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Il finale della seconda stagione di Dark Matter: disattivare la scatola e affrontare il futuro

📌 In questo approfondimento

Il finale della seconda stagione di Dark Matter ridefinisce la serie nel momento in cui Jason disattiva definitivamente la scatola per evitare un’ulteriore entropia nel multiverso, lasciando per errore Daniela e Charlie bloccati in un universo parallelo sconosciuto. Nel frattempo, la morte di Leighton per mano del suo stesso doppio mostra il tragico costo dell’ambizione umana e delle buone intenzioni. Questa analisi esplora il significato simbolico del messaggio non letto da Jason, le conseguenze della disattivazione del box e la possibilità che la serie possa proseguire con una terza stagione.

Questa analisi è disponibile anche in inglese: The Dark Matter Season 2 Finale: Disconnecting the Box and Facing the Future

Anche la seconda stagione di Dark Matter giunge al suo termine, e adesso le domande si moltiplicano. Due grossi colpi di scena segnano il finale di questo secondo capitolo: il primo, che cambia completamente la filosofia fondante della scatola, è la morte di Leighton, ucciso dal suo “gemello oscuro” Oluko; e il secondo, che invece stravolge la meccanica pratica della serie, è che Jason riesce finalmente a disattivare la scatola, rendendo ora impossibili i viaggi verso mondi paralleli proprio ora che Daniela e Charlie sono persi in un universo sconosciuto.

Adesso siamo davvero in territorio inesplorato, e i fan hanno mille perplessità. Dove sono finiti Daniela e Charlie, e qual è il significato nascosto di questa scelta narrativa? Ma soprattutto, può la serie avere un futuro per un’eventuale terza stagione da adesso, e in che modo possono evolversi gli eventi?

Dove sono Daniela e Charlie adesso?

L’amaro destino di Daniela e Charlie rappresenta il simbolo dell’intera seconda stagione. Jason è ora talmente ossessionato dall’idea di dover trovare una soluzione ai problemi creati dalla scatola da mettere in secondo piano la cosa che, una volta, era la più importante della sua vita: la famiglia. Daniela è la prima ad accorgersene e a decidere di allontanarsi, mentre Charlie prende una decisione simile e va a cercare un mondo in cui il suo gemello Max è ancora vivo. Quando Daniela lo scopre, impossibilitata a mettersi in contatto con Jason, gli lascia un messaggio sulla scrivania e entra nella scatola, alla ricerca di Charlie.

Ma Jason non leggerà quel messaggio. In un imprevisto dall’alto contenuto simbolico, Jason nasconde il messaggio di Daniela coprendolo involontariamente con le note del suo lavoro: il lavoro che ancora una volta sta sopra la famiglia, e che alla fine diventa la ragione per cui Jason ne sarà separato per sempre. La sua ossessione adesso è disattivare la scatola, per evitare le conseguenze nefaste che ha generato fino a quel momento.

Dark Matter — Season 2 Official Trailer | Apple TV

Alla fine, ci riesce: al termine del timer, la scatola è finalmente disconnessa dalla sua origine quantistica, ed è ora solo una costruzione vuota. Amanda e Ryan sono tornati, ma ad aspettare Jason è una scoperta tragica: il messaggio sulla scrivania è sempre lì, e gli fa cadere addosso la consapevolezza di aver disattivato la scatola proprio mentre la sua famiglia, Daniela e Charlie, erano in viaggio in altri mondi.

L’ultima scena della seconda stagione di Dark Matter ci lascia col più amaro dei finali aperti possibili: Daniela e Charlie aprono la porta del box per l’ultima volta, ancora inconsapevoli che non ci saranno più viaggi in mondi paralleli, e il mondo che hanno davanti ai loro occhi sarà quello in cui vivranno il resto delle loro vite. E noi quel mondo non lo vediamo: è il modo che la serie ha di lasciare le possibilità aperte per un’eventuale terza stagione.

