, in America era già una star, soprattutto grazie alle visualizzazioni sul suo canale Youtube, dove garantiva ai suoi spettatori, oltre che molte riprese con i suoi animali (grossi felini come tigri e leoni, ma anche orsi, lupi e altri ancora) anche performance di vario genere, performance in cui lui sparava colpi di arma da fuoco, si esibiva musicalmente, lanciava messaggi provocatori ai suoi oppositori ecc. Joe Exotic, tra le altre cose, registrava album di musica e videoclip musicai. Un uomo che ha fatto del suo egocentrismo la sua ragione di vita, come del resto afferma più volte Rick Kirkham, il giornalista/documentarista che stava girando un reality nello zoo park di Joe, prima che un incendio (forse appiccato per mano di quest’ultimo) distruggesse tutto il suo studio, che era stato allestito vicino alla gabbia degli alligatori, e bruciasse tutto il materiale inerente le riprese.

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La storia personale di Joe Exotic è costellata di eccessi, ma anche di molti traumi: è stato violentato da un ragazzo più grande quando aveva solo 5 anni; è stato cacciato di casa dal padre perché dichiaratosi omosessuale; ha tentato il suicidio, ha subito un lutto importante in seguito al decesso del fratello maggiore. Proprio in onore al fratello perduto Joe ha chiamato il suo zoo park per animali esotici Garold Wayne Exotic Animal Memorial Park, inaugurato nel 2000, in seguito all’acquisto delle sue prime tigri. Dal Garold Wayne Exotic Animal Memorial Park iniziano I suoi primi guadagni, tutt’ora Joe afferma di essere stato il maggiore allevatore di tigri e grandi felini di tutti gli Stati Uniti (e questo non è poco, visto che attualmente il numero dei grandi felini in cattività in America super quello che ne esistono in natura), inoltre il re delle tigri guadagna sulle foto che i suoi visitatori vogliono scattarsi con i suoi tigrotti,  molte delle foto con cuccioli di grandi felini che circolano su internet sono state fatte nel suo parco. E’ stato anche tra i primi a dare vita ai poadcast video. Joe, inoltre, in barba alle avvertenze e alle ostilità di animalisti come Carol Branski, ricava soldi anche dalle vendite dirette dei cuccioli, grazie agli accoppiamenti tra gli esemplari presenti nel suo zoo.

L’ostilità che riceve da Carol Banskin, Joe Exotic la ricambia abbondandemente. Sul suo canale Youtue Joe si diverte a dipingerla come il suo acerrimo nemico, più che come un’attivista impegnata costantemente a procedere per via giudiziaria contro di lui e contro il suo zoo che commercia animali esotici. Tutto quello che Joe Exotic fà nei suoi video contro Carol Banski, potrebbe essere uno show a parte: passa dal costruire una bambola, fino a montare un video clip, solo con l’intento di sbeffeggiarla, bullizarla di continuo. Carol Banskin, poco per volta, diventa l’archetipo sul quale Joe Exotic sfoga la sua rabbia, il suo odio, come testimoniano le continue minacce che quest’ultimo le dedica nelle dirette sui social. Joe, infatti, non ha problemi a dire davanti alla telecamera che se Carol venisse nel suo zoo gli sparerebbe come fosse un cinghiale. Del resto, anche il personaggio di Carol Banskin, aldilà di tutte le fantasie (perverse) che suscita nell’immaginazione di Joe, potrebbe costituire un’altra docu-serie a parte.

