The Smile, il nuovo progetto di Thom Yorke: la strada dolorosa per essere liberi

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Thom Yorke non finisce mai di stupire.

Ogni volta è come se avesse deciso di impegnarsi a pubblicare qualcosa per superarsi, una nuova musica più devastante di tutto quello pubblicato fino a quel momento nella sua carriera, che è un po’ come se la Fossa delle Marianne decidesse che non è abbastanza profonda.

Anche questa volta, con il nuovo progetto The Smile, non si smentisce, mostrando di essere non meno malinconico, non meno commovente.

“Liberi sapendo che un giorno tutto questo finirà/Liberi sapendo che tutto sta cambiando”, canticchia Yorke per aprire la traccia Free in the Knowledge. Un brano che suona cinicamente e fintamente ottimista, caratterizzato da una chitarra acustica, un pianoforte spettrale e archi gonfi a cui pian piano si aggiungono suoni di chitarra elettrica sapientemente effettati e miscelati da Jonny Greenwood, per un arrangiamento perfetto. Yorke fa appello all’importanza di comprendere il posto in cui siamo, alla nostra condizione e alla società che ci gira intorno. Il suo attacco non è tanto “politico” all’establishment come spesso ha fatto in passato. Ora punta il dito verso tutti noi, noi che siamo bloccati “nel mezzo” e che pensiamo che tutto sommato la cosa più semplice sia quella di accettare di vivere in un sistema corrotto e marcio, che usa la paura per mantenere il controllo su di noi. Thom cerca di scuoterci e di scuotere anche se stesso. D’altronde: “ci siamo dentro insieme, sia io che te”, ce lo dice apertamente. Questa canzone è davvero l’esperienza “Thom Yorke” più completa che si possa fare. Si possono sentire tutte le sue vibrazioni e sfumature: da Pablo Honey alle influenze più recenti.

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Il testo scorre e sentiamo quanto questo genio provi a spronarci per destarci dal sonno in cui ci lasciamo vivere quotidianamente. Le sue parole sono frecce che vorremmo schivare ma che arrivano dritte al cuore. Che altro deve succedere nelle vostre vite per farci reagire, sembra urlarci addosso? La libertà ci spaventa e la cosa più difficile è accettare di non essere liberi. Prendere consapevolezza di questa condizione è il primo passo per tornare a volare.

Nel video girato da Leo Leigh veniamo catapultati all’interno di un bosco dove strani personaggi sembrano partecipare a un rituale. Un percorso iniziatico per avvicinarsi alla conoscenza e alla consapevolezza? Forse. Sicuramente qualcosa che ci libera ma che al tempo stesso rompe l’equilibrio sottile su cui abbiamo costruito la nostra esistenza, traumatizzandoci e destabilizzandoci. Il cambiamento è sempre portatore di cose belle ma sul momento può lasciarci nell’angoscia per le tante sicurezze che rischiamo di perdere quando decidiamo di metterci in discussione. Il video descrive perfettamente, con splendide immagini simboliche, quest’esperienza intensa e intima di purificazione e di ricerca della verità.

D’altronde, l’insegnamento è scritto da sempre nella notte dei tempi: per aspera ad astra, attraverso le asperità alle stelle.