La fine dei buoni propositi e la morte di Leighton

Il modo in cui muore Leighton è un’altro elemento altamente simbolico della seconda stagione di Dark Matter. Il Leighton che costruisce la piramide è lo stesso che ha finanziato la costruzione della scatola fin dall’inizio, e i suoi fini sono edificanti: vuole usare quella scatola per rendere il mondo un posto migliore, viaggiando in universi paralleli per trovare i modi in cui altri hanno trovato soluzioni ai problemi irrisolti intorno a noi.

Dark Matter — Leighton Unveils His Project | Season 2 Episode 6 Scene | Apple TV

Però, man mano che le conseguenze della scatola si vanno materializzando, Leighton si accorge che la sua invenzione continua ad avere conseguenze negative. Introdurre un vaccino in un mondo afflitto da una pandemia non fa altro che creare nuove disuguaglianze, perché i ricchi di quel mondo renderanno il vaccino accessibile solo per pochi privilegiati. Portare del grano resistente ad un universo colpito dalla carestia causa una evoluzione biologica che distruggerà il cibo in maniera definitiva, uccidendo tutti. Il messaggio è chiaro: la scatola non è la soluzione, ma solo un ulteriore elemento di entropia aggiunto in mondi che andranno comunque in una direzione già segnata.

Per questo, Leighton arriva alla stessa conclusione di Jason: la scatola va distrutta. Ma sarà proprio lui l’ultima vittima delle conseguenze negative della sua creazione, perché morirà per mano di Oluko, una versione più egoista di se stesso, presa in prestito da un mondo parallelo. Insomma, l’egoismo umano è più forte di qualsiasi invenzione futuristica, e con questa consapevolezza i due visionari scelgono un tipo di vita più tranquilla, lontana dalla scienza e da idee coraggiose dagli effetti imprevedibili.

Una prospettiva che però non si realizzerà mai: Leighton muore, mentre Jason resta in un mondo senza la sua famiglia. Il finale della seconda stagione di Dark Matter ci insegna che l’unica via possibile è quella dell’accettazione. La stessa che avvolge Jason quando abbraccia Amanda l’ultima volta che lo vediamo, ora rassegnato al fatto che la sua famiglia non c’è più.

Ci sarà una terza stagione di Dark Matter?

Il finale aperto sicuramente c’è: la seconda stagione si chiude con Oluko che fugge in un mondo lontano, la scatola non più funzionante per i viaggi verso nuovi mondi, e Daniela e Charlie che aprono le porte ad un mondo che noi non vediamo. Ma adesso la questione di una possibile terza stagione diventa scottante.

La serie è nata per mano di Blake Crouch, come una trasposizione su schermo del suo romanzo omonimo pubblicato nel 2016. Ma se la prima stagione ripercorreva gli eventi descritti dal libro, la seconda stagione aveva già rappresentato una continuazione che andava oltre la storia originale. Come dicevamo, siamo già in un territorio nuovo, e così sarebbe anche se la serie venisse confermata per una terza stagione.

La domanda però è ovvia: come potrebbe una serie come Dark Matter continuare se la scatola sulla quale si fondava la sua intera trama ora non funziona più? Può una terza stagione fondarsi esclusivamente su come andranno da adesso i mondi che conosciamo e su come si evolveranno le dinamniche tra i personaggi inserite in mondi separati?

Questa sarà la prima questione che il creatore dovrà risolvere se la terza stagione avesse il via libera. E fino a quel momento, ci tocca restare con l’amarezza di dover rassegnarci a un finale in cui nessuno dei personaggi ha ottenuto ciò che voleva.

Official poster for the Apple TV+ sci-fi show Dark Matter Season 2
Carlo Affatigato

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato è il fondatore e Direttore Editoriale di Auralcrave. Ingegnere di formazione con un background in psicologia e life coaching, è analista culturale e scrittore professionista dal 2008. Carlo è specializzato nell'estrarre significati nascosti e intenzioni umane dalle storie globali di tendenza, unendo il rigore scientifico a una lente umanistica per spiegare l'impatto psicologico dei nostri momenti culturali più significativi.View Author posts