La storia di Carol potrebbe essere la versione super trash di “basic instinct”. Carol Baskin, che attacca Joe Exotic in nome della causa animalista, possiede a sua volta un parco per la “salvaguardia dei felini” dove i visitatori, comunque, pagano per visitare i “big Cats” tenuti in gabbia, proprio come accade nel parco dell’Oclaoma di Joe Exotic. Carol è una milionaria che è riuscita a costruire il suo parco (il Big Cat Rescue) grazie alla fortuna ereditata dall’ex marito di colpo scomparso. Ora Carol ha al suo fianco il suo nuovo marito Howard, che la segue in tutti i processi contro Joe Exotic, ma in realtà, la sua storia con Don Lewis (questo il nome del suo ex marito scomparso) sembra non essersi mai chiusa del tutto. Non sono solo le continue accuse mosse contro di lei da parte di Joe Exotic a far pensare che la scomparsa di Don Lewis sia stata architettata da Carol che, addirittura, si sarebbe sbarazzata del corpo dandolo in pasto ai felini.

La docu-serie offre altri importanti tasselli per tentare la ricostruzione della sparizione di Don Lewis. Aneddoti che rendono un po’ ambigua la figura di Carol, o perlomeno la avvolgono in alone di mistero che un po’ le fa ricoprire il ruolo di martire, costretta a patire in nome di una giusta causa, un po’il ruolo del più spietato carnefice, pronto ad uccidere il proprio partner per sottrargli l’eredità. Ad esempio, c’è una lettera di denuncia dello stesso ex marito che, poco tempo prima di sparire, scriveva della possibilità che sua moglie potesse farlo fuori. C’è il fratello di Carol, che al tempo della scomparsa operava nella polizia e avrebbe potuta aiutarla nell’occultamento e nel depistaggio dalle prove che la coinvolgevano. La guerra tra Joe Exotic e Carol Banskin è interminabile, tanto che Joe sarà costretto a intestare il suo parco ad altre persone, per non farselo sequestrare, tanto che verrà arrestato con l’accusa di aver pagato un sicario per eliminarla (senza riuscirci).

Joe Exotic e Carol Baskin non sono gli unici né a possedere grandi felini, né a votare la propria vita al culto di se stessi. Tra Joe e Carol si piazza anche Doc Antle, che dirige il The Institute for Greatly Endangered and Rare Species (T.I.G.E.R.S) di cui ne è anche il fondatore. Il suo parco si erge a Myrtle Beach, South Carolina. Doc è una specie di Guru, anch’esso poligamo come Joe Exotic, che oltre ai grossi felini sembra addomesticare anche le sue partner, alle quali impone regole anche sui vestiti da indossare. Doc è un altro personaggio con la passione per i felini e per le donne, senior del narcotraffico, un mini boss di Las Vegas che introduce i tigrotti negli Hotel di lusso per rimorchiare le ragazze. Sarà lui ad aiutare in un primo momento Joe Exotic nella battaglia legale contro Carol Banskin, per poi appropriarsi del parco di Joe.

Meritano menzione anche i vari dipendenti di Joe e i suoi vari mariti. Una sua dipendente perde un braccio per la sua avventatezza ad introdurlo nella gabbia dei grossi felini, tutti vivono in condizioni disperate, spesso nutrendosi della carne scaduta destinata alle tigri che i supermercati regalano allo zoo. Uno dei mariti di Joe Exotic si spara un colpo in testa proprio nell’ufficio dello zoo. Le vicende si intrecciano e si susseguono come un romanzo ben organizzato, si fa quasi fatica ad accettare che tutto quel che si sta guardando siano fatti accaduti veramente, eppure è tutto vero. Si vede Joe Exotic sfiorare di continuo la follia, tanto che ne è preoccupato persino lo sceriffo della sua città, ma nonostante la follia, Joe non rinuncia a celebrare di continuo se stesso, il suo personaggio, tanto che mentre un mini boss gestisce il suo parco, lui sceglie di candidarsi prima alle presidenziali, poi come governatore.

Ora Joe Exotic sta scontando la sua pena di 22 anni, Donald Trump aveva accennato di concedere lui la grazia, anche il figlio di Donald aveva mostrato solidarietà verso questo personaggio. Ora però l’America ha un altro presidente, forse il re delle tigri dovrà aspettare per esser di nuovo libero.